Felici si nasce o si diventa?

Ripercorrendo la mia vita fino a qui, posso dire con sincerità, che non sono stata particolarmente felice, allo stesso tempo non mi considero un’infelice cronica; ho convissuto con i miei alti e bassi emozionali ed umorali come molti su questa terra.

In principio credo di essere stata una bambina felice, inconsapevole di quello stato di grazia, ma felice. Coccolata, amata e accudita.

Purtroppo nella vita capita che il dolore arrivi in modo inaspettato e raramente ci trova pronti ad affrontarlo, soprattutto in giovane età. Poco dopo il mio tredicesimo compleanno, mio papà muore. La mia prima vera sofferenza.

È come una valanga che ti travolge e tu devi uscirne, vivo possibilmente. Ero totalmente incapace di affrontare questa infelicità, mi mancavano gli strumenti, ero guidata dall’istinto di sopravvivenza.

E come nel mondo animale anche noi umani adottiamo alcuni strani comportamenti, io li ho provati tutti:

  • Letargo: stato di inerzia; intorpidimento spirituale nell’attesa che passi l’inverno o l’inferno.
  • Mimetismo: camuffarsi per adattarsi/nascondersi all’ambiente circostante e passare inosservati nella moltitudine.
  • Immobilismo: se non ti muovi, non respiri e ti fai crescere le alghe sul pelo come fanno i bradipi, nessuno sa che ci sei.

Avete presente la mucca che guardava passare il treno? Quella ero io. Dovevo trovare la ragione dello stato d’animo che mi affliggeva, della paura che mi bloccava e che non mi faceva muovere in nessuna direzione.

Partivo dalla convinzione che quando ci si sente felici, per una sorta di compensazione universale o divina, qualcosa di terribilmente brutto e triste sarebbe accaduto. Vivevo con il freno a mano tirato, con la sensazione che ogni momento piacevole non sarebbe durato.

Non ricordo esattamente quando razionalmente ho deciso che le cose dovevano cambiare, ma ad un certo punto ho cominciato a farmi delle domande ed è come se si fosse aperto un spiraglio, una porta che era sempre chiusa si stava aprendo piano e io ci potevo vedere attraverso.

Prendere coscienza della propria infelicità è il primo passo, quello che ti spinge a cambiare, a girare lo sguardo verso qualcosa di meglio per te.

Non erano ancora gli anni di internet né del coaching, e della psicologia si parlava a bassa voce, la mia scialuppa di salvataggio è stata la lettura. Libri, giornali, e riviste mi hanno soccorso.

Ho iniziato così la mia autoanalisi, leggevo, scavavo e repertavo le mie emozioni come un bravo archeologo. Scoprire che ci sono persone che come te hanno provato le tue stesse difficoltà, superandole, è confortante; immagini che ci sia una soluzione anche per te.

L’ostacolo più grande da superare era passare dal pensiero all’azione. Dovevo trovare il modo di smontare l’impalcatura di abitudini che mi ero costruita per proteggermi dal mondo e costruirne di nuove e sfidanti per uscire dal mio bozzolo e diventare protagonista della mia vita.

Questo è stato il mio inizio, sono passati parecchi anni da quando ho cominciato questa avventura, mi sono appassionata sempre di più agli argomenti sullo sviluppo personale ed in particolare spinta da Francesca Zampone ad occuparmi di felicità.

La Felicità è stata sempre argomento di studio a partire dai filosofi greci, fino agli studiosi di psicologia positiva dei tempi recenti, ma mentre prima era materiale per pochi, oggi sembra essere diventata molto popolare, ha scalato la classifica degli argomenti di discussione preferiti. In questa società dove abbiamo tutto e non ci basta niente, vogliamo tutti la felicità.

Ogni giorno c’è qualcuno che ci propone una formula magica o un metodo infallibile per ottenerla, sarà tutto vero quello che ci raccontano? Cerchiamo di capirlo insieme. Durante il corso che partirà a novembre metteremo in discussione i principi degli antichi filosofi e regole degli scienziati, rivedremo i suggerimenti dei corsi universitari americani e dei saggi della crescita personale, proveremo ad elaborare la nostra mappa per la felicità. Vi aspetto.

Rita Gloria Zambrelli

Autore: Rita Gloria Zambrelli

Un lavoro nella finanza come CRM e grandi passioni artistiche che coltivo frequentando corsi di pittura, illustrazione, mosaico e design. Nel 2012 capito per caso in Accademia e intuisco immediatamente che è un posto speciale: frequento il primo Master in Coaching di ADF e comincio un nuovo viaggio. Questa combinazione di esperienze lo metto ora a disposizione di chi desidera dare nuova linfa al percorso lavorativo, scoprire e sviluppare i propri talenti e reinventarsi professionalmente e personalmente. Smettiamo di inseguire i sogni, catturiamoli e portiamoli con noi per inventarci la vita che ci piace di più.

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