Come diventare allenatore emotivo di tuo figlio

Negli ultimi decenni il ruolo del genitore è molto cambiato, e questo è dovuto soprattutto a un cambiamento radicale del mondo lavorativo.

Entrambi i genitori lavorano molto e c’è sempre meno tempo da trascorrere in famiglia; quando questo avviene ci si focalizza sugli aspetti pratici dell’organizzazione famigliare: com’è andata a scuola, quando vai a fare sport, chi ti accompagna alla festa….

Anche l’ambiente in cui crescono i ragazzi è cambiato a causa della trasformazione delle città: non si gioca più per strada o in piazza e si fa meno vita di quartiere. Le relazioni tra pari, che servono a crescere e a gestire i diversi ruoli, sono state rimpiazzate da relazioni virtuali.

Quindi oggi più che mai è necessario che il genitore diventi l’Allenatore emotivo di suo figlio.

Prima di spiegare il significato di Allenatore emotivo, occorre premettere alcune cose.

  • La corteccia pre-frontale del cervello, che sovrintende al ragionamento e al controllo, e svolge un ruolo fondamentale nei processi cognitivi e nella regolazione del comportamento, finisce di svilupparsi dopo il ventesimo anno di età. Ciò provoca uno sbilanciamento tra controllo e impulsività.
  • Lo sviluppo fisico e sessuale non sempre procede con gli stessi tempi dello sviluppo emotivo, ma è più precoce di quest’ultimo. Quindi possiamo trovarci di fronte a ragazzi/e che sembrano uomini e donne adulti e poi sorprenderci della loro totale incapacità di gestire le emozioni.
  • Entrambi i punti elencati possono portare a un malessere che a volte sfocia in impulsi aggressivi di autolesionismo o aggressività.

Ed è in questo momento, quando le emozioni sono intense ed acute, che ci deve essere la presenza e il supporto del genitore che aiuta il giovane a interpretare le emozioni, riconoscerle e dare loro il giusto peso e indirizzare il figlio alla gestione e controllo.

Cosa significa essere un Allenatore emotivo?

L’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le emozioni proprie e altrui. Il genitore può diventare l’allenatore emotivo del proprio figlio di ogni età, ma durante il difficile periodo dell’adolescenza è importante che segua alcuni consigli.

Ecco cosa fare.

  • Mostrarsi disponibili all’ascolto. Bisogna essere sinceramente interessati, porsi in ascolto senza pregiudizi e giudizi. Serve per acquisire la loro fiducia e stabilire un rapporto sincero.
  • Non sminuire quello che raccontano. Ogni volta che raccontano qualcosa non dobbiamo sminuire le loro emozioni, i fatti che stanno descrivendo. Per loro è la prima volta che provano e si sperimentano in quello che stanno vivendo, non freniamoli dicendo che noi lo abbiamo fatto, provato e sperimentato: così facendo non li stiamo ascoltando veramente.
  • Diventare osservatori attenti. Bisogna osservare tutti i segnali, anche i non verbali. Lo sguardo, la camminata, il modo di giocare con le mani o con i capelli. Voi sapete cosa osservare nei vostri figli.
  • Non reagire di conseguenza. Per gestire la rabbia bisogna arginarne l’esplosività, non giustificando in caso il ragazzo diventasse violento fisicamente, ma ogni volta chiudendo l’evento con una riflessione. Questa riflessione tornerà utile la volta successiva e quella dopo ancora e sarà lo stesso ragazzo poi ad aver imparato a gestire le proprie emozioni.
  • Mettere da parte l’orgoglio. Non cedere alla provocazione. So che risulta difficile non rispondere a tono o iniziare un infinito botta e risposta, ma in questo modo si può innescare un vortice incredibile che si può trascinare per settimane ed essere difficile da gestire emotivamente. Ricordatevi sempre che l’adulto siete voi.
  • Complimentarsi per i comportamenti positivi. Come si fa con i bambini piccoli: li si incoraggia con il riconoscimento della cosa fatta bene. L’adolescente ha bisogno di rinforzi positivi in questa fase della sua vita in cui si sente inadeguato e confuso. Sentire la fiducia dell’adulto è fondamentale.
  • Scusarsi se si sbaglia. Anche in questo caso, mettere da parte l’orgoglio e prendersi la responsabilità delle proprie azioni, mostra che l’errore, lo sbaglio è una cosa naturale e può accadere.

Quest’elenco di suggerimenti vale se si considera l’adolescente che gira per casa vostra non un estraneo, un insieme aggrovigliato di ormoni ed emozioni, ma come un essere in piena trasformazione, pieno di insicurezze e sentimenti contrastanti, che deve avere la sicurezza di trovare in voi un porto sicuro, come lo siete stati per tutta la sua infanzia.

Sabrina Ciraolo

Autore: Sabrina Ciraolo

Sono nata a Roma nel 1972. Laureata in Storia dell’Arte, lavoro da vent'anni nella formazione a distanza, e da tredici svolgo attività di consulenza presso le agenzie dell’ONU con sede a Roma, FAO e WFP. Sono diventata coach nel 2015 e mi sono poi specializzata in coaching al femminile con Francesca Zampone, oltre a seguire i tanti workshop e corsi di Accademia. Sono in perenne formazione e aggiornamento. Sono madre di due figlie e il mondo della genitorialità e dell’adolescenza mi ha spinto verso il Parent Coaching, sul quale mi sto ulteriormente specializzando seguendo un corso di formazione specifico. Sono un’avida lettrice fin da piccola, ascolto musica appena mi sveglio al mattino, ma amo anche rintanarmi in un silenzio rigenerante. Sono cultrice della bellezza della natura e dell’arte, che credo sia l’unico modo per sfuggire alla rassegnazione. Sono diventata socia di Accademia perché credo di poter contribuire con il Parent coaching a costruire un percorso verso la felicità aiutando i genitori e gli adolescenti.

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