Cinque decisioni strategiche da prendere in questo momento

Da ormai un mese, per sperimentarmi compiutamente in questa particolare situazione di stress e di emergenza, vivo all’incirca come se fossi nello Spazio. Non sono mai uscita di casa, se non per pochi attimi sul balcone, e credo che questo protocollo abbia reso più intense una coloratissima gamma di sensazioni e emozioni. Alcune molto dure, altre in delicate tinte pastello e coccolose. Insomma, quello che ho dovuto fare e che sto facendo tutt’ora è imparare, come dentro un gigantesco acquario, a gestire un intero nuovo mondo in modalità virtuale, ascoltandomi con la maggiore lucidità possibile e cercando strategie di adattamento efficaci, nella convinta consapevolezza che nulla tornerà più come prima.

Mi spiego meglio: ho messo alla prova ogni elemento della mia vita ante contagio e ho provato a vedere, come si fa in un esercizio di coaching, che sensazioni mi desse, come si facesse a viverlo o ad agirlo in quarantena, che cosa io volessi cambiare e che cosa decisamente fosse da eliminare perché non più adatto a me o non più adeguato al plausibile mondo a venire. Chiaramente ci sto ancora lavorando, ma qualche elemento vorrei condividerlo.

Per prima cosa ho dovuto impormi di fare un piccolo passo dopo l’altro, di vivere davvero sperimentando un ritmo interiore differente, più pacato, più rispettoso dei momenti di silenzio interiore, che mai come in questo periodo ho scoperto essere troppo rari ma veramente purificanti. E ho scoperto, in conseguenza delle necessarie rinunce dovute all’isolamento, che il mio “limite” dei desideri, le asticelle di ciò che voglio per considerarmi appagata, si sono drasticamente abbassate. Questo reset è un prezioso dono, un riavvolgimento rapido che sarà un vantaggio enorme perché sappiamo tutti che, se la posta si alza continuamente, presto nulla sarà mai abbastanza.

In seconda battuta ho ricominciato a scrivere, piccole cose, in punti randomici della giornata, ad annotare pensieri in libertà e a scrivere mail più personalizzate ai miei colleghi e ai miei clienti. Questo mi ha sempre dato molto piacere, purtroppo troppe volte nella vita mi sono dimenticata di quanta crescita si possa trovare nell’esercizio della scrittura, e di quanta bellezza ci possa essere nella ricerca di una parola davvero significativa.

Qualche giorno più avanti, ho rinunciato finalmente all’idea di riuscire a leggere tutto e di stare dietro a tutto, ho diradato la mia presenza sui social e ho smesso di inciampare sulle opinioni di tutti, non sempre qualificate (ho contatti straordinari su Facebook, ma non tutti), e soprattutto sui brutti scarichi emozionali di tutti (ho amici molto nutrienti su Facebook, coach e filosofi, scrittori e straordinari esseri umani, ma non tutti). Probabilmente mi sarò risparmiata post in cui qualcuno, lanciando anatemi scomposti sull’Umanità intera, minacciava l’incapacità (degli altri, naturalmente) di sopravvivere al cambiamento: credo che mai come oggi l’umiltà sia un essenziale valore da coltivare e trasmettere nella delicatezza dell’approccio all’altro e che uno dei doveri di tutti noi sia di cercare dentro di sé nuove consapevolezze e di suggerire agli altri strategie.

Quindi, in questo ultimo mese, parlando e scambiando messaggi con i miei contatti più amati, ho sintetizzato una guida in 5 parole, 5 concetti che ho voluto chiamare “Le 5 decisioni strategiche di T.I.N.A.” (T.I.N.A. è l’acronimo di “There Is No Alternative” e, in questo caso, significa che non ci sono alternative all’adattamento, la cui unica alternativa è, darwinisticamente, la credo poco auspicabile estinzione).

  1. Conoscere (per accettare): questo è un momento assolutamente disruptive nella storia dell’antropocene, va studiato e compreso. È un momento in cui dobbiamo fare nostro il principio della resilienza per cui possiamo essere sfidati ma non fermati. È un momento in cui abbiamo la possibilità di iniziare a pensarci non più e non solo come individui ma un po’ di più come specie. È un momento in cui nel mondo nutriamo tutti lo stesso sentimento, la Speranza, e abbiamo lo stesso nemico, il Virus. Una cosa così capita solo a Hollywood. Un’amica, in una mattina di tristezza e scoramento, mi ha regalato questa citazione: “Vivi la tua vita impavido e risoluto, avanza sempre su questa strada senza curarti delle opinioni passeggere, effimere come fumo” (Daisaku Ikeda, maggio 2003).
  2. Imparare: imparare con voracità, imparare sempre. Per quanto la noia sia di fondamentale importanza come incubatore di un processo creativo, credo davvero che sia praticamente impossibile annoiarsi anche chiusi a casa. Internet è pieno di risorse per tutti i gusti e credo che ciascuno di noi, qualsiasi sia il suo mestiere, abbia quantomeno avuto da imparare come utilizzare le risorse digitali nel suo lavoro, dal contatto con i clienti, all’e-commerce. Quello che però sarà di valore è l’aver progettato un modo davvero smart, efficiente, produttivo e diverso di lavorare, l’essersi portati davvero avanti. Un prezioso amico mi ha scritto questo messaggio: “In questo momento i più veloci sono fermi col naso alzato a guardare il cielo temendo che gli crolli addosso. Se tu ti metti a correre, quando smetteranno di tenere il naso per aria sarai così lontano da essere invisibile.” Ricordiamoci che quando la marea si abbassa, si scopre chi nuotava nudo.
  3. Selezionare, selezionare, selezionare. Tutto. Perché avere 12 magliette da 1 pound quando puoi averne una più bella da 35 euro? Cerca la tua risposta a questa domanda e fanne un principio, se vuoi. Seleziona le cose di cui hai veramente bisogno. Riprogetta il tuo rapporto con il mondo delle cose materiali: non voglio che venga interpretato come un invito al decluttering, è invece più un “Che cosa ti porteresti in un viaggio nello spazio?”. Tutto non lo puoi portare. Un’amica mi ha raccontato della sua esperienza dello tsunami alle Maldive: ha perso tutto e ha dovuto trasferirsi. Che persona saresti tu se tutto ciò che hai fosse colpito da uno tsunami?
  4. Illuminare (il futuro). Mi annoia e spesso mi fa arrabbiare leggere o sentire che le crisi nascondono opportunità, mi chiedo perché gli uomini debbano costantemente subire questo funzionalismo basato sulla regola del precedente, per cui si cresce solo in risposta ad una crisi, per risolvere un problema. Anche questo va accettato, siamo fatti così. La necessità, il bisogno che morde è la molla di cui non sappiamo fare a meno. La storia è una lunga sequenza di occasioni sprecate per crescere nei momenti di tranquillità, facciamocene una ragione. E non saremo mai abbastanza pronti, solidi e ridondanti per tutto quello che ci potrà capitare, ci ritroveremo immancabilmente con un chewing gum ed una graffetta a tappare le falle dell’Apollo 11. Meglio farsene una ragione ma mai rinunciare a progettare un futuro più etico e sostenibile. Valuta il tuo posto nel mondo, il tuo impatto, il tuo contributo. Sei il futuro desiderabile o il passato da cui la Terra è gravata? Non piantare i tacchi a terra perché non ce la faremo a trascinare tutti. Non c’è momento migliore per scegliere strade diverse. È il momento in cui possiamo riscoprire il senso della Vita attraverso la vicinanza alla Morte. Non potremo evitare di avere nuovi occhi per vedere le cose di prima. Eventualmente, ritorna al punto 1.
  5. Donare (all’Universo): l’Amore. Scelgo di citare Papa Francesco ( 5 aprile 2020): “Il momento difficile che stiamo attraversando in questo tempo ci spinge a prendere sul serio quel che è serio, a riscoprire che la vita non serve se non si serve”. Se saremo gentili e presenti in questi momenti, certamente costruiremo le premesse per un futuro luminoso e desiderabile.

Insomma, tutto questo per arrivare a citare Camus, che l’ha detto in una sola frase di 27 parole:

“ Ciò che è vero per tutti i mali del pianeta, è vero anche per la peste: aiuta gli uomini ad elevarsi al di sopra di se stessi”.

Autore: Sabrina Corsini

Nata a Torino nel 1971, è un caparbio Ariete e si vede subito. Juventina dalla nascita, in orario diurno è Promotore Finanziario, nottetempo e nei weekend frequenta Accademia della Felicità e studia per iniziare il tirocinio da Money Coach. Ama leggere in modo compulsivo ed onnivoro ed i libri sono il suo oggetto totemico: in questo periodo sta godendosi Joe R. Lansdale e Christopher Moore. Le piacciono i film con le astronavi, i draghi ed i supereroi perché in fondo è una creatura semplice: da grande diventerà un cavaliere Jedi.

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