Che paura

Qualche settimana fa ho visto un programma televisivo dove le coppie in gara affrontavano una sfida: in uno stabile tetro e abbandonato, dovevano recuperare sette fiches numerate lasciate all’interno di teche oscurate. Per raccoglierle, i partecipanti dovevano infilare il braccio in un buco e tastare con la mano il fondo. Qualcosa che si muoveva o che risultava al tatto sgradevole faceva scattare, per difesa, reazioni inconsulte e allo stesso tempo sproporzionate. Le minacce, infatti, erano inesistenti.

Certo, io avrei urlato anche il doppio al posto loro, ma l’episodio mi ha fatto riflettere sul potere della suggestione e di quanto la reazione organica, di fronte a qualcosa che non si conosce, ci metta subito all’erta.

Ci sono paure irrazionali come questa e paure razionali che derivano invece da possibili pericoli. L’emozione ci permette di riconoscerli e di evitarli mettendoci immediatamente in relazione con esperienze simili. Spesso però la paura prende il sopravvento su ogni altro processo, la difesa accentra tutta la nostra attenzione, e così capita che si rimanga lì, bloccati. Immobili anche quando si desidera tanto il cambiamento.

“Coraggio ce l’ho, è la paura che mi frega!”, diceva Totò.

Eppure la paura, nostra compagna di vita, può essere un alleato importante, è necessario però prenderne coscienza, accoglierla, ascoltarla. Talvolta i libri possono essere un mezzo per esplorare la paura, sia per il lettore che per l’autore, per darle voce e per processarla con coraggio. Perché aver coraggio non vuole dire cancellarla, ma prenderne coscienza per lasciarla fluire e andare oltre, senza arrestare il corso della nostra vita.

PARLA, MIA PAURA – Simona Vinci (Einaudi)

“Di cosa devi aver paura?” “Di tutto.” Un libro intimo questo di Simona Vinci in cui l’autrice vince il tabù di parlare di depressione. Una malattia che colpisce l’esistenza e che da fuori non si vede ma consuma l’anima, distrugge affetti, amicizie, rapporti. La sofferenza del male di vivere viene troppo spesso sottovalutata, perché non si vede. E se non si vede ci si ritrova incompresi, si prova a minimizzare, a cercare di farcela da soli, a resistere. Non ci si pensa, non si dà un nome, si prova ad aggirarla. Ma la paura, inascoltata, cerca di parlare, ci vuole mettere in guardia. E a non lasciarla entrare si finisce per avere paura della paura stessa.

Vinci si mette a nudo e fa parlare la sua esperienza di ansia, paura e depressione con onestà, per bisogno di perdonarsi ma anche di aiutare. Con rispetto e discrezione perché i temi “sono troppo ampi e ognuno li sperimenta in modi differenti; anche se al fondo probabilmente c’è qualcosa che lega tutti coloro che soffrono nel corso della vita di questa malattia.”

Parla della paura di avere un figlio, della necessità di chiedere aiuto, del rifiuto del proprio corpo, della morte, dell’abbandono, della mancanza di parole e delle parole salvifiche. E anche dell’orlo dell’abisso. Piccole e grandi cose che hanno rappresentato e possono rappresentare una selva oscura, che però attraverso l’immaginazione, il racconto e la condivisione possono diventare un GPS verso la luce.

LIFE DOESN’T FRIGHTEN ME – Maya Angelou, Jean Michel Basquiat, Sara Jane Boyers (Stewart, Tabori & Chang)

Maya Angelou, poetessa, sceneggiatrice, attrice, ballerina, attivista e portavoce delle istanze della popolazione afroamericana. Ma anche cameriera, cuoca, spogliarellista, persino autista: la prima persona di colore a condurre un mezzo pubblico a San Francisco. Un vita difficile, con un’infanzia terribile, ma allo stesso tempo con tanti risultati che, grazie alla sua forza, al suo talento e alla sua volontà, le hanno dato fama e riconoscimenti non solo in America, ma pure a livello internazionale. La vita non ha spaventato Maya Angelou e nel suo poema Life doesn’t frighten me, che dà il titolo e che costituisce il testo di questo libro, celebra il coraggio dentro di noi.

L’unione della poesia di Angelou alle opere di Jean-Michel Basquiat ci regala un vero libro d’arte, per tutti, nonostante venga classificato come libro per bambini. La volontà della curatrice, Sara Jane Boyers, è infatti quella di creare, con questo abbinamento, un luogo in cui tutti possiamo sperimentare la consapevolezza della paura e l’impegno a non lasciarsi opprimere da quello che si teme.

Un volume da sfogliare ascoltando la recitazione della poesia, abbandonandosi alla voce profonda della stessa Angelou e lasciando dissipare i mostri evocati dalle immagini, in un potente incoraggiamento a sfidare il mondo.

PICCOLA MAPPA DELLE PAURE – Andrea Valente (Pelledoca)

Il tema della paura è esplorato in tanti libri per ragazzi per aiutarli sia ad affrontarla con coraggio, sia ad elaborarla e comprendere che spesso la paura non ha senso di esistere. Ne è un esempio questo libro illustrato, da poco pubblicato da Pelledoca, casa editrice che ha scelto di incentrare tutta la sua produzione proprio sulla paura, per consentire ai lettori, indipendentemente dall’età, di esplorarla e gestirla attraverso il mondo narrativo.

Ventuno racconti, tanti quanti le lettere dell’alfabeto, in cui i personaggi si trovano a tu per tu con ciò che li spaventa e li blocca. Da Arianna che teme il buio, a Daniela che non vuole usare le parole a sproposito, e allora tace, quasi sempre. E poi Laura, angosciata dai temporali, e ancora Ottavia, musicista bloccata dal timore della folla, che suona ad occhi chiusi, tenendo “la musica dentro di sé, al buio, al sicuro”. Chiudono i fratelli Zora, Zlatan e Zubin, che incontrano un cosmonauta finito fuori rotta e atterrato nel loro giardino. L’uomo appare loro dotato di un coraggio straordinario per le missioni spaziali che deve affrontare ogni giorno e gli chiedono, sbalorditi di fronte ai suoi racconti, se non abbia mai avuto paura. Il cosmonauta insegna loro che la paura è una compagna di viaggio indispensabile, perché ci tiene all’erta e non ci fa finire fuori strada. E conclude con una constatazione che strappa a loro – e pure al lettore – un sorriso rassicurante: “Senza paura che me ne farei di tutto il coraggio che ho?”

Autore: Anna De Pascalis

Rodigina di nascita, veneziana per amore. E poi Bologna, Firenze e Londra nel cuore. Un’adolescenza negli Anni ’80, tra capelli cotonati, glitter e musica pop, spiega una perdurante predilezione per i colori accesi e le braghe di pelle. Mi piace scoprire posti nuovi e organizzare piccoli viaggi slow. Il cibo cucinato con passione e presentato con cura è un dono che apprezzo tantissimo. Ottimista, ironica e diplomatica, cerco sempre di guardare al di là delle apparenze e di stupirmi delle cose di ogni giorno. Ho frequentato il Master in coaching di Accademia della Felicità per conoscermi meglio e per aiutare gli altri a creare la vita che desiderano vivere.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *