Che cosa fare per favorire il cambiamento?

Il cambiamento è intrinseco alla natura umana. Lo sappiamo, eppure, talvolta anziché favorirlo, tendiamo a ostacolarlo.

Scrivo questo articolo all’indomani del decreto legislativo che impone nuove e stringenti regole di comportamento. L’Italia è stata chiusa e in poco tempo tutto ciò che fino a ieri era parte della nostra quotidianità, ora non lo sarà più, per almeno qualche settimana.

Che ci piaccia oppure no, dobbiamo fare i conti con il cambiamento. Un cambiamento che ci toccherà, a diversi livelli, e che imporrà nuovi ritmi, nuovi stili di vita e nuove modalità di lavoro. Un cambiamento che a tratti potrebbe far vacillare il nostro equilibrio.

D’altra parte, non tutti siamo abituati a condividere lunghe ore in casa con figli annoiati e richiedenti, o con le “dolci metà” risucchiate dalle proprie postazioni di home office.

Così come non tutte le realtà aziendali sono preparate allo smart working.

Nella vita privata o nel lavoro, le abitudini così come i processi andranno rivisti e questo potrebbe sfociare in tensioni, irrigidimenti e mal contento generale.

Quel che si rende necessario è un atto di apertura verso il cambiamento. Bene direte voi, ma come si fa?

Cominciamo dal giusto atteggiamento mentale e scegliamo in modo appropriato le parole.

Quali gli scivoloni da evitare?

Ci sono frasi e parole che suscitano immediatamente irrigidimento e chiusura da parte del nostro interlocutore, e, cosa ancor più pericolosa, causano anzitutto il nostro irrigidimento nei confronti del nuovo. Eccone alcune che sarebbe opportuno evitare, soprattutto nei momenti delicati, quando siamo chiamati

  1. Sì, ma…”: è il primo mattoncino di un muro fatto di resistenze, paure, dubbi e ambiguità. Un muro che non serve a nulla. Se devi dire un sì o un no, dillo in modo convinto, senza riserve, senza aggiungere altre parole, non serviranno a nulla se non a creare ostacoli.
  2. “Abbiamo sempre fatto così”: questa frase chiude le porte a qualsiasi confronto e soprattutto al miglioramento. Un vero pericolo.
  3. È difficile, non ce la faremo mai”: predisporsi di fronte alle cose dicendo che è difficile, beh… di sicuro renderà quella cosa ancora più difficile. Alimentare l’ansia sul lavoro o davanti a questioni di ordine pratico, sminuisce le risorse a nostra disposizione e rallenta il processo.
  4. Perché… hai o non hai fatto…”. Il chiedere la ragione delle cose con un tono di indagine non ci avvicinerà alla verità ma a false o esitanti spiegazioni.
  5. Ho sentito dire che…”.  Insinua insicurezza, dubbio e quindi paura, immediata fuga e difesa. O diamo l’informazione precisa o tacciamo.
  6. Va bene, magari potrei provarci”. È un modo per darci il contentino. Le cose o si fanno davvero o non si fanno. Quella frase è molto probabile che si rifletterà nelle nostre modalità di azione, saremo esitanti e poco convinti e ci saremo costruiti l’alibi perfetto per poter dire: “ci ho provato, ma non ci sono riuscito. Te l’avevo detto.”

Questa è una fase in cui ognuno di noi è chiamato a far emergere le proprie risorse mentali, evitiamo di ostacolarle con pericolose resistenze. E se da solo/a non riesci, un coach può aiutarti.

Ilenia La Leggia

Autore: Ilenia La Leggia

Piena di energia, estroversa (a tratti), intuitiva e sognatrice, sono appassionata di comportamento umano, comunicazione efficace, tecnologia e lettura. Le contraddizioni sono il mio humus, le domande la mia fissazione. La mia fase dei perché non si è ancora conclusa. Laureata in Sociologia e con un Master in eventi ho lavorato in comunicazione e nell’organizzazione degli eventi B2B per oltre 15 anni, ho fondato un magazine, ne ho diretto un altro e curato la promozione e il lancio di numerosi brand internazionali. Nel 2016 ho frequentato il Master in Coaching di Accademia della Felicità, oggi sono una Coach abilitata e studio costantemente per supportare le persone a superare i meccanismi auto-limitanti. I miei punti di forza? Capacità organizzativa, empatia e sintesi.  Il mio credo? Ci troviamo continuamente di fronte a una serie di grandi opportunità brillantemente travestite da problemi insolubili!

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