Belle Storie – Pinkup: la tecnologia al servizio delle donne

Come la settimana scorsa, la Bella storia di questa settimana nasce da un’esigenza precisa: trovare uno strumento utile, che agevoli la vita. Così Sara Mervi e Giovanna Marena hanno dato vita a Pinkup , un’assistente digitale che sfrutta le applicazioni mobile, per aiutare le donne.

Cosa fanno due donne all’uscita della scuola dei loro figli? Parlano di bambini, di lavoro, di esigenze quotidiane, di bisogni, di desideri… Un tempo, forse, questi discorsi si sarebbero esauriti lì, fino al giorno successivo, alla stessa ora, nello stesso posto. Oggi le cose sono un po’ diverse. E spesso questi discorsi proseguono davanti a un computer. Ed è cosi che nascono le start up, per rispondere a bisogni reali delle persone.

Ed è quello che è successo a Sara Mervi e Giovanna Marena, due amiche che hanno fondato l’inverno scorso Pinkup, una piattaforma mobile-web dedicata esclusivamente al pubblico femminile. Si tratta di una sorta di assistente digitale, che si pone l’obiettivo di tenere insieme tutti i pezzi della vita di una donna che lavora, che ha mille impegni, ma che non rinuncia ad avere una famiglia, vuole dei figli…

«L’idea di Pinkup nasce da Sara», racconta Giovanna, nel video di presentazione per partecipare all’evento La Fiera delle Start Up . «Mentre era in attesa di Giulio, il suo secondo figlio, cercava delle app che la aiutassero nella gestione della gravidanza. Non avendole trovate come le desiderava, ha deciso di crearla come desiderava lei». Decide così di buttarsi, e lanciare la sua prima società, Coccole Soft , che produce app per donne, fra cui i-gravidanza, antesignana di Pinkup. Poi incontra Giovanna, come spesso accade alle donne, in un asilo. Giovanna è un’esperta di marketing e new biz, ha lavorato per L’Oreal, Unilever, Walt Disney, Gruppo Editoriale L’Espresso. È perfetta, e le propone di aprire la società insieme.

«Pinkup è una piattaforma mobile-web che sfrutta al meglio le potenzialità dei diversi mezzi: le donne utilizzano le app per avere dati, informazioni, quando si trovano in giro. Ma scelgono il computer per i momenti più intimi, più raccolti, a casa», continua.

Ancora in fase beta, Pinkup integra una serie di applicazioni mobile a un sito web dedicato: da un lato sfrutta le carattarestiche degli smartphone, e offre alle donne la possibilità di fare ricerche, video, foto, in qualunque momento e luogo si trovino. Dall’altro, dà la possibilità di archiviare il materiale come desiderano. L’obiettivo è essere sempre presente, soprattutto nei momenti più delicati della vita delle donne: matrimonio, gravidanza, crescita dei figli… E si tratta di una presenza utile dal punto di vista gestionale, ma anche emozionale.

«Il sito aiuta le donne a seguire le fasi della gravidanza, per 40 settimane. Durante le quali si può scrivere, raccogliere foto, ecografie… E poi, il nostro sogno è che le donne possano regalare alla propria/o figlia/o, quando avrà 18 anni, il diario della sua nascita», conclude.

Per il momento le app disponibili sono, , a partire da giugno: Pinkup Ciclo, per capire e programmare il ciclo, e Pinkup Gravidanza, per scegliere con consapevolezza la maternità. Ma sono in arrivo Pinkup Neonato (da luglio), Bambino (settembre) e Matrimonio (ottobre).

Come viene definito sul sito “è la risposta giusta per ogni fase della vita femminile”.

Loredana Saporito

 

loredana saporito

Autore: Loredana Saporito

Sono una giornalista, content strategist, food & wine lover. Nel 2012 ho lasciato Glamour per diventare freelance e approfondire la conoscenza dei social media e del web. Ho curato e progettato i contenuti del sito di Accademia della Felicità, società di formazione e coaching, e ho avuto diverse esperienze come social media editor, fra cui il convegno Women On Track di Donne Impresa di Confartigianato.

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