Autunno: è tempo di programmare

Quando ero alle elementari e la maestra a scuola dettava i titoli dei temi, ce n’era sempre uno che dovevo scrivere in questa stagione: l’autunno e come trascorrere il tempo quando cominciava a far buio presto e c’era la nebbia (io sono sempre vissuta in pianura padana e la nebbia è stata una presenza costante). Non c’era allora molto da fare in realtà: facevo i compiti, tra cui l’immancabile tema, e poi stavo in camera a giocare. All’Università invece l’autunno era la stagione in cui potevo finalmente tirare il fiato dopo la sessione di esami estiva. È cambiato tutto quando ho cominciato a lavorare in azienda: non esisteva una divisione netta fra le stagioni e in pratica una era identica all’altra. C’erano sempre le stesse cose da fare e non cambiavano un granché durante l’anno: non c’era tempo e spazio per niente altro.

Ora invece in Accademia della Felicità ho riconquistato il piacere di seguire un po’ la stagionalità dell’anno e di accordarmi con lo scorrere del tempo. Mi piace molto l’autunno perché è il periodo in cui si gettano le basi per l’anno successivo e comincio a chiedermi che cosa voglio fare. Lì è il momento in cui lasciare andare la creatività e in cui immaginare tutti i meravigliosi corsi che vorrei offrire, i contenuti, gli esercizi, i libri da proporre. Io prendo proprio un foglio bianco della stampante, scrivo al centro l’argomento e disegno una serie di frecce che puntano all’esterno. Per ognuna immagino qualcosa di correlato e così lo spunto iniziale si espande fino a prendere forma in un contenuto più o meno organizzato. Proseguo fino a che non esaurisco tutto quello che mi viene in mente. Poi immagino di dover presentare tutto ai miei clienti e comincio a limare qualcosa: tolgo le proposte doppie o quelle non chiare e confuse.

Poi arriva il momento del confronto con gli altri soci: una cosa importantissima, perché è solo attraverso la discussione con loro che riesco a capire se le mie proposte hanno un senso, o se magari gli argomenti come li ho immaginati sono collegati solo nella mia mente o se sono interessanti solo per me o se c’è bisogno di approfondire o di alleggerire. Discutere, nel senso che ciascuno dice quello che pensa con la massima sincerità, è il solo modo per me di arrivare a qualcosa di concreto e finito. Non è diverso da quello che facevo quando lavoravo nella ricerca: io portavo idee e risultati grezzi e i miei colleghi mi spiegavano cosa avevano capito, se era il caso di proseguire o di abbandonare, e mi davano la loro opinione. Così si arrivava a un risultato solido definitivo. Proprio lo stesso succede in Accademia della Felicità.

Poi arriva il momento di far entrare tutto in un calendario e non è una cosa così facile: ci sono tantissimi impegni e corsi e troppo pochi weekend e giorni della settimana. Non bisogna sovrapporsi e ciascuno deve avere il suo spazio. Bisogna tenere conto degli impegni personali di ciascuno, di quelli dei possibili clienti e delle cose già programmate anche prima dell’autunno, come le lezioni del Master in Coaching. È un gioco a incastro in cui poi alla fine tutti trovano il loro spazio, almeno per i sei mesi successivi. Io non ero abituata a programmare così a lungo termine: nel mio lavoro precedente era tantissimo se riuscivo a sapere in anticipo le trasferte del mese successivo e molto spesso da una settimana all’altra le scadenze cambiavano e quindi era impossibile programmarsi per più di qualche giorno. Non c’era la possibilità di avere equilibrio e scelta. È decisamente meglio invece avere le linee guida in anticipo e soprattutto avere voce in capitolo su dove andare e cosa fare.

Così in autunno nasce il calendario di Accademia della Felicità così come lo vedete pubblicato sul sito, sulla nostra Pagina Facebook e sul nostro Profilo Instagram. Il dietro le quinte è fatto di idee, discussioni, feedback, calendari condivisi, mail, scrittura, incontri, spunti, cancellature, aggiunte. È un lavoro dei singoli, ma nasce dalla condivisione, dal reale interesse per quelli che lo leggeranno, lo commenteranno e si iscriveranno, e dalla consapevolezza che noi soci siamo sulla stessa barca e dobbiamo remare tutti nello stesso senso, se vogliamo che la nave arrivi dove avevamo scelto.

Francesca Saracino

Autore: Francesca Saracino

Milanese per nascita, biologa per passione, viaggiatrice per indole, sono da sempre interessata a capire come funzionano la vita e la mente e a mettere a disposizione degli altri tutto ciò che imparo, leggo o scrivo. Ho frequentato il mondo accademico per dieci anni e poi quello farmaceutico. Ho lasciato l’azienda e ho deciso di diventare una coach professionista, per accompagnare altre persone lungo la strada della realizzazione dei propri sogni e dei propri obiettivi.

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