Ragazze assertive (non) si nasce

La prima volta che ho sentito parlare di assertività ricordo di aver pensato istintivamente al film “Il favoloso mondo di Amelie”, alla scena in cui la protagonista, in fila per acquistare la verdura presso il negozio dell’arrogante Signor Collignon, sogna di avere un “buon suggeritore come in teatro, nascosto dietro le finestrelle dei seminterrati, pronto a fornire una risposta sferzante“.

A chi non è mai capitato di partecipare a una riunione o di affrontare un colloquio e di passare le successive tre ore ad immaginare tutte le risposte sensate ed efficaci che avrebbe potuto dare e che, invece, ha taciuto? Da una parte vorremmo esprimere chiaramente la nostra opinione, dall’altra siamo fortemente tentate di lasciare le cose come stanno; una parte di noi vorrebbe esprimere apertamente quello che pensa e prova, l’altra parte di noi – quella educata e rispettosa – rimane in silenzio, ponendosi l’obiettivo di vivere serenamente le relazioni in ufficio ed evitare ogni conflitto.

Per noi donne adottare uno stile di comunicazione assertivo è più complicato: siamo cresciute con le nostre mamme e nonne, osservandole ogni giorno nelle loro dinamiche relazionali in famiglia e al lavoro e, spesso, ci siamo stupite nel vederle oppresse, ma anche lamentose, abili a fare allusioni, altrettanto a negarle, mai dirette, portate a far leva sui sensi di colpa. In molte ci siamo dette che non avremmo agito così, che saremmo state diverse, che avremmo affrontato il mondo con volto chiaro e cuore intrepido. Possiamo imparare oggi ad essere più assertive, anche se non ci è stato insegnato in famiglia né tantomeno a scuola?

Sì, possiamo. Perché l’assertività non è la capacità di dare risposte veloci, sferzanti, che mettono fuori combattimento il nostro interlocutore, come ho pensato per anni, sbagliando; l’assertività è lo strumento per ripensare noi stesse e le nostre esigenze, scegliendo di comunicare i nostri punti di vista apertamente, in modo socialmente accettabile, rispettando la persona che abbiamo di fronte. Serve un po’ di coraggio, la convinzione di essere persone degne di valore e il desiderio di cambiare – una frase alla volta – il nostro modo di comunicare con gli altri.

L’assertività è un atteggiamento: non sai da dove cominciare? Inizia da qui:

PRENDI TEMPO – Una richiesta ti mette in difficoltà? Prenditi il giusto tempo per rispondere, precisando al tuo interlocutore “Ho bisogno di riflettere un momento sulla questione, ti richiamo tra pochi minuti”;

PARLA IN PRIMA PERSONA – Quando esprimi la tua opinione ricordati di farlo in prima persona ed evita di usare affermazioni generiche: utilizza “La mia idea è…”, “Penso sia utile…”, piuttosto di “L’ideale sarebbe…” o “Ho letto che…”;

CONCLUDI I TUOI INTERVENTI – Non permettere ai colleghi di interromperti mentre esponi il tuo pensiero in riunione o durante un momento di lavoro in team, chiedi di poter concludere: “Scusami, vorrei concludere ciò che stavo dicendo”;

Lo sviluppo della capacità di impostare relazioni lavorative efficaci è un percorso di crescita che dura a lungo, ma offre risultati sorprendenti, fin dal primo esperimento!

Barbara Mantovi

Autore: Barbara Mantovi

Sono nata e cresciuta a Reggio Emilia dove ho vissuto una selvaggia infanzia campagnola. Ho da sempre fame di storie e la mia carriera di bibliotecaria e operatrice culturale mi permette di incontrare ogni giorno persone, libri e nuovi progetti creativi. Perseguo l’obiettivo di attraversare la vita con leggerezza, perché la leggerezza è un’attitudine che mi è congeniale e che trovo liberatoria; mi permette di vedere dove voglio andare, anche nella nebbia della mia Emilia. Ho frequentato il Master in Coaching di Accademia della Felicità nel 2017/2018 e ora sono felicemente in tirocinio.

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