A casa con i figli: come gestire la convivenza forzata

In questo periodo ho attivato per Accademia una serie consulenze gratuite di Parent Coaching per cercare di alleviare e supportare i genitori in questa convivenza famigliare 24/7, divisi tra smart working, scuola a distanza e tempo libero da gestire. E ringrazio chi si è aperto con me perché mi ha permesso di avere uno sguardo reale su quello che sta accadendo nel nostro paese/mondo e di come siano grandi le risorse dell’essere umano nell’adattarsi.

Le difficoltà che mi hanno raccontato queste mamme cambiavano a seconda dell’età dei figli, ma il comune denominatore era l’impossibilità di dare loro delle risposte, di trasmettere una visione certa di quello che accadrà. Noi genitori in prima persona non sempre riusciamo a metter in atto ciò che sappiamo ci aiuterebbe a rimanere più calmi e costruttivi in momenti come questo. Non è che siamo pigri, o in qualche modo carenti. È che ci imbattiamo in emozioni negative, e la maggior parte di noi non ha strategie affidabili per gestirle.

In un mio precedente post ho parlato di come sviluppare l’intelligenza emotiva dei nostri figli allenandoli a riconoscere e ad accettare le proprie emozioni. Noi genitori siamo gli allenatori emotivi dei nostri figli, ma è difficile esserlo quando tu stesso non riesci a gestire le tue emozioni, non trovi?

In realtà, tutta l’umanità sta ricevendo un corso accelerato su quelle che noi consideriamo emozioni “negative”. La paura. Il dolore. Delusione. Impotenza. Rabbia.

Quelle emozioni ci mettono a disagio, quindi cerchiamo di respingerle. Ma questo non fa altro che aumentare il nostro senso di stress e di sopraffazione. Una volta che si prova un’emozione, l’unica via d’uscita è attraversarla.

  • Non possiamo far sparire la paura. Quello che si può fare è sviluppare un rapporto costruttivo con la paura, ne siamo consapevoli, ma siamo sempre al comando. Sembra paradossale, ma a volte dobbiamo ringraziare la paura per aver cercato di prenderci cura di noi, e dirle che abbiamo tutto sotto controllo. La paura è la preoccupazione di non riuscire a gestire qualcosa. Ma in realtà, siamo in grado di gestirla. Preoccuparsi in anticipo non fa che indebolire le proprie forze.
  • Non si può far sparire il dolore. Si può solo permettere che si riversi su di noi, facendoci capire quanto grande sia stata la perdita che abbiamo subìto. Quando ci permettiamo di superare il dolore, la tempesta passa – e la vita è cambiata per sempre, ma vale ancora la pena di essere vissuta.
  • Non puoi far sparire l’impotenza. Ma questa lezione sulla vulnerabilità è una lezione che tutti noi dobbiamo imparare. Ognuno di noi ha il potere di capire la differenza tra le cose che possiamo cambiare e quelle che non possiamo. (Indizio: puoi sempre controllare te stesso).
  • Non puoi far sparire la Delusione. Ma come altri tipi di dolore, queste perdite ci aiutano a imparare ciò che conta di più, se ci permettiamo di sentirle.
  • Non si può far sparire la Rabbia. Ma la rabbia è una difesa contro le emozioni più vulnerabili, come la paura e il dolore e l’impotenza. Una volta che si accettano e si onorano questi sentimenti, la rabbia svanisce.

Se non riesci a (ri)conoscere tutte queste grandi emozioni che ti tengono compagnia, finisci per respingerle con delle modalità non funzionali, come urlare a tuo figlio che non studia o mangiare un’intera barretta di cioccolata per lo stress. Il tuo stress e lo stress famigliare aumentano.

Naturalmente, in questa situazione sei meno paziente con i tuoi figli, che a loro volta tirano fuori il peggio di loro stessi e sembra non esserci una fine. Ed è esattamente l’opposto di quello che vuoi, perché sai benissimo che il tuo lavoro più importante in questo momento, oltre a mantenere la tua famiglia in salute, è aiutare i figli a sentirsi al sicuro. Sai che è necessario mantenere un’atmosfera vivibile in casa e non alimentare con le tue emozioni negative l’insicurezza e lo stress emotivo dei tuoi figli.

Imparare a gestire le emozioni scomode è il lavoro di una vita. Ma ti aiuterà sicuramente a sentirti meno sopraffatta e stressata. E non c’è momento migliore come quello attuale. Dopotutto, ora hai intere giornate per metterti alla prova.

  1. Quando provi un’emozione scomoda, ricorda a te stessa che sei al sicuro. Puoi gestire la situazione. Poi, lasciati andare a qualsiasi cosa sia quell’emozione, il tutto mentre ti stringi a te stessa con amore e compassione. Nota come senti quell’emozione nel tuo corpo. Respiraci dentro. Resisti all’impulso di scappare, mangiare o chiamare qualcuno. Respira e accetta le sensazioni che provi nel tuo corpo. Ora riesci a notare come la sensazione cambi? Come la sensazione arrivi e poi passi? La prossima volta sarà più semplice per te riconoscere l’emozione e attraversarla.
  2. Ogni sera, prima di andare a dormire, datti un “abbraccio” di apprezzamento ed elenca tre cose di cui sei orgogliosa e festeggiale. Poi trova una cosa che vuoi assolutamente fare in modo diverso il giorno dopo. Immagina in dettaglio come la farai, in che modo sarà diversa questa cosa, e – questo è importante – assicurati di immaginare e visualizzare quale sarà il beneficio e come impatterà sulla famiglia. Scrivi questa cosa così lo vedrai quando ti sveglierai.

C’è dell’altro? Certo, ma ti senti sopraffatta, inizia lentamente. Un passo alla volta. Se lo fai per una settimana, ti accorgerai che sei decisamente più calma e che sei capaci di gestire i tornadi emotivi che attraversano te e i tuoi figli.

Sabrina Ciraolo

Autore: Sabrina Ciraolo

Sono nata a Roma nel 1972. Laureata in Storia dell’Arte, lavoro da vent'anni nella formazione a distanza, e da tredici svolgo attività di consulenza presso le agenzie dell’ONU con sede a Roma, FAO e WFP. Sono diventata coach nel 2015 e mi sono poi specializzata in coaching al femminile con Francesca Zampone, oltre a seguire i tanti workshop e corsi di Accademia. Sono in perenne formazione e aggiornamento. Sono madre di due figlie e il mondo della genitorialità e dell’adolescenza mi ha spinto verso il Parent Coaching, sul quale mi sto ulteriormente specializzando seguendo un corso di formazione specifico. Sono un’avida lettrice fin da piccola, ascolto musica appena mi sveglio al mattino, ma amo anche rintanarmi in un silenzio rigenerante. Sono cultrice della bellezza della natura e dell’arte, che credo sia l’unico modo per sfuggire alla rassegnazione. Sono diventata socia di Accademia perché credo di poter contribuire con il Parent coaching a costruire un percorso verso la felicità aiutando i genitori e gli adolescenti.

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