4 modi per guarire dall’eccesso di perfezionismo

Il perfezionismo, in sé, non è il male assoluto. Quando si manifesta come il desiderio e la volontà di migliorarsi, di fare sempre meglio, è una spinta positiva per la nostra crescita. Il vero problema del perfezionismo è quando smette di riguardare standard elevati (rispetto al lavoro, ma non solo) e comincia a essere un problema di controllo. Spesso, infatti, il perfezionismo portato all’eccesso diventa il tentativo di governare ogni aspetto della vita. E la verità è che funziona: viste dall’esterno, le persone “malate” di perfezionismo sono efficienti in ogni circostanza, raggiungono obiettivi ambiziosi, hanno un’esistenza perfetta e, proprio per questo, invidiabile. Ma a quale costo? L’ossessione di fare tutto in modo impeccabile fa perdere loro di vista il senso di ciò che fanno: non c’è più gioia o divertimento nelle loro giornate.

Soffrire di eccesso di perfezionismo

Se soffri di un eccesso di perfezionismo – di quello che viene definito perfezionismo patologico – la dimensione in cui vivi è il futuro, mentre consideri il presente come un groviglio di incognite che, se non vengono codificate e affrontate, avranno le loro ripercussioni negative. Ti trovi in un continuo stato di assedio, cerchi di prevedere lo scenario peggiore possibile, in modo da evitare potenziali errori o situazioni critiche. In più, non ti fidi di nessuno. Nella tua percezione, gli altri non si rendono conto di tutto ciò che c’è da fare e così, per avere tutto sotto controllo, devi occuparti tu di ogni cosa. Per questo motivo, sei incapace di delegare e, in molti casi, perfino di collaborare. Se ti sembra che io stia esagerando, forse è perché il perfezionismo per te non è solo un’abitudine, è diventato parte della tua identità. E non c’è da stupirsi: il perfezionismo – inteso come la capacità di produrre risultati di qualità elevata – è un valore applaudito, incentivato e celebrato dalla nostra società.

Come far fronte al perfezionismo eccessivo

Molti perfezionisti non sanno di avere un problema, anzi vanno molto fieri delle loro qualità in fatto di organizzazione e controllo delle situazioni. Se ti sei resa conto di essere perfezionista in modo eccessivo, cominci a percepirti schiacciata da una situazione che ti fa sentire prigioniera e incapace di goderti le piccole gioie della vita. È possibile che tu sia continuamente sotto pressione e inizi ad accusare ansia costante e un senso di angoscia, che ti fa vivere male anche le situazioni potenzialmente positive. Come puoi fare per rompere il circolo vizioso del perfezionismo?

  1. Ridefinisci i tuoi standard. Hai mai pensato che i tuoi standard potrebbero essere troppo alti rispetto a quelli dei comuni mortali? Prova a rivedere cosa vuol dire per te essere una lavoratrice perfetta, una madre perfetta, una moglie perfetta, e così via. Scrivi le caratteristiche che, dal tuo punto di vista, devi avere per ritenerti impeccabile in ogni ruolo che svolgi. Poi cerca di essere obiettiva: non ti sembrano irrealistiche? Per capirlo, prova a considerare – senza giudizio – cosa fanno le altre persone. Non ti sto consigliando di paragonarti agli altri ma di individuare gli standard delle tue colleghe, ad esempio. Quanto ci mettono per portare a termine un progetto? Quante volte durante la settimana restano fino a tardi in ufficio? Chiediti: pur avendo standard inferiori ai tuoi, riescono comunque a fare un buon lavoro? La valutazione che ti invito a fare comprende non solo i risultati ma anche i costi. È indubbio che il fatto di essere una perfezionista ti faccia ottenere risultati eccellenti, ma quanto ti toglie? Parliamo, ad esempio, del tempo. Vale davvero la pena ricontrollare mille volte la relazione in cerca di un possibile refuso? E il tempo è solo uno dei fattori, per non parlare dello stress, della mancanza di una vita sociale sana o dei tuoi pensieri sempre negativi. Se questo esercizio è troppo difficile, chiedi aiuto a un amico che sia in grado di essere obiettivo (e per favore, non impiegare ore a valutare quale sia la persona più adatta ad aiutarti!). Quando inizi ad abbassare i tuoi standard, sarai assalita dal terrore che il mondo imploderà. Ma tu resisti!
  2. Dissemina le tue giornate di piccole imperfezioni. Arriva con cinque minuti di ritardo a quell’appuntamento di lavoro, invia quell’email senza rileggerla cento volte, fai un acquisto online senza analizzare tutte le opzioni disponibili. E poi aspetta. Scommettiamo che il mondo non imploderà? Forse ti sembra un suggerimento stupido ma si tratta di piccoli esperimenti per testare i tuoi standard e confutare le tue convinzioni sul perfezionismo. Forse l’email che hai inviato conteneva un errore di battitura ma inviarla così ti ha fatto guadagnare mezz’ora di tempo e la tua reputazione non ne ha risentito. Queste informazioni sono molto preziose per farti ammorbidire sulle tue posizioni.
  3. Metti alla prova le tue convinzioni. Molto spesso sono le nostre convinzioni su come certe cose andrebbero fatte che creano i nostri standard irrealistici. Prova a farti queste domande: il mio è l’unico modo possibile di gestire questa situazione? Un’altra persona vedrebbe le cose come le vedo io? Cosa succederebbe se le cose non andassero come ho previsto? Facciamo un esempio. Diciamo che hai un appuntamento con un’amica, che è in ritardo. Se sei una perfezionista, probabilmente il tuo primo pensiero a riguardo sarà “è una mancanza di rispetto nei miei confronti arrivare tardi, non ho certo tempo da perdere, ora che arriva gliene dirò quattro”. Prova a ipotizzare un pensiero diverso, tipo “forse la mia amica ha avuto un contrattempo, può capitare a tutti di essere in ritardo, questo non fa di lei una brutta persona”. Poi metti a confronto i due pensieri. Quale ti sembra più realistico e soprattutto quale dei due è più funzionale per la tua vita? Questa tecnica non è così immediata, quindi sii paziente!
  4. Impara a dire “non lo so” e “ho sbagliato”. Sono frasi che non fanno parte del tuo vocabolario? Ottimo! Impara a essere fallibile, umana, vulnerabile. Quando qualcosa non va come ti aspettavi, non cercare scuse o giustificazioni, evita di iper-razionalizzare. Arrenditi. Ti assicuro che le persone non smetteranno di avere fiducia in te o di amarti, se ogni tanto fai qualche piccolo errore. Al contrario, susciterai una maggiore empatia. Le persone che vogliono sempre essere nel giusto sono piuttosto antipatiche. Essere un’imperfetta perfezionista ti renderà la vita molto più divertente.

Autore: Francesca Zampone

Nel 2011 sono stata chiamata da Marco Bonora per contribuire alla fondazione di Accademia della Felicità. Sono Coach dal 2005 e mi occupo di Career Coaching e Talent Management dallo stesso anno. Mi sono occupata a lungo di Diversity e Change Management in ambito risorse umane fino a diventare la responsabile risorse umane della mia casa discografica del cuore. Negli ultimi anni mi sono specializzata in Coaching delle relazioni e ho sviluppato un sito dedicato alle mie attività personali: www.francescazampone.com. Ho 48 anni, vivo e lavoro a Milano, ma Londra è la mia città del cuore. Sono appassionata di comportamento umano, musica, letteratura, cinema.

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