Vademecum della delega perfetta

Se pensi di essere una persona molto responsabile nella vita privata come nel lavoro, è assai probabile che tu abbia la convinzione (errata) che nessuno possa svolgere al posto tuo un compito o un’attività. Questo succede perché ti consideri una sorta di supereroe: senza di te e il tuo contributo la famiglia o l’azienda potrebbero irrimediabilmente crollare.

Prova a rileggere quest’ultima frase e chiediti sinceramente se questo atteggiamento ti appartiene. Se la risposta è sì, chiudi gli occhi, respira e cerca di sentire cosa dice il tuo corpo e quali sensazioni manifesta.

Fammi indovinare: avverti un senso di pesantezza allo stomaco, un nodo in gola e un irrigidimento generale. Questi segnali ti stanno parlando e vogliono dirti che nella vita tendi ad accollarti tutte (troppe) responsabilità e a voler tenere tutto sotto il tuo controllo; se qualcosa poi non dovesse andare secondo i tuoi piani, la prima cosa che fai è incolpare te stesso. Se perpetrato, questo modus operandi può andare a ledere la tua autostima e, in casi più estremi, condurti ad una situazione di burnout.

La soluzione che ti propongo è imparare a delegare. Ti sembra complesso? Non ti preoccupare. È un nuovo atteggiamento mentale che, con un po’ di pratica e costanza, potrai acquisire e fare tuo.

Procediamo per gradi.

  1. Per prima cosa fai un elenco delle attività lavorative che ti vedono direttamente coinvolto nei prossimi mesi e per ognuna valuta se essa o alcune sue parti possono essere delegate;
  2. Tutte le attività che hai classificato come “delegabili” scomponile in microattività;
  3. Concentrati sulle persone con cui lavori e a cui potresti delegare alcune di queste: individua per ciascuna le caratteristiche peculiari e pensa a come quella persona potrebbe aiutarti grazie a determinate competenze tecniche e soft skills;
  4. Fai il match tra microattività e persone

Un buon leader è colui che sa programmare le attività: delegare, infatti, non significa non occuparsi ed estraniarsi dai progetti che ora vengono portati avanti da alcuni membri del team. Ricordati che l’owner – il responsabile – rimani sempre tu!

A questo punto inizia a programmare le attività: metti in calendario un momento in cui farai il passaggio di consegne ai colleghi coinvolti, una o più riunioni in cui farai il punto della situazione e verificherai lo stato di avanzamento dei lavori; un momento per fare il controllo finale e, a fine progetto, programma anche il debrief con i tuoi collaboratori. Cioè un momento per tirare le somme.

Le fasi del processo di delega possono essere riassunte nell’acronimo IDEALS:

  1. Introduci – Spiega l’attività al collega che se ne dovrà occupare, evidenziando gli obiettivi e i tempi del progetto;
  2. Dimostra – Entra nel concreto dell’attività e mostra al collega esempi e casi che possono essere presi a modello;
  3. Esplicita – Assicurati che tutto sia stato compreso;
  4. Assicura – Garantisci all’owner dell’attività l’ autonomia necessaria, risorse di cui disporre, informazioni e il ruolo;
  5. Lascialo Lavorare – Non essere soffocante con le richieste di feedback, concedi libertà e autonomia di gestione;
  6. Supporta – Fungi da mentore e tieni le fila di tutto il progetto.

Mi piacerebbe che ora riflettessi sui benefici legati alla delega:

  • Meno tensione e responsabilità perché sarà equamente suddivisa tra i vari attori coinvolti;
  • Il tempo che guadagnerai potrà essere investito in altre attività nobili e strategiche;
  • Responsabilizzare i membri del team è sempre una chiara dimostrazione di fiducia: ciò renderà le persone più coinvolte sul lavoro e saranno maggiormente disposte a fare del loro meglio. Ne gioverà il clima lavorativo e in generale le performance del team con evidenti ricadute sul tuo stile manageriale.

Ora che hai capito come delegare e perché è importante farlo, ti invito ancora a chiudere gli occhi e ascoltare le sensazioni del tuo corpo. Come ti senti ora? Cosa è cambiato da quando hai iniziato a leggere questo articolo?

Prima di diventare un leader il successo sta tutto nel crescere. Una volta diventati leader, invece, il successo sta nel far crescere gli altri.
(Jack Welch)

Monia Cosenza

Autore: Monia Cosenza

Brianzola di adozione, ma con origini per metà bergamasche e per l’altra metà siciliane: come dico sempre, un mix esplosivo che mi ha dato la dote della testardaggine! Laureata in “Linguaggi dei Media” all’ Università Cattolica di Milano, ho lavorato in agenzie di pubblicità e centri media di Milano come media planner e media buying e nel 2006 sono stata scelta da Microsoft per occuparmi di comunicazione online, trade marketing e organizzazione eventi. Dopo una lunga collaborazione con Colmar, alla fine del 2018 sono diventata freelance e ho iniziato a lavorare come consulente di comunicazione strategica per aziende e privati. Sono docente di International & Fashion Market, Planning & Digital Distribution, E-commerce presso Accademia del Lusso. Sono una Coach abilitata e ho conseguito la certificazione ACC erogata da ICF. Ho seguito il Master in Coaching in Accademia della Felicità grazie al quale ho identificato il mio stile e modello di coaching e mi sono abilitata come Job& Career Coach.

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