Sfrutta l’Intelligenza Emotiva per cercare (e trovare) lavoro

Come trovare il lavoro che fa per te?

Questa è una delle domande che sicuramente ti sarai fatto almeno una volta nella vita. Se da una parte lavorare è una necessità, dall’altra sicuramente molte persone sentono il desiderio di trovare l’opportunità più giusta per sé, in modo da vivere una vita felice di cui la professione è una parte importante.

Trovare il percorso professionale che da per te non è semplice, ma assolutamente possibile. In questo articolo ti forniremo alcuni spunti di riflessione per aiutarti nella ricerca del lavoro ideale, sfruttando non solo le tue capacità e competenze, ma facendoti supportare dalla tua intelligenza emotiva.

In particolare ti parleremo di come puoi:

  • Affrontare il mare magnum delle offerte di lavoro
  • Abituarti a riflettere a lungo sulle opportunità
  • Cominciare a fare esperienza diretta
  • Aumentare la fiducia nelle tue capacità
  • Entrare in contatto con tutte le parti di te stesso

Sei confuso? Non ti preoccupare, è perfettamente normale

L’ultima cosa a cui dobbiamo credere quando cominciamo a guardarci intorno per  cercare un nuovo lavoro è che la confusione che ci pervade sia un segno di immaturità. La maggior parte delle persone non ha un’idea chiara di cosa voglia fare, e questo stato di incertezza è determinato anche dalle innumerevoli tipologie di nuove professioni che si creano ogni anno e si sommano a quelle già esistenti.

Siamo giunti a quello che gli psicologi definiscono “paradosso della scelta”: al crescere delle opzioni a nostra disposizione, diminuisce la capacità di scegliere con fermezza e decisione.

Qualche anno fa le fermate della metropolitana di Milano erano tappezzate da manifesti di una campagna pubblicitaria organizzata dall’Università IULM per il l’open day. Lo slogan diceva: “I dieci lavori più richiesti del 2017 non esistevano nel 2007”. Una frase che riassume perfettamente lo spirito del tempo che viviamo. Quindi non rimproverarti se non sei ancora in grado di prendere una delle strade percorribili, perché può darsi che quella che fa per te la stiano ancora costruendo. O che sarai proprio tu a farlo!

Pensaci quanto basta

Prendersi una porzione di tempo abbastanza ampia per riflettere su se stessi non è semplice, prima di tutto perché ci sono altri problemi non meno importanti da affrontare, e poi si sente anche il bisogno di distrarsi dalle preoccupazioni, e aggiungerne un’altra ci affaticherebbe ulteriormente.

Anche quando dormiamo o abbiamo la sensazione di non pensare a nulla, la nostra mente non è mai “spenta”, ma continua a lavorare. E sono sufficienti pochi stimoli esterni perché si attivi recuperando molte delle informazioni salvate mentre era in modalità  standby.

Ti sarà sicuramente capitato, mentre guardi la televisione o ascolti musica, di avere improvvisamente un’idea per risolvere un problema che ti attanagliava da tempo.

Perciò fai spazio nella tua agenda a del tempo dedicato esclusivamente a riflettere su come trovare la tua strada, e sarai a metà dell’opera. Dai fiducia alle capacità del tuo cervello di essere creativo anche se agisce in modo inconscio. Spesso è proprio da questa dimensione, quella che per definizione sfugge alla nostra razionalità, che la lampadina di Archimede si accende come per magia.

Agisci, cioè mettiti alla prova

Attenzione però: a volte ragionare a lungo sulle cose può estraniarti dalla realtà circostante. Per fare progressi nella ricerca del lavoro a una fase di “incubazione” deve seguire il momento in cui entriamo in azione. L’atteggiamento che,  in questo caso, può aiutarci a trovare  il lavoro più giusto per noi è quello di non scartare nessuna possibilità e di mettersi alla prova anche in qualcosa che sembra lontano dal nostro percorso. Una delle chiavi per avere una vita più felice è quella di provare sempre cose nuove. Possiamo applicare questo insegnamento anche sul lavoro, mettendoci alla prova in campi differenti.

Diventa fondamentale essere disposti a “sporcarsi le mani”, perché è quello che ci potrebbe aiutare a scoprire di aver talento nel fare una cosa che nemmeno avremmo preso in considerazione.

Anche quando abbiamo le idee chiare e ci ritroviamo in un ambito lontano dalle nostre aspirazioni personali, possiamo far valere le nostre qualità intrinseche unite alle passioni che ci animano. Hai mai avuto la sensazione di essere un “corpo estraneo”, di essere la persona sbagliata nel posto sbagliato? In realtà potrebbe essere qualcosa di positivo, se impari a ribaltare la situazione a tuo favore: un modo di pensare alternativo e inusuale a quel contesto potrebbe risultare innovativo; le realtà economiche che competono sul mercato ricercano continuamente qualcuno che sappia pensare al di fuori degli schemi.

Conosci te stesso

La domanda di tutte le domande, quella che non ha mai trovato una risposta universale è “Chi sono io?”.

Filosofi, poeti, guru, studiosi hanno idee molto diverse sulle strategie da adottare, ma sono tutti d’accordo sul punto di partenza: per conoscere se stessi bisogna anzitutto innamorarsi di se stessi. Cosa significa? Vuol dire che dovremmo sgombrare il campo da tutti i modelli e dagli esempi esterni per concentrare l’attenzione sul nostro modo di essere, senza nessun tipo di sconto per quelle che sono le nostre fragilità e i nostri punti di forza, perché debolezze e valore si possono naturalmente trovare in ogni essere umano, ed è proprio questo equilibrio tra luce e ombra che ci  rende unici.

Potresti anche pensare a un’alternativa: invece di chiederti da subito chi sei, che è il punto di arrivo e non di inizio, domandati invece chi non sei. In questo modo potrai subito escludere tutti gli atteggiamenti, i comportamenti, i difetti, le qualità e gli ambienti che non ti corrispondono.

Credi in te stesso

Quando ci giudichiamo è come se emettessimo una sentenza di condanna. Un no a un colloquio di lavoro pesa infinitamente più di tanti sì, un giudizio negativo sul nostro operato diventa una conferma della nostra inadeguatezza, un feedback positivo è invece un’eccezione alla regola.

Avere una bassa autostima non ci è d’aiuto nella ricerca di un nuovo lavoro, quindi fai attenzione a non cadere nella trappola di sostituire la cronologia oggettiva dei fatti con uno storytelling personale non obiettivo e auto-sabotante.

Una pratica utile per porre un freno ai pensieri nocivi è quella di mettere per iscritto i nostri progressi, piccoli e grandi. Un diario è lo strumento ideale per tenere nota della tua evoluzione personale. Prova a seguire questi semplici step perché risulti davvero efficace:

  • tutte le sere, prima di andare a dormire, ripensa alla giornata appena trascorsa e annota 5 episodi, momenti, motivi per cui ti senti grato/a;
  • non focalizzarti solo su eventi eccezionali o di grande portata, ma prediligi i piccoli gesti;
  • scrivi 10 motivi generali per cui ti puoi reputare una persona fortunata, come il fatto di godere di buona salute, di avere una casa calda in cui tornare la sera, di essere circondato da buoni amici. I fattori esterni al lavoro lo condizionano molto più di quanto si creda;
  • impara ad apprezzare i piccoli momenti della vita. Tutto ciò che hai è esattamente ciò di cui hai bisogno, che non vuol dire accontentarsi ma anzi iniziare un cambiamento partendo da ciò che c’è anziché da ciò che manca;
  • riconosci apertamente quello che nella tua vita funziona. Ti servirà a superare le difficoltà quotidiane.
  • ogni tanto torna a rileggere quello che hai scritto nei giorni precedenti: il tuo diario ti aiuterà a far riemergere lo spirito e la serenità che ci hai messo nel descrivere quei piccoli momenti di felicità.
Marco Devastato

Autore: Marco Devastato

Classe 1992, aspirante diplomatico e cinefilo compulsivo, ho abbandonato la prima strada per intraprendere la seconda. Ho lavorato all'ufficio film del Milano Film Festival, ho vissuto l'esperienza di proiettare film per i cinema nella transizione da pellicola a digitale. Facendo Devastato di cognome, ho imparato presto una delle regole di sopravvivenza capitali: l'autoironia. Quantomeno mi ha fatto capire subito che siamo fatti di molte sfaccettature. Viaggio per legittima difesa, quando ciò non è possibile leggo, è il modo migliore per essere con la testa nella Terra del Fuoco quando fisicamente ti trovi sul balcone di casa tua che affaccia sull'autostrada.

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