Sei più efficace, più efficiente o più produttivo? O forse più perfezionista…

Efficacia, efficienza e produttività: tre termini che nei curricula non mancano mai e che spesso le persone utilizzano con estrema leggerezza, come fossero sinonimi, soprattutto quando parlano di lavoro e obiettivi da raggiungere.

Eppure, intorno a queste parole, si crea spesso molta confusione. Per evitarlo è bene da una parte mettersi d’accordo sul significato e d’altra dare loro una connotazione concreta e misurabile.

Cominciamo quindi facendo ordine e partendo dalle definizioni.

Se l’efficacia misura la capacità di raggiungere, o meno, un dato obiettivo, l’efficienza, invece, valuta l’energia spesa per perseguimento di un certo risultato. Ecco perché se con l’efficacia posso misurare il successo, con l’efficienza metterò in luce la fatica che ho fatto o, detto in altre parole, l’abilità di conseguirlo impiegando il numero minimo indispensabile di risorse.

Capite bene perché è improprio utilizzare i due termini come sinonimi ma è corretto prenderli in esame insieme.

Bene, e la produttività invece? La produttività è il rapporto tra il prodotto e l’insieme dei fattori di produzione che hanno concorso a crearlo, si tratta dunque dello strumento che mi permette di valutare, di fatto, l’efficienza di un determinato processo produttivo.

Come faccio quindi a descrivermi come efficace, efficiente, produttivo e al contempo perfezionista?

Eppure in tantissimi curricula si ritrovano queste caratteristiche tutte insieme o peggio ancora si sfoggiano durante il colloquio di selezione, senza pensare alla contraddizione in termini che nascondono.

Il decalogo della produttività

Per fare ordine e dare a tutto questo senso pratico e concretezza possiamo lavorare sulla nostra consapevolezza e capire davvero e in quale misura siamo efficaci, efficienti e produttivi.

Per diventare più produttivi dobbiamo imparare a gestire il tempo, stabilire obiettivi misurabili e raggiungibili sviluppare una buona dose di assertività e di problem solving.

Qualche suggerimento pratico per iniziare:

  1. Pianifica: alla fine della giornata di lavoro crea la to do list delle cose da fare il giorno dopo.
  2. Stabilisci quanto tempo dedicare a ogni attività.
  3. Fissa delle deadline sostenibili e precise.
  4. Conosci te stesso e asseconda i tuoi ritmi.
  5. Distribuisci le attività della giornata in base a due fattori: elementi esterni (per esempio se la mattina ricevo molte telefonate meglio non pianificare attività che richiedono concentrazione), elementi interni: quando rendi di più?
  6. Non rimandare le attività noiose.
  7. Delega quando necessario.
  8. Fatto è meglio che perfetto.
  9. Metti dei paletti: impara a dire dei no e creati delle parentesi off limits.
  10. Riposati!

Se tutto questo da solo è troppo faticoso, puoi sempre ricorrere all’aiuto di un Career Coach!

Ilenia La Leggia

Autore: Ilenia La Leggia

Piena di energia, estroversa (a tratti), intuitiva e sognatrice, sono appassionata di comportamento umano, comunicazione efficace, tecnologia e lettura. Le contraddizioni sono il mio humus, le domande la mia fissazione. La mia fase dei perché non si è ancora conclusa. Laureata in Sociologia e con un Master in eventi ho lavorato in comunicazione e nell’organizzazione degli eventi B2B per oltre 15 anni, ho fondato un magazine, ne ho diretto un altro e curato la promozione e il lancio di numerosi brand internazionali. Nel 2016 ho frequentato il Master in Coaching di Accademia della Felicità, oggi sono una Coach abilitata e studio costantemente per supportare le persone a superare i meccanismi auto-limitanti. I miei punti di forza? Capacità organizzativa, empatia e sintesi.  Il mio credo? Ci troviamo continuamente di fronte a una serie di grandi opportunità brillantemente travestite da problemi insolubili!

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