Ho un problema al lavoro: l’alibi per tutte le stagioni

Quante volte ti è capitato di cercare una scusa per saltare o spostare un impegno e hai usato il lavoro come alibi?

“Scusa, ho avuto un imprevisto al lavoro, farò tardi”.
“Non c’è nulla che non va, solo pensieri per il lavoro”.
“Mi spiace, in questo periodo non posso, il lavoro mi assorbe troppo”.
“Tutta colpa del mio lavoro…”.
“Il mio malessere? Il lavoro”.

E potrei continuare all’infinito con le frasi che sentiamo, e talvolta pronunciamo, costantemente sul tema lavoro. Una domanda sorge spontanea: è davvero così o è solo più facile “metterlo in mezzo” perché lo consideriamo socialmente più accettabile rispetto ad altri tipi di problemi?

Sono partita da un esempio molto semplice, ma tutto questo è osservabile in moltissimi ambiti. D’altra parte investiamo nel lavoro gran parte delle nostre energie e quindi ci sta che, mettendo lì tutta la nostra attenzione, se qualcosa non funziona… tendiamo a vedere e percepire quel mal funzionamento in modo amplificato. Ma non è solo questo. C’è anche una motivazione più profonda che ha a che vedere con il nostro background culturale.

È meglio dire che abbiamo un problema lavorativo, piuttosto che parlare di come ci sentiamo.

Dopotutto…

Non siamo stati educati all’introspezione.
Tendiamo ad avere un dialogo interiore molto prescrittivo.
Emozioni=qualcosa di cui non si parla.
Il malessere interiore è roba da bambine fragili.

La trappola dell’alibi

Sapete in che cosa si traduce tutto questo? In sempre più persone che si rivolgono a un coach dicendo di avere un problema lavorativo e che nel giro di pochissimo tempo si ritrovano in sessione a parlare di tutto fuorché di lavoro.

Sto esagerando? Vi assicuro di no.

E questo accade essenzialmente per due motivi: mancanza di consapevolezza e incapacità di mettere a fuoco quale sia il proprio malessere o imbarazzo.

Eh sì imbarazzo nel dire ho un problema di autostima.
Imbarazzo nel dire mi sento fragile.
Imbarazzo nel mettersi a nudo e guardarsi allo specchio.

Ti propongo un piccolo esercizio da fare oggi e per le prossime due settimane, ogni volta che sarai lì lì per dare la colpa al lavoro per il tuo malessere, fermati e poniti questa domanda: sono davvero cert* che sia tutta colpa del lavoro? Quali sono tutte le cose, anche le più piccole, che in questo momento mi stanno creando fastidio, ma che per mille motivi sopporto e mi faccio andar bene?

Ilenia La Leggia

Autore: Ilenia La Leggia

Piena di energia, estroversa (a tratti), intuitiva e sognatrice, sono appassionata di comportamento umano, comunicazione efficace, tecnologia e lettura. Le contraddizioni sono il mio humus, le domande la mia fissazione. La mia fase dei perché non si è ancora conclusa. Laureata in Sociologia e con un Master in eventi ho lavorato in comunicazione e nell’organizzazione degli eventi B2B per oltre 15 anni, ho fondato un magazine, ne ho diretto un altro e curato la promozione e il lancio di numerosi brand internazionali. Nel 2016 ho frequentato il Master in Coaching di Accademia della Felicità, oggi sono una Coach abilitata e studio costantemente per supportare le persone a superare i meccanismi auto-limitanti. I miei punti di forza? Capacità organizzativa, empatia e sintesi.  Il mio credo? Ci troviamo continuamente di fronte a una serie di grandi opportunità brillantemente travestite da problemi insolubili!

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