Come sopravvivere ai capi non emotivamente intelligenti

Si fa un gran parlare di intelligenza emotiva, di quanto sia fondamentale nelle relazioni di quanto sia una qualità fondamentale per essere un buon leader… eppure spesso nelle aziende ci si ritrova allo stesso punto. I leader vengono scelti più per le competenze “tecniche” e molto poco per il proprio livello di intelligenza emotiva. E alla lunga molti team si ritrovano in gran sofferenza.

Quindi tocca arrendersi? O continuare a ripetersi che non c’è e non ci sarà mai via di uscita?

Certo che no. Bensì, come sostiene Tomas Chamorro-Premuzic in “Perché tanti uomini incompetenti diventano leader? (e come porvi rimedio)”, è necessario imparare ad allenare la propria intelligenza emotiva per adattarsi a queste persone.

Quattro suggerimenti pratici per lavorare con un capo difficile

Nel coaching lo diciamo sempre: non puoi cambiare gli altri, ma puoi cambiare te stesso e da questo cambiamento può nascere un effetto a cascata. Vediamo da vicino quattro suggerimenti pratici per ripartire con il piede giusto, che con un capo difficile.

SINTONIZZATI SUL SUO STATO D’ANIMO

Gli sbalzi d’umore sono assai tipici delle persone con un quoziente emotivo più basso. Puoi adattarti a questa scocciatura imparando a sintonizzarti attentamente sulle loro emozioni e ricordando una regola fondamentale: è molto probabile che reagiranno in modo esagerato sia agli eventi positivi sia a quelli negativi.

Più l’umore di una persona oscilla e più reagisce in modo esagerato alle circostanze e alle situazioni, maggiore è la necessità di sincronizzarsi con le sue emozioni e di imparare a cavalcare le sue onde umorali, per non finire stritolati ed entrare nel vortice che caratterizza il costante ostaggio emotivo in cui vivono.

RENDI LE COSE ESPLICITE

Le persone differiscono per la loro capacità di dare un senso e comprendere a fondo i pensieri, le emozioni e i comportamenti altrui. E questa incapacità di capirsi è spesso alla base di problemi che nascono nelle interazioni professionali. Se lavori per qualcuno che non è naturalmente abile nell’interpretare le tue emozioni e intenzioni, è fondamentale aiutarlo a capirti.

Usa una comunicazione esplicita, metti le cose per iscritto, esponi chiaramente ciò che pensi e vuoi. Ma soprattutto assicurati che il tuo messaggio sia compreso, senza dare per scontato che ogni sottigliezza possa essere colta.

SII UNA FONTE DI ISPIRAZIONE

Aiuta in modo discreto il tuo capo o i tuoi colleghi a interpretare le intenzioni, i sentimenti e i pensieri degli altri. In altre parole, diventa un “consigliere” emotivo e sociale, potenziando efficacemente la capacità del tuo interlocutore di comprendere e influenzare gli altri.

Negli anni venti una delle definizioni tipiche dell’intelligenza sociale era proprio la capacità di leggere le persone come un libro. È il caso di rispolverarla e se hai questo talento, puoi condividerlo con il tuo team, ma sempre in modo rispettoso e discreto. Non diventare la maestra dalla penna rossa!

EVITA DI ESSERE UN AGENTE DI STRESS

E se non puoi mettere in pratica i suggerimenti visti fino adesso? Evita almeno di essere una fonte di stress per il tuo capo.

Ciò significa mantenere la calma, ridurre la probabilità di conflitti e agire come un’influenza calmante. Ovvero sii il suo esatto opposto. Di solito i manager, come le persone in generale, hanno la tendenza a voler lavorare con persone che sono come loro, ma questo non è il caso quando si ha a che fare con persone che hanno un QE più basso.

Prova a pensarci… Più si è volubili ed eccitabili, più si apprezza la compagnia di persone stabili e prevedibili.

Dobbiamo imparare ad abbracciare le differenze individuali, non solo a tollerarle. Qual è il tuo contributo?

 

Ilenia La Leggia

Autore: Ilenia La Leggia

Piena di energia, estroversa (a tratti), intuitiva e sognatrice, sono appassionata di comportamento umano, comunicazione efficace, tecnologia e lettura. Le contraddizioni sono il mio humus, le domande la mia fissazione. La mia fase dei perché non si è ancora conclusa. Laureata in Sociologia e con un Master in eventi ho lavorato in comunicazione e nell’organizzazione degli eventi B2B per oltre 15 anni, ho fondato un magazine, ne ho diretto un altro e curato la promozione e il lancio di numerosi brand internazionali. Nel 2016 ho frequentato il Master in Coaching di Accademia della Felicità, oggi sono una Coach abilitata e studio costantemente per supportare le persone a superare i meccanismi auto-limitanti. I miei punti di forza? Capacità organizzativa, empatia e sintesi.  Il mio credo? Ci troviamo continuamente di fronte a una serie di grandi opportunità brillantemente travestite da problemi insolubili!

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