Come gestire le critiche in ambito professionale

Ricevere una critica non è mai piacevole. Le critiche ci fanno sentire osservati, giudicati, inadeguati. Soprattutto se la critica ci viene mossa in ambito lavorativo, incassare il feedback negativo può essere molto difficile perché facciamo fatica a isolare la critica, ci sembra che a essere messo in discussione sia il nostro modo di lavorare. Il più delle volte, invece, la critica riguarda soltanto un aspetto del lavoro o addirittura un evento specifico e non c’è alcun riferimento al nostro valore come persone o come professionisti. Se gestite nel modo giusto, le critiche in ambito professionale possono portare a una crescita personale, a distendere i rapporti interpersonali sul luogo di lavoro e a migliorare il lavoro in team. Se ricopri una posizione di rilievo e il il feedback costruttivo arriva da un impiegato, può essere una buona occasione per rafforzare la tua leadership. Ma come si fa a gestire le critiche in ambito professionale in modo che siano strumento di evoluzione e apprendimento?

Differenze tra critiche distruttive e costruttive

Non tutte le critiche sono uguali. Spesso è l’intenzione con cui viene mossa una critica a fare la differenza.

  • Le critiche distruttive. Sono spesso anonime, magari sono voci di corridoio o lamentele lasciate con messaggi non firmati. Hanno un carattere personale, sono cioè attacchi rivolti a una persona, non all’operato di quella persona. Magari prendono di mira un aspetto del carattere della persona in questione, oppure fanno riferimento a un pettegolezzo o a un episodio che non ha nulla a che vedere con la performance professionale. Le critiche di questo tipo sono mosse, per lo più, dalla paura o dall’insicurezza. È possibile che chi muove la critica si senta minacciato, a ragione o a torto poco importa, dalla presenza o dal ruolo di chi riceve la critica. Le critiche distruttive sono inutili, non servono a migliorare il lavoro. Se ricevi una critica di questo tipo, per quanto possa essere un’esperienza spiacevole e umanamente avvilente, vai oltre, non lasciartene condizionare e continua a svolgere il tuo lavoro come hai sempre fatto.
  • Le critiche costruttive. Sono rivolte quasi sempre in modo aperto e schietto da parte di chi muove la critica, spesso faccia a faccia. Fanno riferimento a un episodio specifico o un problema in particolare e sono rivolte all’operato della persona oggetto della critica, non al suo carattere o alle sue abitudini. Le critiche costruttive non sono mosse con livore, non sono fatte per ferire ma esprimono il desiderio di trovare una soluzione al problema emerso, in modo tale da migliorare la performance professionale del team di lavoro. Sono feedback preziosissimi perché spesso danno il via a discussioni che possono essere molto stimolanti, facendo emergere dal confronto idee nuove.

I passaggi per gestire nel migliore dei modi le critiche in ambito professionale

Mi rendo conto che non è una reazione che viene naturale ma, quando ricevi una critica costruttiva, dovresti prenderla con gratitudine. Il primo suggerimento, quindi, è di non metterti sulla difensiva, non rispondere in modo istintivo e aggressivo, non giustificarti.

  • Ascolta. Se la persona che hai di fronte non ti sta muovendo un attacco personale, presta ascolto: interrompi quello che stai facendo e concentrati sul discorso.
  • Respira. Poi fai un bel respiro, in modo da evitare una possibile reazione emotiva, e fai affidamento sulla tua parte razionale. Quando sentirai che il tuo centro è saldo e che non stai agendo di pancia, prova ad approfondire la questione. Se necessario, poni al tuo interlocutore delle domande per comprendere meglio il feedback e arrivare al nucleo della questione.
  • Prenditi il tuo tempo. Ringrazia la persona per averti fatto notare qualcosa che non stava funzionando e comunicale che hai bisogno di un momento per rifletterci. Tornerai sull’argomento in modo propositivo e troverete insieme una soluzione. Avere dei confini e farli rispettare è un tuo diritto, non dimenticarlo.
  • Esprimiti. All’interno della relazione lavorativa trovano spazio anche le emozioni. Quando sarà il momento di riparlare della critica, comunica al tuo interlocutore come quell’appunto ti ha fatto sentire, restando sempre sul piano professionale. Forse ti sembrerà di mostrarti vulnerabile, in realtà mostrerà il tuo lato umano e la tua intenzione di prendere a cuore il feedback ricevuto. Questo è ancora più vero se sei in una posizione di potere rispetto alla persona da cui la critica è arrivata.
  • Ammetti di aver sbagliato. Ammettere l’errore o riconoscere che una critica è fondata è molto importante per porre le basi per una risoluzione della questione. Questo non mina la tua credibilità o la tua professionalità. Potresti aver fatto un errore di valutazione o potresti aver agito in un determinato modo in buona fede.
  • Chiarisci l’obiettivo. Una critica costruttiva deve avere un obiettivo, ossia portare a un cambiamento che deve essere soddisfacente per entrambe le parti coinvolte. Qual è il risultato che volete ottenere? Prima di parlare della soluzione, è importante essere molto chiari e stabilire un obiettivo comune.
  • Trova una soluzione. A questo punto è possibile mettere sul tavolo delle proposte, che possono venire da ambo le parti, per trovare la soluzione più utile da un punto di vista professionale, sia per migliorare la relazione, sia per ottimizzare la performance. Potreste giungere a un compromesso o trovare una soluzione alternativa che possa rivelarsi risolutiva.

Le critiche costruttive sottendono una volontà di fare al meglio il proprio lavoro. Se parti da questa premessa, sarai in grado di non prenderle sul personale e di considerarle occasioni per vedere i tuoi margini di miglioramento. Dando ascolto ai feedback che ricevi, costruirai una relazione di fiducia con i tuoi colleghi o i tuoi sottoposti e questo porterà a costruire un’atmosfera lavorativa armoniosa e distesa.

Gestire le critiche è un tema di intelligenza emotiva in ambito lavorativo. Non si impara in poche mosse, ma con l’aiuto di un coach puoi ottenere grandi risultati. Se senti il bisogno di lavorare su questo aspetto, puoi contattarci per attivare un percorso di Career Coaching. 

Francesca Zampone

Autore: Francesca Zampone

Nel 2011 sono stata chiamata da Marco Bonora per contribuire alla fondazione di Accademia della Felicità. Sono Coach dal 2005 e mi occupo di Career Coaching e Talent Management dallo stesso anno. Mi sono occupata a lungo di Diversity e Change Management in ambito risorse umane fino a diventare la responsabile risorse umane della mia casa discografica del cuore. Negli ultimi anni mi sono specializzata in Coaching delle relazioni e ho sviluppato un sito dedicato alle mie attività personali: www.francescazampone.com. Vivo e lavoro a Milano, ma Londra è la mia città del cuore. Sono appassionata di comportamento umano, musica, letteratura, cinema.

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