Caldo, stanchezza e conflitti: come se ne esce?

Siamo nella fase più calda dell’anno e naturalmente non parlo di temperature (per quanto facciano la loro parte) bensì della fase dell’anno in cui buona parte di noi si trova in piena corsa per consegnare o chiudere progetti, prima delle tante agognate ferie estive. Una fase che implica fatica, ma anche tensioni che sfociano facilmente in conflitti, stanchezza e in alcuni casi anche frustrazione.

Nella corsa, poi, c’è sempre qualcuno che pensa di farne le spese più di altri e si sente trasparente, non compreso o esasperato. Tutte dinamiche che danno vita a fraintendimenti e ad aspettative deluse.

A questo si aggiunge il tanto sperato – o temuto – ritorno alla normalità. Una normalità fatta non solo di rientro in azienda e ripresa dei viaggi, ma anche di relazioni più ravvicinate, comprese quelle che non amiamo particolarmente.

Che fare dunque? Possiamo iniziare con il mettere in atto tre piccole, ma efficaci strategie.

Tre cose che puoi fare per affrontare il conflitto in modo costruttivo

1)   Dai libero sfogo a tutti i tuoi film mentali. Ebbene sì puoi sfogarti, ma solo su un quaderno. Prendi un quaderno e scrivi quello che pensi e come ti senti all’ennesima telefonata fuori luogo o dopo quella riunione con il collega fastidioso. Qui hai diritto a scrivere tutto quello che pensi, tutte le tue interpretazioni, anche le più machiavelliche. Cosa puoi imparare su di te da questi film mentali? Ci sono storie ricorrenti?

2)   Dai il nome giusto alle cose alias guarda in faccia i fatti: è arrivato il momento di distinguere il fatto, dai sentimenti che ha suscitato e dalle interpretazioni che ne hai tratto. Un esempio: “la mia collega ha fatto di tutto per escludermi da quella riunione in zoom perché non mi sopporta”. Prova a raccontare l’avvenimento distinguendo i tre aspetti:

il fatto: la mia collega mi ha detto che non era necessario che presenziassi a quella riunione programmata in una fascia oraria per me scomoda e poteva pensarci lei.

il sentimento: frustrazione, delusione, ci tenevo tantissimo a farne parte perché si tratta di un nuovo progetto.

l’interpretazione: l’ha fatto di proposito, non voleva farmi un favore ma solo escludermi.

Adesso ripensa ai tuoi film mentali e chiediti: “nella mia reazione quanto hanno pesato le mie paure e i miei sentimenti?”

3)   Guarda al futuro passando all’azione: è la fase in cui possiamo davvero cambiare uno schema che fino a questo momento abbiamo permesso che si ripetesse. Chiarisci quello che è importante per te. Se ci tieni a far parte di un progetto dillo. Nessuno legge nella tua mente. Se non vuoi essere disturbato durante la pausa pranzo spegni il telefono. Chiediti: quali sono i tuoi paletti e soprattutto tu per primo li rispetti? Hai specificato chiaramente che cosa è accettabile e cosa non lo è? Metti per iscritto le tue “regole del gioco” poi falle rispettare.

Un bonus per te

Ti lancio una piccola sfida. Scegli i tuoi supporter.

Non puoi piacere a tutti. Prendi un pezzetto di carta di un paio di centimetri al massimo e scrivi i nomi delle persone la cui opinione conta veramente: è un piccolo spazio sacro. Se sono troppi e non ci stanno, selezionali. Devono essere le persone che ti stimano e ti rispettano non SEBBENE tu sia imperfetto, ma PERCHÉ LO SEI. Quelle sono le persone che ti aiuteranno ad alzarti nei momenti difficili. Includi anche le persone che hanno il coraggio di dirti che non sono d’accordo con te e che hai sbagliato.

Ilenia La Leggia

Autore: Ilenia La Leggia

Piena di energia, estroversa (a tratti), intuitiva e sognatrice, sono appassionata di comportamento umano, comunicazione efficace, tecnologia e lettura. Le contraddizioni sono il mio humus, le domande la mia fissazione. La mia fase dei perché non si è ancora conclusa. Laureata in Sociologia e con un Master in eventi ho lavorato in comunicazione e nell’organizzazione degli eventi B2B per oltre 15 anni, ho fondato un magazine, ne ho diretto un altro e curato la promozione e il lancio di numerosi brand internazionali. Nel 2016 ho frequentato il Master in Coaching di Accademia della Felicità, oggi sono una Coach abilitata e studio costantemente per supportare le persone a superare i meccanismi auto-limitanti. I miei punti di forza? Capacità organizzativa, empatia e sintesi.  Il mio credo? Ci troviamo continuamente di fronte a una serie di grandi opportunità brillantemente travestite da problemi insolubili!

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *