La curiosità, una caratteristica essenziale per un leader

Se sei a capo di un’azienda o di un team, se occupi una posizione manageriale e devi prendere decisioni di un certo rilievo tutti i giorni, di sicuro sai quali sono le caratteristiche che deve avere un buon leader per svolgere al meglio il suo lavoro ed essere rispettato e benvisto. Tra queste caratteristiche — un mix bilanciato di qualità o attitudini innate e competenze acquisite — forse non hai mai annoverato la curiosità. Eppure, la curiosità è proprio l’elemento che può contraddistinguerti e renderti un leader lungimirante.

La curiosità per un leader: di cosa parliamo

La curiosità è l’atteggiamento di chi è motivato a cercare sfide e nuove avventure, a esplorare, a imparare e ampliare conoscenze e competenze. Quando parliamo di curiosità di un leader, facciamo riferimento a diverse capacità, come la capacità di non accontentarsi della sua conoscenza e di esplorare campi nuovi, oppure la capacità di rapportarsi con i suoi dipendenti con un’attitudine volta all’ascolto, non solo al comando. I leader curiosi sono più empatici e sono in grado di accogliere prospettive diverse. I leader dotati di curiosità scoprono nuovi sentieri, aprono nuove porte, tracciano la loro strada nel mondo. Essendo aperti alle nuove idee, sanno portare le loro organizzazioni in territori inesplorati.

Perché la curiosità è una caratteristica importante per un leader

È molto diffusa in ambito business l’idea che un leader debba mostrarsi forte e senza lacune. La verità è che nessuno possiede tutte le risposte. Un vero leader sa che nulla di nuovo può venire fuori da una situazione statica. Se non è disposto a esplorare nuove possibilità, a mettersi in gioco, a fare le domande giuste alle persone brillanti di cui si circonda, non ci saranno innovazione né riconoscimenti né creazione di valore. Un vero leader è chi è capace di apprendere sempre e da ogni situazione, chi non ha paura di fare domande. I capi che si affermano come leader hanno un mindset di crescita. Questo vuol dire che ritengono che le capacità non sono solo innate ma che qualunque competenza si possa imparare, lavorando sodo.

Curiosità è conoscere meglio i propri dipendenti

Per allenare la curiosità al lavoro, parti dal conoscere meglio i tuoi dipendenti, le persone con cui lavori fianco a fianco tutti i giorni. Non si tratta di entrare nel privato del tuo team ma di costruire una visione condivisa, nel rispetto delle peculiarità del singolo.

Alcune domande che puoi fare ai tuoi dipendenti per allenare la curiosità:

  • Quale persona o personaggio ha avuto un’influenza nella tua formazione?
  • Quale figura del passato o dell’attualità ti ispira?
  • Qual è il progetto su cui stai lavorando che ti entusiasma di più?
  • Che cosa faresti in modo diverso, se fossi tu il capo?
  • Qual è la parte più difficile del tuo lavoro?
  • Di quale risorse pensi di aver bisogno per raggiungere i tuoi obiettivi professionali?
  • Perché hai scelto di fare questo lavoro?
  • Qual è il titolo di un libro o di un film che trovi particolarmente motivante?

Attenzione, però. Se poni queste domande in cerca delle risposte giuste, partendo già con un’idea preconcetta, non stai allenando la curiosità ma il giudizio. Per fare in modo che le risposte possano darti indicazioni utili, mantieni la mente aperta, ascolta: forse c’è una buona idea che può prendere forma, o un aspetto del lavoro a cui non avevi pensato. Le persone che lavorano al tuo fianco sono una risorsa preziosissima: mettiti nella disposizione mentale di poter imparare qualcosa da loro.

Curiosità è mettersi continuamente in discussione

Anche se pensi di essere un manager che sa usare la curiosità come strumento di crescita, ci possono essere dei momenti in cui, senza rendertene conto, smetti di esercitare questa capacità. Per fare un check e sapere se la curiosità fa ancora parte delle tue doti di leader, prova a risponder a queste domande:

  • Stai facendo la differenza con il tuo lavoro? Con il tuo lavoro stai formando dipendenti proattivi e motivati? La tua squadra sta ottenendo dei buoni risultati? Se non è così, attiva la curiosità nel chiedere un feedback ai tuoi dipendenti e trovando un modo per progredire, insieme.
  • Stai crescendo? Se come persona e come leader non stai crescendo, è improbabile che il tuo team cresca, visto che sei tu il modello di riferimento. Non puoi evitare di trovare del tempo per imparare cose nuove e continuare a evolverti.
  • Sei disponibile al confronto aperto con le persone? La mancanza di curiosità può esprimersi in vari modi, tra cui ostentare di conoscere già tutte le risposte e di avere sempre la soluzione giusta. Se ti comporti così, i tuoi dipendenti non si sentiranno liberi di discutere con te idee nuove. E quando manca questo scambio, manca l’innovazione.
  • Sei in grado di attrarre talenti? Un leader curioso, capace di accogliere idee diverse, è anche un magnete per i giovani talenti che hanno l’obiettivo di veder valorizzato in azienda il loro potenziale. Le nuove generazioni non si accontentano più, aspirano a ruoli sfidanti, vogliono condividere i valori aziendali. Quando devi ampliare il team, vai in cerca di talenti, non vedere l’intelligenza e la creatività come una minaccia alla tua leadership ma come una risorsa che porterà lontano la tua azienda.

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Francesca Zampone

Autore: Francesca Zampone

Nel 2011 sono stata chiamata da Marco Bonora per contribuire alla fondazione di Accademia della Felicità. Sono Coach dal 2005 e mi occupo di Career Coaching e Talent Management dallo stesso anno. Mi sono occupata a lungo di Diversity e Change Management in ambito risorse umane fino a diventare la responsabile risorse umane della mia casa discografica del cuore. Negli ultimi anni mi sono specializzata in Coaching delle relazioni e ho sviluppato un sito dedicato alle mie attività personali: www.francescazampone.com. Vivo e lavoro a Milano, ma Londra è la mia città del cuore. Sono appassionata di comportamento umano, musica, letteratura, cinema.

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