Come limitare i casi di burnout nel tuo team

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il burnout è una sindrome legata all’ambito professionale ed è caratterizzata da una condizione di stress eccessivo che, mal gestito, diventa cronico. Tra i sintomi più frequenti ricordiamo: senso di stanchezza costante, pensieri autodistruttivi, difficoltà di concentrazione, peggioramento della performance professionale. Benché sia una sindrome legata al posto di lavoro, il burnout ha ripercussioni negative anche sulla sfera privata degli individui. Per questo motivo oggi si parla molto del benessere degli impiegati in azienda.

Burnout e pandemia

Le persone hanno molte risorse per affrontare i fattori di stress, sia nella sfera lavorativa che in quella personale. Tuttavia, quando questo stress si cronicizza, ecco che si creano le condizioni per il burnout. Le persone in burnout si sentono impotenti e oppresse dalla realtà, diventano ciniche e pessimiste e percepiscono il loro ruolo lavorativo come inefficace. In seguito alla pandemia, i casi di burnout si sono moltiplicati. La cosiddetta pandemic fatigue, la stanchezza legata alla gestione pratica ed emotiva della pandemia nella vita di tutti i giorni, si è sommata alla difficoltà di gestire le responsabilità lavorative da remoto e di imparare un nuovo modo di lavorare.

Alcune cause del burnout su cui si può intervenire

L’approccio per alleviare gli effetti del burnout comprende, di solito, un intervento sui singoli sintomi. Ci si focalizza sulla stanchezza fisica e si cerca di dare più spazio al riposo. Una strategia efficace, invece, agisce sulle cause, più che sui sintomi isolati. Alcuni dei fattori che portano al burnout sono:

  • Mancanza di autonomia nel proprio ruolo professionale
  • Mancanza di un team o di altri colleghi che possano condividere le responsabilità del singolo
  • Mancanza di un riconoscimento del proprio valore e della qualità del proprio lavoro
  • Percezione di non poter fare la differenza
  • Percezione di favoritismi e disparità sul luogo di lavoro

Su quali aspetti può intervenire un manager

Per prevenire il burnout, quindi, si dovrebbe agire sulle cause. Se sei un manager o gestisci un team, fai in modo che i tuoi dipendenti si sentano a proprio agio. In particolare, è importante che ai membri del team sia garantito di:

  • Operare in un contesto lavorativo basato sulla fiducia reciproca, così da favorire il benessere psicologico
  • Avere sul luogo di lavoro una persona cui fare riferimento in caso di bisogno, che possa dare supporto all’occorrenza
  • Sentirsi utili e condividere i valori e gli obiettivi aziendali
  • Sviluppare un mindset flessibile quando si tratta di affrontare sfide professionali complesse
  • Lavorare in un clima positivo e ottimista
  • Sviluppare la capacità di affrontare problemi e imprevisti con una prospettiva diversa

Azioni concrete per limitare i casi di burnout nel tuo team

Se sei in una posizione manageriale o di leadership, come puoi far sì che il tuo team possa lavorare nel modo migliore possibile?

  1. Stabilisci degli obiettivi condivisi con il tuo team. È importante che ciascun dipendente si senta coinvolto e motivato quando si lavora a un progetto. È fondamentale che tutti possano esprimere le proprie idee e dare il loro contributo in un’ottica di obiettivo condiviso. In particolare, se i membri del team lavorano da remoto, stabilire dei colloqui informali può essere molto gratificante per i dipendenti. Fai in modo di riuscire ad avere dei meeting regolari e ricorda a ognuno dei tuoi dipendenti quanto il loro impegno è tenuto in conto dall’azienda e quanto il loro contributo al progetto è apprezzato.
  2. Calibra le tue aspettative su quelle del tuo team. Molti casi di burnout iniziano da un senso di pressione che il dipendente avverte rispetto a un progetto. Forse le tue richieste sono state eccessive rispetto al tempo a disposizione. Una volta stabilito l’obiettivo, fai con i tuoi dipendenti un’analisi oggettiva: le aspettative sono realistiche? C’è bisogno di coinvolgere personale da altri reparti per i tempi troppo stretti? Incoraggia sempre il dialogo aperto con il tuo team, così ogni persona potrà contribuire suggerendo soluzioni alternative che magari non avevi preso in considerazione.
  3. Celebra successi e vittorie. Se tu e il tuo team state lavorando a un progetto di grande portata, prendi l’abitudine di celebrare le piccole vittorie e il conseguimento di obiettivi intermedi. Non dimenticare di riconoscere l’impegno dei tuoi dipendenti e di ringraziarli per il loro lavoro. In questo modo i membri del tuo team si sentiranno importanti, valorizzati e motivati.
  4. Incoraggia il tuo team a staccare completamente dopo l’orario di lavoro. Uno dei fattori di stress per gli impiegati è avere l’impressione di essere al lavoro anche al di fuori dell’orario d’ufficio. Questo avviene soprattutto perché, con smartphone e laptop aziendali, notifiche e email arrivano a tutte le ore. Incoraggia il tuo team a spegnere i telefoni e i computer di lavoro dopo una certa ora e, per dare il buon esempio, non inviare ai membri del tuo team email a mezzanotte o nel weekend. Staccare la sera e riattaccare l’indomani mattina aiuta il cervello a fare una distinzione tra i vari momenti della giornata e a non essere sovraccaricato da informazioni e impegni.

I casi di burnout nel tuo team continueranno a esserci, è inevitabile. Ma tu puoi contribuire, con la tua guida, a migliorare l’ambiente di lavoro per i tuoi dipendenti, in modo da proteggerli il più possibile da livelli ingiustificati di stress. In Accademia della Felicità crediamo che essere felici nel luogo di lavoro non sia un’illusione e che, al contrario, sia un’esigenza sempre più concreta. In quest’ottica desideriamo formare i leader del futuro che abbiano un approccio nuovo al concetto di leadership. Vieni a scoprire i nostri servizi per le aziende. Ti aspettiamo in AdF!

Francesca Zampone

Autore: Francesca Zampone

Nel 2011 sono stata chiamata da Marco Bonora per contribuire alla fondazione di Accademia della Felicità. Sono Coach dal 2005 e mi occupo di Career Coaching e Talent Management dallo stesso anno. Mi sono occupata a lungo di Diversity e Change Management in ambito risorse umane fino a diventare la responsabile risorse umane della mia casa discografica del cuore. Negli ultimi anni mi sono specializzata in Coaching delle relazioni e ho sviluppato un sito dedicato alle mie attività personali: www.francescazampone.com. Vivo e lavoro a Milano, ma Londra è la mia città del cuore. Sono appassionata di comportamento umano, musica, letteratura, cinema.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.