Vivere (felice) con un narciso

Si può avere una relazione felice con una persona egocentrica e totalizzante? È quello che si sta chiedendo Chiara, che dopo 12 anni vissuti tra alti e bassi con il suo amore, forse riuscirà a coronare il suo sogno (a patto che riesca a mettere in atto un paio di strategie di difesa).

È difficile ammettere di essere una donna che ama troppo, di soffrire di dipendenza emotiva. Io ho provato a risolvere i miei problemi da sola, ma non sono riuscita. Avevo letto del corso per Donne che amano troppo di Francesca, ma pensavo di non aver bisogno di aiuto, di riuscire a farcela da sola. Ovviamente non è successo.

Ho una relazione difficile da ben 12 anni.

Fino a qualche mese fa pensavo di essere io il problema, di non saper gestire la mia emotività. Ho sempre pensato di essere eccessiva, di non sapermi controllare, di non andare bene per lui… Questo perché ogni volta che litighiamo si innesca una dinamica di scontro, che io non riesco a gestire.

È sempre stata una relazione molto conflittuale: ma se prima pensavo che fosse esclusivamente colpa mia, ora ho scoperto che la persona problematica è lui. È quello che viene definito un narciso: è un egocentrico e totalizzante.

All’inizio era una storia mordi e fuggi, non potevamo chiamarla neanche relazione. Ci cercavamo e ci lasciavamo. Allora eravamo entrambi sposati: ma a differenza sua, io ero molto coinvolta emotivamente. Per lui, avrei fatto di tutto. E infatti, così ho fatto, fino al punto di separarmi da mio marito. Per molto tempo siamo andati avanti a due velocità: io lo aspettavo, devota e innamorata, e lui fuggiva (da sua moglie).

Negli ultimi anni c’è stato un salto di qualità del rapporto: abbiamo fatto delle micro-vacanze, abbiamo passato tantissimi weekend insieme, e lui ha cominciato a farmi delle promesse per il futuro. Ora entrambi sosteniamo di essere molto innamorati, nonostante i ripetuti scontri e conflitti. I problemi emergono quando non vado incontro ai suoi desideri, quando mi sottraggo al suo controllo, perché come tutti i narcisi si considera il centro di tutto il mio universo, e reputa me responsabile dei nostri fallimenti.

Il percorso fatto con Francesca mi ha permesso di prendere atto di questa situazione, e di vederla con occhi nuovi. Lei mi ha aiutato a smontarla, a sezionarla. Ora ne vedo i limiti e ho capito i miei errori. Ma ho anche capito che il nostro amore è reale, sincero. E voglio dargli un’altra possibilità. Mi ha promesso che a settembre lascerà sua moglie e andrà a vivere da solo (non lo ha ancora fatto per colpa mia, dice…). Io sono disposta ad aspettarlo fino a quel momento. Voglio vedere cosa succede se possiamo amarci completamente, fino in fondo, senza filtri. E voglio vedere se veramente vuole costruire qualcosa con me.

Ma allo stesso tempo sto cercando di elaborare delle strategie di difesa, perché ho capito che vivere con una persona così sarà molto difficile. Dovrò costruire degli spazi per me, fuori dal suo controllo. La reputo una cosa molto difficile, perché sono una persona istintiva, che segue il cuore, e non sono capace di pensare e agire seguendo un disegno programmato. Eppure sono consapevole che non posso fare altrimenti, perché rischierei di farmi assorbire completamente, e perderei la mia autonomia, fino al punto di annullarmi.

Oggi mi rendo conto di aver fatto un grande percorso, in questi mesi. Prima, quando lui non c’era, mi deprimevo. Mi sentivo incompleta. E per lui, ho rinunciato a tante cose, tante opportunità. Ora, non sono più disposta a farlo. Sto imparando a essere felice anche da sola. Ho rimesso me stessa al centro dei miei interessi e dei miei desideri. Se lui c’è sono molto felice, ma se non c’è, sto bene lo stesso. E sono anche pronta a scoprire che potrebbe non essere l’uomo per me, con cui voglio costruire il mio futuro. Ma almeno potrò dire di averci provato, fino in fondo.

Sono felice del lavoro che ho fatto con Francesca, mi è servito molto. E mi ha aiutato a scoprire una grande verità: non sono sola. Molte altre donne come me vivono una storia d’amore tormentata, sofferente. E saperlo mi aiuta a sentirmi meno abbandonata, il mio fardello è un po’ meno pesante e io mi sento più ottimista.

 

 

Autore: Marco Bonora

Introverso, ingombrante, risvegliato a 40anni da coma lavorativo cerca disperatamente persone appassionate di qualsiasi cosa. Offro ironia caustica, soluzione problemi, creatività, cucina gourmande e musica indie/alternative. Astenersi perditempo

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