Sopravvivere, da single, a San Valentino

Questo titolo mi ricorda qualcosa…

… il mio articolo “Come sopravvivere al Natale”. Se abbiamo fatto nostri quei consigli per superare incolumi le feste natalizie non ci faremo certo spaventare da San Valentino. In fondo dura solo un giorno. Sarebbe stato più facile fosse stato super settimana e il lavoro ci avesse potuto impegnare la testa. Sto cercando di sdrammatizzare è evidente.
La prima cosa che mi viene in mente è una frase che ho letto e riletto più volte. La relazione primaria, quello più importante, quella che sarà per sempre, finché vivremo è quella con noi stessi. Chi ci dice allora che a San Valentino non possiamo festeggiare questa nostra relazione con noi stesse?

E’ la festa dell’amore? Se ci amiamo possiamo festeggiarci! Con ciò che più ci piace fare. E’ domenica, dunque potremmo dormire un po’ di più, svegliarci lentamente, dedicarci del tempo fra maschere e bagno caldo. Una lampada abbronzante? Perché no! Oppure mettendosi d’accordo con altre amiche single o con una di quelle che pur essendo fidanzate non sopportano questa festa definendola consumistica, decidere di andare a fare una gita fuori porta o andare alle terme o ad un bel brunch per poi guardare insieme un film o andare a fare shopping. Un’amica single ce l’abbiamo tutti. Sarà facile chiederle aiuto e complicità.

Più difficile chiederlo ad un amico maschio single. Non capirebbe. Loro, i maschi, non si fanno toccare da questo genere di feste. Anzi gli amici accoppiati guardano quelli single in queste giornate un pochino con invidia perché non devono accontentare nessuna fidanzata con sdolcinatezze che, diciamolo, a loro vengono poco naturali (di fatto spesso decidono di compiacere la fidanzata solo per quieto vivere) e perché possono seguire il calcio come sempre e senza nessun tipo di problema. Siamo noi donne che non siamo impermeabili alla festa degli innamorati come ancora ci fanno risuonare certe corde il ricordo delle fiabe di bambine ed è per lo stesso motivo che piangiamo come fontane davanti ai film romantici.

Il vero problema è che questa giornata ci ricorda che anche quest’anno, o forse quest’anno a differenza dei precedenti, siamo single e più degli altri giorni ci mettiamo in discussione, ci sentiamo sole ed abbandonate e pensiamo alle nostre pene amorose. Come uscirne da questi trip mentali? Intanto chiediamoci se questo periodo di solitudine lo stiamo sfruttando al meglio. L’avevamo mai sperimentata prima la singletudine? O sole, senza un uomo nella nostra vita è la prima volta che ci stiamo

Vivere da single, che sia prima di metter su famiglia o alla fine di una relazione, è un’ ottima opportunità di crescita. Necessaria per avere in seguito una vita soddisfacente anche e soprattutto nella sfera delle relazioni. La solitudine non è da vivere come una condizione immutabile alla quale doversi abituare o rassegnarsi. Non è una condizione da “sfigate” di cui vergognarsi o da rifuggire a qualsiasi prezzo, anche unendosi ad un uomo pessimo pur di non rimaner da sole con buona pace per la nostra autostima, dignità e valore. Smettiamo di associare l’idea della solitudine a quella di tristezza, isolamento e rifiuto. Star da sole può anche essere molto nutriente. Ci si può concedere il meglio senza preoccuparci di nessuno, senza scendere a compromessi per andare incontro a qualcuno.

Crescere indipendenti, autonome e realizzate, o rifocalizzarsi, ricentrarsi su di sé, dopo un periodo di crisi, trovando la propria strada giusta e non avendo bisogno di nessun altro per sentirsi complete, appagate, soddisfatte dalla vita, è la premessa per far funzionare, poi, un rapporto di coppia. Finché si è in uno stato di bisogno ed emotivamente non in equilibrio non saremo nella situazione giusta per trovare la persona giusta con cui condividere la vita.

Se saremo scontente, lagnose, insicure, bisognose attireremo persone sulla stesso nostra frequenza, uomini cupi, o dubbiosi e magari sempre alla ricerca di una fonte da cui attingere nuova energia. Se al contrario avremo trovato il modo per vivere felici in equilibrio con noi stesse, pronte ad affrontare la quotidianità con positività e spirito costruttivo il nostro sogno di condivisione prima o poi si avvererà. Essere persone che hanno imparato a sviluppare tutte le proprie potenzialità, a soddisfare i propri bisogni, a direzionarsi per realizzare i propri sogni, a scegliere la vita che si vuole vivere in pienezza ci porterà a trovare la persona giusta con cui condividere questa vita giusta per noi.

Il tempo di singletudine dunque è un tempo prezioso se vissuto in un certo modo, di profonda intimità con sé stessi per dare ascolto ai propri bisogni e alle proprie aspirazioni, chiarire i propri pensieri, fare scelte consapevoli, liberarsi dai condizionamenti e cogliere tutte le opportunità di sviluppo e di evoluzione per fortificarci e migliorarci. Star bene con noi stesse, trovare il proprio valore, realizzazione, costruire la propria felicità è il primo passo per star bene poi in coppia. Se riusciremo a creare il nostro personale benessere irradieremo luce che, come riflessa in uno specchio, si moltiplicherà e attirerà persone felici attratte da questa felicità. Il rapporto che ne uscirà sarà un rapporto arricchente, di crescita e non una relazione in cui ci si prosciuga per colmare dei vuoti e che implode su sé stessa.

Dunque usiamo il tempo che abbiamo tutto per noi per arricchire la nostra vita in tutte le sue dimensioni e in tutti i suoi ambiti affinchè sia vissuta in pienezza. La relazione di coppia è solo una delle dimensioni che abbiamo da vivere e di cui godere. Cerchiamo il nostro equilibrio interiore dandoci il permesso di essere ciò che siamo, libere dalla paura del giudizio degli altri e dal bisogno di approvazione. Diventiamo donne che amano la loro vita, piene di entusiasmo e così impegnate a viverla e a godersela che non hanno tempo per preoccuparsi delle opinioni altrui e nemmeno di criticare o invidiare la vita degli altri. Con una vita vissuta a 360° non avremo il tempo di rammaricarci di un passato non pienamente felice, perché dopo averne assorbito le lezioni avremo solo intenzione di prendere ciò che di buono arriva e, usando il nostro potere creativo costruiremo la strada che vogliamo percorrere. Crederemo in noi, ci rispetteremo senza perdere energie per spiegare agli altri che vogliamo essere rispettate.

Chi tenterà di violare i nostri confini sarà immediatamente ignorato o allontanato. Solo chi vale merita il nostro tempo e le nostre attenzioni. E finchè non troveremo qualcuno di pregevole sapremo che la nostra vita è così piena e di valore da non sentirci manchevoli di niente. Non sentiremo certo di essere a metà in cerca di qualcuno che ci completi. Faremo entrare nella nostra vita qualcuno di altrettanto spessore per la felicità di condividere con lui la nostra affascinante interezza, unica e speciale. Teniamo sempre alta la voglia di imparare cose nuove. Manteniamo vivi tutti i nostri interessi e passioni che sono il nutrimento per la nostra anima. Tutto ciò ci farà sentire appagate e soddisfatte.
E S. Valentino non avrà più tutta questa importanza.

 

Giusi Ferrario

Autore: Giusi Ferrario

Nata a Milano nel 1966, due figli oramai grandi. Psicopedagogista di professione, poi mamma a tempo pieno e Manager dell’azienda Famiglia, poi periodo di tilt totale e di ricerca del mio senso della vita ed infine approdata in Accademia della Felicità, dove trovo la mia giusta dimensione. Nonostante le unghie laccate di rosso e i vestitini trendy sono un maschiaccio: amo sciare, camminare con zaino in spalla in montagna, faccio tutto in bici, mi rilasso nuotando, canto i coretti ed insulto gli arbitri alle partite dell’Olimpia, adoro i cani. Mi occupo di Macrobiotica e di Metamedicina. Ridere e stare con gli amici sono le mie migliori medicine.

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