Quello che ho imparato dell’intimità ballando tango

Confesso che da dieci anni circa spesso la sera guido fino a strade non troppo conosciute, prendo un paio di scarpe da ballo, che ho sempre in macchina, entro in locali spesso poco illuminati e comincio a ballare tango. L’ho conosciuto per caso: all’inizio era solo una di quelle mille cose che volevo imparare ma una volta provato non ho più smesso. Io, che sono una che si annoia molto velocemente, continuo imperterrita da dieci anni. Cosa rende il tango tanto speciale e perché dico che ballandolo si impara tantissimo sull’intimità, sul contatto fisico e sull’abbraccio?

Se avete mai visto una coppia ballare un tango, non quello da esibizione, ma quello che si balla ancora oggi per strada, avrete notato che è come se i ballerini fossero sincronizzati, come se uno seguisse esattamente i movimenti dell’altro. Non ci sono passi da imparare a memoria, è tutto improvvisato seguendo il ritmo della musica: come fanno? Il segreto è uno solo: la connessione. Mentre le gambe si muovono il petto deve essere sempre in connessione con l’altro, non perderlo mai. Bisogna ascoltare quello che l’altro ci vuole proporre, senza parlare. Bisogna prendersi cura dell’altra persona perché non vada a sbattere durante la danza, perché si senta accolta, perché riesca a esprimere se stessa. Bisogna seguire quello che l’altro propone, senza prevaricare, senza imporsi, solo ascoltando e muovendosi a tempo. Bisogna avere il coraggio di abbracciare l’altro e guidarlo e dall’altra parte bisogna avere la sensibilità di lasciarsi guidare.

Avrete anche sicuramente notato che i ballerini ballano abbracciati. Abbracciare un’altra persona è un atto che ci sembra molto semplice ma è in realtà molto intimo: il segreto di chi balla tango è tutto lì. Si prova a essere generosi e sensibili allo stesso tempo, per guidare i passi e sentirli. Si impara a essere vulnerabili, perché si rimane attaccati a un’altra persona, spesso sconosciuta. Si impara a occupare il proprio spazio, senza invadere quello altrui ma anzi accogliendo l’altro nel proprio. Si imparano a superare certi imbarazzi o paure: sarò troppo bassa, troppo alta, troppo pesante, troppo leggera, troppo rigida, troppo morbida? Vi posso assicurare che ballano persone di ogni tipo e ognuno a suo modo trova la sua dimensione e si diverte.

La prima cosa che bisogna imparare comunque è ad avere una certa stabilità, equilibrio e armonia, prima di tutto con il proprio corpo. Si parte sempre da noi stessi, per poi donare all’altro quello che abbiamo scoperto, perché il tango si balla rigorosamente in due. Poi si impara a scoprire quello che piace di più: se essere abbracciati strettamente oppure no, se amiamo il ritmo o la lentezza, se ci piace ballare a occhi chiusi o aperti, se ci piace giocare e introdurre un po’ di variazioni o se siamo amanti della simmetria e della semplicità. Ci sono musiche e ballerini per ogni nostro gusto, anche se lo cambiamo. Possiamo comunicare i nostri gusti anche senza parlare, solo con il corpo: vale la semplice regola del ”non fare agli altri quello che non piace a te per primo”. Non stringere se non ami il contatto stretto, ad esempio. Ma le cose più divertenti accadono quando siamo disposti a uscire un pochino dalla nostra zona di comfort e se il partner ci trascina in una danza veloce mentre noi non amiamo quel tipo di ritmo, proviamo ad assecondarlo un po’, per la curiosità di imparare qualcosa e per il gusto di divertirsi insieme.

Ballare tango vuol dire anche prendersi cura di se stessi: non troverete praticamente mai ballerini ineleganti, non perché siano snob o perché ci sia una selezione all’ingresso, ma perché vuol dire avere rispetto del proprio corpo e offrirsi agli altri nella nostra versione migliore. Una volta nella sala da ballo, i ballerini si cambiano le scarpe e si scelgono a vicenda senza parlare, con un sottile gioco di sguardi: anche far capire agli altri cosa vorremmo fare e con chi solo con gli occhi senza usare la scorciatoia delle parole è una capacità che si impara, con l’esercizio e il tempo.

Insomma, quello che il tango insegna è conoscere il proprio corpo, amarlo e essere disposti a regalare un po’ di sé all’altro, ad ascoltare e a divertirsi insieme. Non poco.

Francesca Saracino

Autore: Francesca Saracino

Milanese per nascita, biologa per passione, viaggiatrice per indole, sono da sempre interessata a capire come funzionano la vita e la mente e a mettere a disposizione degli altri tutto ciò che imparo, leggo o scrivo. Ho frequentato il mondo accademico per dieci anni e poi quello farmaceutico. Ho lasciato l’azienda e ho deciso di diventare una coach professionista, per accompagnare altre persone lungo la strada della realizzazione dei propri sogni e dei propri obiettivi.

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