Apologia della Zitella

Mi chiamo Valentina non perchè qualcuno della mia famiglia fosse devoto al Santo dell’amore, ma perchè mia madre era profondamente legata ad una zia un pò Maga e tanto Zitella che portava questo nome e che poco prima di morire le preannunciò che io sarei arrivata a breve, strappandole la promessa di chiamarmi come lei. Quando la profezia si avverò, il destino del mio nome era già segnato.

Credo sia anche per questo che, nel profondo del mio cuore, io sono e resto una romantica Zitella. So che questa definizione potrà far storcere il naso a molte delle donne che credono che questa sia una parola desueta, con una connotazione negativa e che sarebbe meglio usare la più moderna e socialmente elegante definizione di single, ma io sento il profondo desiderio di provare a scrivere una “Apologia della Zitella” per tutte le Valentina e le donne che passeranno un giorno di San Valentino in compagnia di se stesse.

Cresciuta a pane e Principe Azzurro, ho passato gran parte della mia prima giovinezza a escogitare il modo per trovare qualcuno che fosse disposto a infilarmi al piede la scarpetta di cristallo o che con un bacio mi risvegliasse dal sonno profondo dell’esistenza, che mi passava davanti senza che io me ne accorgessi fino in fondo. Ogniqualvolta incontravo un ragazzo la mia fantasia era subito pronta a mettergli sulle spalle un bel mantello e munirlo di cavallo bianco, convinta che lui fosse finalmente quello giusto, capace di liberare la principessa che abitava in me e regalarmi il meritato lieto fine.

Ovviamente il prescelto non era mai il vero Principe e così finivo per trovargli innumerevoli difetti e condurre la storia verso un finale diverso da quello che tanto desideravo. Questo mi ha sempre provocato due diverse sensazioni: quella di essere inadeguata per una storia d’amore e quella di non poter trovare il Principe Azzurro giusto per me. Vivevo questo eterno paradosso, più desideravo incontrarlo e più incontravo soggetti deludenti che non solo cadevano da cavallo ma si spezzavano pure collo e gambe facendomi sentire in colpa per l’accaduto.

Per anni mi sono sentita sbagliata quando le mie amiche si fidanzavano, si sposavano, diventavano madri e io mi ritrovavo a star bene sola sul mio divano il sabato sera a guardare un vecchio film. Mi ci sono voluti tanti incontri, oroscopi, meditazioni per capire che essere Zitella è uno Status dell’Animo che può rendere felici molte donne che non hanno ancora incontrato qualcuno con cui condividere la propria vita.

Essere Zitella non è arido ma sexy, perchè porta a riscoprire la parte di noi che sta bene con se stessa, che osa, che si diverte a coltivare i propri spazi. Essere Zitella non significa essere sola ma significa essere capace di stare da sola e di dedicarsi quell’amore che ogni persona ha il diritto di rivolgere a se stessa. Prima di dichiararmi apertamente Zitella proiettavo verso l’esterno tutto il mio amore perchè volevo che qualcuno mi confermasse che ero brava ad amare e quando queste conferme non arrivavano, mi sentivo un fallimento.

Dopo la mia presa d’atto ho deciso che in quanto Zitella potevo amarmi, come, dove e quanto volevo e così sono diventata più capace di amare, perchè non ho avuto bisogno di conferme da parte di nessuno. Da Zitella ho imparato a coltivare l’arte della leggerezza perchè è divertente guardare le facce che le persone fanno quando alla domanda “Sei fidanzata?” rispondo “Felicemente Zitella, grazie”.

Come Zitella ho coltivato il mio lato femminile, molto di più di quanto facevo da fidanzata e ho scoperto un mondo al femminile, fatto di storie di coraggio e audacia che mi hanno fatto diventare una Zitella matura e consapevole. Come Zitella mi sono anche innamorata e ho avuto storie in cui ho portato la mia indipendenza, il mio sorriso e la mia dolcezza. In queste storie ho sperimentato la possibilità di vivere l’amore lasciandomi andare a un sentimento che prima, preoccupata del risultato come se l’amore fosse una gara, non riuscivo a vivere fino in fondo. Così quando queste storie sono finite, non mi sono sentita inadeguata ma felice di aver amato a modo mio. Come Zitella ho imparato a conoscermi nel profondo, a rispettarmi e pure a non sopportarmi nei giorni di Luna Piena e ormoni impazziti, in cui ogni donna è irrimediabilmente un’acida Zitella!

Per tutto questo mi auguro che al mondo ci siano tante Zitelle felici, capaci di sorridere e di desiderare l’incontro con la persona giusta perchè consapevoli di essere giuste anche così: in compagnia di loro stesse, con una scatola di cioccolatini a forma di cuore, uno splendido mazzo di fiori e una vita piena d’amore per se stesse.

Autore: Valentina Bergamante

Sono nata il 13 maggio del 1979, Toro con ascendente in Ariete, il che significa che sono romantica, morbida, golosa e nello stesso tempo determinata, libera e focosa. Conosco bene la chimica ma quella che più mi appassiona è la chimica delle emozioni, che qui in Accademia vivo, investigo e riconosco. Amo la vita e la mia passione sono le parole, con le quali gioco e condivido quello che sento, e le torte di mele che preparo con amore ogni volta che ho il bisogno di sentire quel profumo che è fra tutti il mio preferito.

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