In amore, ho imparato a mettere prima di tutto me stessa

Ecco la storia di Giorgia, 41 anni, una donna autonoma e realizzata nel lavoro, che però nel rapporto con gli uomini non riusciva ad avere delle relazioni paritarie. Per paura di perderli, dava tutta se stessa, senza riserve. Con il coaching ha riscoperto il suo valore, e ha imparato a mettere dei paletti e a scegliere se stessa, prima di tutto.

È stata un’amica a portarmi in Accademia, una sera. C’era l’incontro gratuito: Porta un sogno o un’amica e lei ha portato me. Aveva insistito perché per lei era stata un’esperienza molto utile e pensava lo sarebbe stato anche per me. Quando mi sono trovata lì, ero molto scettica. Francesca proponeva un metodo che ci avrebbe aiutato a realizzare i nostri sogni, ma io non ci credevo.  Eppure, nonostante la diffidenza, sono rimasta incuriosita e ho deciso di provare a fare coaching. Ho iniziato il primo ciclo di incontri, che poi sono diventati due.

Il tema che abbiamo affrontato riguardava la mia vita privata, che è stata abbastanza travagliata: tutte le relazioni importanti che avevo avuto, da mio marito a quelle con altri partner, erano finite in modo brusco. Da un giorno all’altro, in modo del tutto inaspettato per me, ero stata lasciata. Sapevo che c’era un nesso, nonostante fossero uomini molto diversi fra loro, ma non riuscivo a trovarlo. Era colpa mia, mi chiedevo? Non capivo quale fosse la causa, ma ne sentivo il peso della responsabilità e volevo risolverlo. Anche perché su tutti gli altri fronti, mi sentivo una donna soddisfatta: avevo raggiunto i miei obiettivi ed ero realizzata.

Francesca mi ha guidato in un percorso a ritroso, per ricostruire le fila delle mie relazioni con l’universo maschile: prima quelle familiari (mio padre, mio fratello) e poi quelle con i miei partner. Alla fine del primo ciclo di coaching, è emerso che degli elementi tornavano nel mio modo di pormi verso gli uomini, e alla base il problema era la mia autostima. Ho sempre avuto compagni molto affascinanti, di successo, e io non mi sentivo alla loro altezza. Per paura di perderli, mi davo troppo, senza preservare uno spazio per me. Facevo miei i loro interessi, le loro priorità e le loro esigenze. Da un lato io mi annullavo, dall’altro loro davano per scontata la mia presenza. Fino a stancarsi e decidere di lasciarmi. Rileggendo la mia storia, mi sono accorta che anche il mio matrimonio era finito per la stessa ragione: io pensavo e facevo tutto per due. E lui era assente, totalmente focalizzato sulla sua carriera, che nel frattempo migliorava.

Il coaching mi ha permesso di ricentrarmi su di me, di capire il mio valore e l’importanza di dedicare del tempo a me stessa. Oggi ho capito che la mia natura mi porta a darmi totalmente: lo faccio con mio figlio, lo faccio nel lavoro. Ma se in questi ambiti ho un ritorno, in amore ho capito che devo attuare delle tecniche di autodifesa, per proteggermi. Ho imparato a mettere dei paletti, non voglio più farmi annientare. Di fronte un uomo penso: se ci sei, sono più felice (se mi ami e mi apprezzi), ma se non ci sei, va bene lo stesso. Sei UN elemento della mia vita, non sei l’unico sole attorno cui ruota tutto. Ho altro. Non sono diventata un’altra persona, ma ora mi so proteggere, perché mi voglio bene e la mia vita ha la priorità. E poi, ho imparato che tutto passa, anche il dolore che pensavi ti avrebbe annientato. Sono sopravvissuta, e lo farò ancora.

Adesso ho una nuova relazione ed è un banco di prova: è una situazione complicata, perché lui viaggia molto, ma mi rendo conto che in questo momento è un vantaggio. Mi permette di prendere le giuste distanze, di gestire la mia vita senza farmi travolgere dalla passione, di rimanere in equilibrio.

Se dovesse finire? Soffrirò, ma mi rimetterò in piedi. E non mi sentirò più responsabile per la fine della storia, non mi chiederò più dove ho sbagliato.

 

Incontri di Gruppo – Come superare la sofferenza amorosa

 

 

Autore: Marco Bonora

Introverso, ingombrante, risvegliato a 40anni da coma lavorativo cerca disperatamente persone appassionate di qualsiasi cosa. Offro ironia caustica, soluzione problemi, creatività, cucina gourmande e musica indie/alternative. Astenersi perditempo

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