Se vuoi essere creativo, devi sapere chi sei

Il percorso de La via dell’artista continua con il secondo capitolo del libro, dedicato alla definizione di sé e dei propri confini. Perché se vuoi davvero essere creativo, devi prima sapere chi sei.

Dopo averci spiegato che per diventare creativi non è mai troppo tardi, Julia Cameron ci accompagna in un percorso verso il recupero della nostra identità personale.

Dubitare di noi e del nostro percorso ci porta spesso ad auto-sabotarci. Quando intraprendiamo un viaggio di riscoperta della nostra creatività auto-sabotarci può significare far leggere a qualcuno le nostre pagine del mattino, oppure confrontarci apertamente con persone che in realtà sono tossiche per noi, perché la loro creatività è ancora bloccata. Quando queste persone si sentono minacciate dal nostro percorso finiscono col metterci il bastone tra le ruote facendoci anche sentire in colpa. Come possiamo “difenderci”?

Imparando a stabilire i nostri confini, partendo dalla profonda conoscenza di noi stessi. Per molti definirsi degli artisti è un problema: pensano che sia sintomo di arroganza. La Cameron invece ci dice che è esattamente il contrario. “Siamo arroganti quando rifiutiamo di riconoscere la nostra creatività“.

Per coltivare il nostro spirito creativo dobbiamo dimenticarci di quello che “dovremmo fare” e concentrarci su ciò che “vogliamo fare”. La conoscenza di sé ci aiuta a chiarire quali sono i nostri desideri e bisogni profondi, e ad assecondarli nella nostra ricerca della strada verso la creatività.

Vivere una vita creativa significa vivere nel presente, gioire nel qui e ora, connetterci con noi stessi dando senso a quello che proviamo e desideriamo.

Esercizi per fare pratica

Tra gli esercizi proposti ne La via dell’artista quelli che ci aiutano a conoscerci e a entrare in connessione con noi stessi sono questi:

  1. Fai una lista delle 5 attività principali che hai svolto questa settimana. Domandati quanto tempo hai dedicato a ciascuna di esse e poi chiediti: erano cose che volevo davvero fare o che pensavo di dover fare? Quanto tempo hai investito pensando di aiutare qualcuno e ignorando completamente i tuoi reali desideri?
  2. Fai una lista delle 20 cose che ti piace fare e domandati quando le hai fatte l’ultima volta. Probabilmente è passato molto tempo, vero? Allora tieni la l’elenco a portata di mano per i tuoi prossimi “appuntamenti con l’artista”.
  3. Prova una speciale versione de La ruota della vita, un esercizio utilizzato molto nel coaching per identificare le aree di miglioramento su cui lavorare. Prendi un foglio e disegna un cerchio da dividere in sei spicchi che rappresentano la tua spiritualità, l’attività fisica, il tempo dedicato al gioco, il tuo lavoro, le tue amicizie e lo spazio per l’amore e l’avventura. Colora ogni spicchio fino a un certo punto, per indicare il tuo livello di soddisfazione in ogni ambito. E poi decidi su quale aree è bene che ti concentri visto che il livello di soddisfazione è troppo basso.

Come ogni settimana il percorso de La via dell’Artista suggerisce di continuare a scrivere Le pagine del mattino e a organizzare l’Appuntamento con l’artista.

Come è andato il mese scorso? Hai scritto tutte le mattine? Cosa hai scoperto su di te? Cosa hai fatto quando hai dato appuntamento al tuo artista? Come ti sei sentito.

Tieni traccia delle tue risposte sul tuo quaderno e continua a lavorare alla tua “guarigione creativa” facendo gli esercizi suggeriti sopra. Ci ritroveremo qui sul blog il mese prossimo con il terzo capitolo.

Micaela

Autore: Micaela Terzi

Business Coach, imprenditrice seriale, startupper, esperta di comunicazione, journaling e scrittura. Vado pazza per la cancelleria, adoro il K-pop e poche cose mi rendono felice come viaggiare (se poi è per andare a New York, meglio ancora). Sono diventata una Coach dopo aver frequentato il Master in Coaching di ADF, e ho così fatto diventare la mia passione per la formazione e per la trasformazione delle vite e dei progetti degli altri un lavoro.

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