Ritrova la compassione

Il bisogno di essere grandi artisti ostacola la possibilità di essere artisti.

Julia Cameron nel suo libro La via dell’artista  ci mette in guarda dalla nostra tendenza a considerarci realizzati creativamente solo nel momento in cui abbiamo un pubblico ad applaudirci. In realtà possiamo affermare e coltivare la nostra creatività anche senza il plauso di nessuno, solo per il piacere di farlo.

La paura rischia di impedirci di realizzare il nostro reale talento creativo: sta a noi impegnarci per recuperare la compassione verso il nostro artista interiore, che è lì ad aspettarci, pronto a mostrarci il nostro potenziale.

Essere degli artisti richiede entusiasmo: dobbiamo essere motivati a sufficienza da abbandonarci al processo creativo. Ma numerosi “pericoli” sono in agguato. A volte ci sentiamo bloccati e consumiamo molta della nostra energia nel rimpianto, nel dolore, nell’indivia e nel mettere in dubbio noi stessi. Pensiamo solo in termini di grandiosi obiettivi, dimenticandoci che invece dobbiamo procedere un passo alla volta. La nostra paura può essere tanto del fallimento quanto del successo: vogliamo diventare grandi artisti per una sorta di riscatto nei confronti di chi ci ha sminuto o ci ha detto che non avevamo le carte in regola per farcela, ma non ci accorgiamo che così facendo stiamo bruciando le tappe. D’altro canto il successo può intimorirci perché arriviamo a pensare che “arrivare” ci toglierà ogni briciolo di creatività e voglia di fare, o ci isolerà dagli altri. E in fondo fare le vittime è più facile che cogliere dei rischi.

Dobbiamo ricordarci invece che la nostra energia creativa è radicata nel gioco, e che una carriera creativa di successo si costruisce anche attraverso i fallimenti e passa da delle richieste d’aiuto. Non siamo soli – e non dovremmo esserlo – quando ci dedichiamo alla nostra arte.

Quando hai a che fare con un nuovo progetto e ti senti bloccato, prova a domandarti:

  • provo risentimento nei confronti di questo progetto?
  • sento paura?
  • provo rabbia nei confronti del progetto o di qualche persona connessa ad esso?
  • che cosa ci guadagno a non intraprendere questo progetto?

Esercizi per ritrovare la compassione

  1. Immagina di avere raggiunto il tuo obiettivo. Descrivilo neii dettagli utilizzando la prima persona e il tempo presente. Poi leggi ad alta voce quello che hai scritto, ogni giorno. Durante la settimana raccogli alcune tue foto e combinale con altre immagini tratte dai giornali, realizzando un collage che descriva la scena in questione. Ricordati: vedere è credere
  2. Fai una lista dei tuoi obiettivi creativi per quest’anno, poi per questo mese, infine per questa settimana
  3. Individua una situazione in cui hai fatto dietrofront, poi altre tre. Infine prova a pensare a quella che ti ha quasi ucciso. Perdonati per tutti i tuoi fallimenti e scrivi una lista personalizzata di affermazioni che ti aiuteranno a fare meglio in futuro. Con gentilezza, valuta se qualcuna delle cose che hai abbandonato può essere recuperata e prova ad “aggiustarla”. Prendi nota delle tue resistenze.
  4. Scegli un totem, un oggetto verso cui provi un istintivo affetto e senso di protezione. Dagli un posto d’onore e onoralo evitando di bastonare il tuo bambino-artista.

Questo articolo fa parte di una serie di post dedicati ai capitoli de La via dell’Artista: se ti sei perso i precedenti li puoi leggere qui:

Micaela

Autore: Micaela Terzi

Business Coach, imprenditrice seriale, startupper, esperta di comunicazione, journaling e scrittura. Vado pazza per la cancelleria, adoro il K-pop e poche cose mi rendono felice come viaggiare (se poi è per andare a New York, meglio ancora). Sono diventata una Coach dopo aver frequentato il Master in Coaching di ADF, e ho così fatto diventare la mia passione per la formazione e per la trasformazione delle vite e dei progetti degli altri un lavoro.

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