Ricarica le batterie per non arrivare a fine anno a corto di energie

È gennaio, tempo di buoni propositi che, come ogi anno, cadranno nell’oblio nel giro di pochi giorni. Ma è anche tempo di programmazione, di obiettivi, di to-do list lunghissime. Durante le festività natalizie, se siamo stati fortunati, abbiamo avuto la possibilità di riposare e di dedicarci all’ozio creativo e questo ci fa sentire in vena di conquistare il mondo. L’entusiasmo è importante, ci spinge avanti, non lo nego. Il problema è che si “sgonfia” facilmente. Vorrei che tu facessi un passo indietro e ripensassi a come ti sentivi qualche settimana fa, poco prima di Natale. Provo a indovinare: eri completamente a corto di energie, come un fiume in secca. È normale sentirsi così a fine anno? Diciamo che in parte è fisiologico e in parte è frutto di una cattiva gestione delle tue riserve di energia. Per questo motivo parliamo proprio a gennaio di come ricaricare le energie: così potrai inserire nella tua pianificazione le azioni migliori per avere durante tutto l’anno livelli sufficienti di vitalità, che possano supportarti nelle tue giornate.

Perché è importante avere riserve energetiche sufficienti

Forse il termine “energia” è un po’ generico ma credo sia efficace a capire di cosa stiamo parlando. Quando le nostre energie calano, ci sentiamo stanchi, demotivati, con il morale a terra, privi di voglia di fare, di esplorare. Il nostro orizzonte si riduce alla giornata lavorativa, smettiamo di essere lungimiranti, di guardare al futuro perché ci sentiamo sopraffatti da tutte le cose da fare. Questa situazione può provocare stress e ansia. E dallo stress cronico al burnout il passo è breve. Al contrario, quando il nostro “serbatoio energetico” è pieno, siamo capaci di affrontare le nostre giornate con uno spirito propositivo, cogliamo le sfumature delle situazioni, proviamo gratitudine, ridimensioniamo i problemi e troviamo loro soluzioni creative, abbiamo voglia di sorridere e di stare con gli altri, siamo animati da curiosità e spirito di ricerca.

Non in tutte le fasi della nostra vita abbiamo bisogno dello stesso tipo di energia. Alcuni “vampiri energetici” che possono presentarsi a fasi alterne:

  • Attività fisiche o stancanti, come lavori veri e propri ma anche allenamenti troppo intensi
  • Attività mentali, come rimuginare troppo sulle cose o avere eccessive preoccupazioni
  • Stimoli sensoriali, come quando si resta per troppe ore davanti al monitor di un pc o dello smartphone
  • Carichi emotivi, come i sensi di colpa o l’incapacità di dire di no a richieste altrui.

Impara a riconoscere i segnali

Ricordati che è molto importante imparare a riconoscere i segnali. Alcuni dei segnali più frequenti di uno stress eccessivo possono essere:

  • dormire troppo o troppo poco
  • perdere slancio e motivazione sia al lavoro che nella vita privata
  • avere difficoltà di concentrazione
  • essere eccessivamente irritabili
  • usare cibo, alcol, shopping come comfort
  • avere malesseri fisici ricorrenti, come mal di testa o mal di stomaco.

Sono segnali che, presi singolarmente, non destano preoccupazioni. Tuttavia, se ti rendi conto di sperimentarne diversi per lunghi periodi, chiediti da quanto tempo sei sotto pressione e comincia a rallentare. Ricarica le tue energie nutrendoti di tutte quelle azioni che ti fanno stare bene. Hai un anno davanti, comincia oggi a preservare i tuoi livelli di energia.

Parti da un esercizio di consapevolezza: cosa drena le tue energie?

Come si fa, allora, a non restare a corto di energie? Quali azioni puoi compiere per arrivare a dicembre di quest’anno in piena forma? Il coaching ci insegna che il primo step è partire da un esercizio di consapevolezza. Non esistono, infatti, azioni giuste in assoluto ma azioni giuste per te, per la tua personalità e il tuo stile di vita. Prova a riflettere: quali sono le attività o le circostanze che drenano le tue energie? Quali, invece, quelle che sono in grado di ricaricarti?

  • Dividi un foglio a metà.
  • Da una parte scrivi l’azione che ti toglie energia e, nella colonna accanto, il suo “antidoto”, ossia le azioni che contribuiscono a ricaricarti nell’immediato con energie nuove.

Ti faccio un esempio. Supponiamo che partecipare tutti i giorni a meeting di lavoro su Zoom sia per te estenuante. Magari l’antidoto alle Zoom call potrebbe essere fare una breve passeggiata nel parco vicino a casa. Non per tutti le soluzioni sono le stesse. Per qualcun altro con un problema simile l’anti-stress potrebbe essere prendersi mezz’ora in solitudine per leggere un buon libro. Oppure, ancora, la soluzione potrebbe essere diversa a seconda del tuo umore. In questo caso potrebbe tornarti utile scrivere accanto al problema una serie di possibili opzioni per rimediare.

Questo esercizio serve a inserire nella tua to-do list degli spazi di ricarica accanto ad attività drenanti. So che può sembrare macchinoso e poco pratico. In realtà non c’è bisogno di sconvolgere le tue giornate. Spesso per riequilibrare i livelli di energia bastano 5 o 10 minuti.

La chiave è creare una routine positiva

Il punto non è eliminare le attività che drenano energie. Certo, in un mondo ideale sarebbe il top ma sappiamo che ci sono responsabilità a cui non possiamo sottrarci. Il focus dovrebbe essere quello di stabilire una routine rinvigorente che affianchi tutte le incombenze in qualche misura spiacevoli. La chiave di volta è rendere le azioni che ti caricano di energia positiva un’abitudine, quasi un automatismo. Per tornare all’esempio dei meeting su Zoom, se sai che avrai una settimana piena di appuntamenti online, distribuirai nelle tue to-do list le soluzioni che hai trovato nell’esercizio precedente. Viste nell’ottica di ricaricare le energie, non le percepirai come perdite di tempo, capricci o lussi ma quasi come azioni “salvavita”. A queste azioni dovrai aggiungere un periodo di stacco totale, idealmente il weekend, in cui non svolgerai alcuna attività che ti crei stress emotivo. Questo implica che, se è necessario, tu debba avere un dialogo aperto con il capo, il partner, i familiari per fare in modo di preservare i tuoi momenti di ricarica. Sto parlando di stabilire dei confini chiari con le persone che, a vario titolo, sono “demanding” nei tuoi confronti.

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Francesca Zampone

Autore: Francesca Zampone

Nel 2011 sono stata chiamata da Marco Bonora per contribuire alla fondazione di Accademia della Felicità. Sono Coach dal 2005 e mi occupo di Career Coaching e Talent Management dallo stesso anno. Mi sono occupata a lungo di Diversity e Change Management in ambito risorse umane fino a diventare la responsabile risorse umane della mia casa discografica del cuore. Negli ultimi anni mi sono specializzata in Coaching delle relazioni e ho sviluppato un sito dedicato alle mie attività personali: www.francescazampone.com. Vivo e lavoro a Milano, ma Londra è la mia città del cuore. Sono appassionata di comportamento umano, musica, letteratura, cinema.

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