Regalati il permesso

Ci stiamo avvicinando alle feste, e mai come quest’anno il tempo sembra volare. Sarà per la severità con cui ci muoviamo che impedisce progetti, saluti, abbracci. La prospettiva di feste solitarie toglie senso allo scambio di regali, faticoso ma sempre magico. Si, perché il Natale più di ogni altra ricorrenza dà la possibilità di cogliere l’occasione: per ringraziare con un pensiero, fare quella telefonata che in altri periodi sembra senza giustificazione (“Sai, volevo approfittarne per farti gli auguri”), incontrarsi per chiudere l’anno con la consapevolezza di essere amati.

Forse per questo la parola che mi accompagna da qualche giorno è PRIVATO. Nel senso di intimo, personale, solitario. Ma anche di proibito, mancanza, divieto.

In un Natale dove le limitazioni sono davvero tante quello che ti vorrei regalare è il PERMESSO. Se è vero che siamo stati privati di una parte della nostra autonomia, possiamo ancora evitare di infierire su noi stessi con ulteriori paletti e proibizioni.

Regalati il permesso di far pace con il cibo

Nelle ultime settimane ho lavorato molto sui contraccolpi che subiamo quando ci ostiniamo a privarci del cibo che vorremmo mangiare, di quello che ci piace e ci rincuora ma che, per paura di ingrassare o per la vergogna di non dimagrire, decidiamo di chiudere nella lista nera di ciò che non è possibile concedersi.

Fare pace con il cibo e allentare la tensione di una relazione quotidiana che ci crea frustrazione e senso di colpa, vuol dire prima di tutto darsi il permesso incondizionato di mangiare.

Ti rassicuro subito: mangiare ciò che vuoi senza limitazioni di quantità o di qualità non vuol dire lasciarti tramortire dal cibo in barba alle sensazioni del tuo corpo, alla tua fame o al senso di soddisfacente sazietà.

Al contrario, puoi scoprire che dandoti il permesso di scegliere ciò che davvero ti piace molti cibi perdono il loro magico appeal e ti sembrano immediatamente normali. Finalmente un kiwi potrà avere lo stesso significato del cioccolato. Anche se non lo stesso sapore…

Quando sai che il cibo che mangi potrà essere sempre disponibile, anche se si tratta di una pizza o di hamburger e patatine, non dovrai farne scorta per paura o desiderio che sparisca in fretta. Se elimini la privazione puoi evitare il contraccolpo di tutto ciò che non ti concedi.

Lo so, fa paura. Legalizzare il cibo ti fa temere di non riuscire a smettere, ma scoprirai che quando è serenamente disponibile perde di fascino o quantomeno di urgenza.

Se stai pensando che ci hai già provato in passato, ti comunico che ogni volta che hai mangiato vaschette di gelato davanti alla tv mentre la colpa ti divorava, forse il tuo corpo non era a dieta, ma la mente era ancora concentrata sulla convinzione di doverlo essere, quindi non vale!

Questo PERMESSO non è autoindulgenza, ma rispetto. Per mangiare ciò che vuoi e godere della giusta soddisfazione è importante essere in connessione con il proprio corpo e percepirne le richieste, avere fiducia in esso e di conseguenza anche in se stesse.

L’autenticità delle tue sensazioni ti difende dai pensieri auto-ingannanti su cui spesso hai inciampato poiché costituiscono una delle trappole più insidiose della privazione. Prendiamo ad esempio la sindrome dell’ultima cena: quante volte hai salutato il cibo prima dell’inizio di una dieta con un banchetto infinito che ti lasciava gonfia e spossata? Hai davvero trovato la soddisfazione che cercavi o hai semplicemente reagito al pensiero di dover rinunciare a tutto ciò che ti piace per un tempo lungo e complesso? Oppure il pensiero di una volta nella vita, quando ti ritrovi a mangiare molto più di quanto ti possa godere davvero pensando che non può ricapitarti così facilmente. Anche nell’era del take away con delivery, quando puoi avere tutto il cibo del mondo a portata di click.

O il classico solo per questa volta, non posso dire di no, tanto ormai…

Queste non sono autorizzazioni, ma reazioni!

Essere liberi presuppone essere responsabili e trovare il proprio personale modo creativo per vivere le proprie scelte con autenticità e senza dogmi.

Dal momento che non potrai essere a contatto con tutte le persone che vorresti, regalati un vero contatto con te stessa e prenditi del tempo per stare insieme al tuo corpo.

Entra in contatto con te stessa

Puoi sperimentare l’ascolto iniziando da un piccolo spazio di solitudine in cui metterti comoda, in silenzio e senza alcuna forma di disturbo o distrazione. Metti due dita della mano dominante, indice e medio, sulla parte interna del polso opposto e senti il battito del tuo cuore. Prova un paio di volte per un minuto e conta le tue pulsazioni.

Ora fai qualche altro respiro e, tenendo le mani appoggiate delicatamente alle gambe, prova a sentire il tuo battito provenire direttamente dal tuo interno. Riesci? Lo percepisci in una o più zone in particolare? Sul petto, sul collo, nello stomaco. Se non puoi ancora sentire non è importante, riprova dopo qualche giorno. L’ascolto va allenato, soprattutto se sei abituata a vivere una vita molto piena e stressante.

Con la stessa pazienza, fiducia e attenzione puoi imparare lentamente ad ascoltare anche altri messaggi ed avere il tempo di chiederti: di cosa ho davvero fame?

Quando inizi a ritrovare il contatto con il tuo corpo è il momento di creare le tue Wellness intentions, le tue intenzioni di benessere: qualsiasi cosa sai che possa farti stare meglio ma senza coinvolgere il tuo peso attuale o desiderato.

Qui trovi dei suggerimenti per formularle insieme al tuo Action Plan. Prendi quelle che ti interessano o creane altre che facciano al caso tuo.

  1. WELLNESS INTENTION: Diminuirò le mie preoccupazioni
    ACTION PLAN: Preparerò una lista di attività che mi danno piacere e relax. Quando mi sentirò molto preoccupata sceglierò una di queste attività per sposare il mio focus e non restare ingabbiata.
  2. WELLNESS INTENTION: Mangerò più frutta e verdura
    ACTION PLAN: Presterò maggiore attenzione ai prodotti del supermercato e sceglierò la frutta e la verdura che richiamano la mia attenzione. Mi concederò il tempo di lavarli, tagliarli e preparare con calma perché sono alimenti vivi e bellissimi Quando frutta e verdura mi saranno offerti o li troverò disponibili li sceglierò se li vorrò, non perché dovrei o perché sono utili per dimagrire.

Ora è il tuo turno: scrivi le tue personali wellness intention e il tuo piano d’azione. Ricorda che puoi farlo più volte e ogni intenzione può diventare parte della tua vita. Oppure ti servirà quando la vita scorre senza che tu ne abbia consapevolezza per ricordarti le cose che ti fanno stare bene nel corpo, nella mente e nell’anima.

Ti auguro un Natale autentico e responsabilmente libero.

Ilaria Mandolesi

Autore: Ilaria Mandolesi

Abito a Milano da molti anni ma sono nata sul mare, a Porto San Giorgio. Dove torno per ritrovare la mia amata famiglia di donne favolose e un po' di me stessa. Ho 42 anni, che scritti sembrano molti di più. Vivo con mio marito e le mie tre figlie, che mi aiutano a mettermi in discussione e accettare il caos e la mediazione. Coach specializzata nell’Emotional eating, aiuto le donne a raggiungere il giusto atteggiamento mentale per guardare alla vita, al cibo, al proprio corpo con rispetto, gusto e fiducia, a liberarsi dal peso di pensieri continui su quello che si dovrebbe o meno mangiare, per ritrovare il piacere del gusto del cibo. Prendersi cura della costruzione di un ideale di bellezza che sia espressione dell’individualità di ognuno è un aiuto alla prevenzione di disagi e disturbi legati all’alimentazione. Prima di diventare coach, una Laurea in Scienze dell’educazione, l’incontro con il Counseling e la successiva specializzazione in Counseling Cibo e Salute. Un Master presso l’università di Pavia su Trattamento integrato multidisciplinare dei disturbi dell’alimentazione e della nutrizione. Il Diploma di Wellness Eating Coach e quello di Istruttrice di Wellness Walking, per aiutare le persone a riscoprire la piacevolezza del movimento.

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