Quando la tua immagine influenza la qualità della tua vita

Che rapporto c’è tra la tua personale percezione corporea e l’autostima?

Quanto ti lasci influenzare dalla misura del tuo girovita?

Sei un’inquilina soddisfatta del tuo corpo o vivi nell’incubo che gli altri si accorgano al primo sguardo della tua passione per la cioccolata?

Quanto la tua immagine influenza la qualità della tua vita?

Come ti vedi? Come vorresti vederti? Come ti piacerebbe che ti vedessero gli altri e come credi ti vedano oggi?

La rappresentazione mentale dell’aspetto fisico può essere definita da parametri puramente misurabili quali il peso, la taglia o la proporzionalità delle singole parti tra di loro. Tuttavia, ciò che risulta preponderante al fine costruire l’idea che abbiamo di noi stessi è l’atteggiamento di fronte allo specchio, costruito attraverso pensieri, sentimenti, credenze e valori che si mixano tra loro in maniera mai del tutto consapevole fino a produrre un cocktail talvolta micidiale per la propria autostima.

Quando infatti il gap tra quello che vorremmo vedere e ciò che in realtà troviamo è troppo grande, abbiamo una Body Image negativa che rischia di indurci a nutrire sentimenti di colpa e vergogna che escono dal corpo e invadono anche altre sfere della vita in cui crediamo di dover giustificare le nostre mancanze.

Questo accade perché il dialogo interiore resta incastrato nel loop dell’inadeguatezza, della scarsa volontà, della propensione alla sregolatezza e della difficoltà di esercitare un controllo efficace sulla cura del corpo e sull’alimentazione e ci poniamo nei confronti della vita con il capo chino di chi sente di aver già sbagliato. Spendiamo una quota consistente delle nostre energie quotidiane a cercare di imbrigliare la nostra fame, a costringere il nostro sedere in pantaloni di taglie scomode e ci giustifichiamo ogni volta che ordiniamo un dessert.

Un atteggiamento di questo tipo protratto nel tempo non solo abbassa la nostra autostima a livelli inaccettabili ma non ci consente di utilizzare le nostre risorse per qualcosa che ci renderebbe davvero felici e soddisfatti. E la qualità della nostra vita inevitabilmente ne risente.

Abbiamo sentito tante volte dire che la bellezza è un concetto che va al di là delle misure o di quanto ci comunica la bilancia, che i canoni estetici cambiano e che ogni epoca ha avuto i propri parametri di riferimento per cui una donna definita bella o in forma oggi, non sarà considerata tale domani.

Ma ci è toccata in dote quest’era, condizionata da filtri e perfezione a buon mercato, da prodotti dimagranti da mettere tutte le sere anche quando crolli dal sonno dopo una giornata faticosa e beveroni al gusto di millefoglie che promettono un futuro roseo e l’incontro con il principe verde come il colore della pelle dopo l’ennesima rinuncia.

E se smettessi semplicemente di lottare? Se ti guardassi un giorno allo specchio e dicessi al tuo corpo: “Da oggi non voglio più partecipare a questa sfida che fa del male ad entrambi. Lasciami libera di essere me stessa e io smetterò di volerti aggiustare a tutti i costi”?

Prova a chiudere gli occhi e a ripetere la frase: “Caro corpo, da oggi sei libero di essere come sei. Voglio curarti e non combatterti. Tu aiutami a vivere, a sentire le sensazioni, i profumi, la morbidezza della seta, il caldo del sole e il freddo dell’acqua. Il sapore aspro del limone e quello dolce della frutta matura. La confusione euforica di un vino ghiacciato”.

Concedi una tregua al tuo corpo

Una tregua! Forse di questo ha bisogno il corpo. E non solo lui.

Può sembrare complicato interrompere dall’oggi al domani la routine che per anni ci ha portato a spiare la nostra pancia allo specchio sperando di vederla diversa, di non vederla affatto. Ci sono persone che hanno il terrore di salire sulla bilancia e altre che lo fanno ogni volta che le passano di fianco. Molti fanno entrambe le cose in periodi alterni. Ma possiamo iniziare a fare qualcosa di concreto per migliorare il nostro rapporto con il corpo e di conseguenza la nostra autostima.

  1. Parti dalla tua personale narrazione, da quello che ti dici ogni giorno: smetti rivolgerti a te stessa in modo negativo, con odio, risentimento, vergogna, severità.
  2. Scegli in casa il tuo personale specchio dei complimenti e obbligati a trovare qualcosa di buono in te o nel tuo aspetto ogni volta che ci passi davanti.
  3. Fai una lista di cose per cui senti di poter essere grata al tuo corpo e riparti da lì: dalle sensazioni che hai provato l’ultima volta che lo hai sentito alleato e non avversario.

Avete litigato furiosamente per anni ma forse può essere giunto il momento di sotterrare l’ascia di guerra e trovare altre parole. Nuovi gesti.

Quando imparerai a modificare il tuo linguaggio e a soffermarti sul valore delle sensazioni che ti permettono di godere del mondo attraverso il corpo che tanto hai denigrato, forse anche i tuoi sentimenti cambieranno e ti sentirai leggera. Perché non provare?

Ilaria Mandolesi

Autore: Ilaria Mandolesi

Abito a Milano da molti anni ma sono nata sul mare, a Porto San Giorgio. Dove torno per ritrovare la mia amata famiglia di donne favolose e un po' di me stessa. Ho 42 anni, che scritti sembrano molti di più. Vivo con mio marito e le mie tre figlie, che mi aiutano a mettermi in discussione e accettare il caos e la mediazione. Coach specializzata nell’Emotional eating, aiuto le donne a raggiungere il giusto atteggiamento mentale per guardare alla vita, al cibo, al proprio corpo con rispetto, gusto e fiducia, a liberarsi dal peso di pensieri continui su quello che si dovrebbe o meno mangiare, per ritrovare il piacere del gusto del cibo. Prendersi cura della costruzione di un ideale di bellezza che sia espressione dell’individualità di ognuno è un aiuto alla prevenzione di disagi e disturbi legati all’alimentazione. Prima di diventare coach, una Laurea in Scienze dell’educazione, l’incontro con il Counseling e la successiva specializzazione in Counseling Cibo e Salute. Un Master presso l’università di Pavia su Trattamento integrato multidisciplinare dei disturbi dell’alimentazione e della nutrizione. Il Diploma di Wellness Eating Coach e quello di Istruttrice di Wellness Walking, per aiutare le persone a riscoprire la piacevolezza del movimento.

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