La marcia in più per realizzare il tuo talento (e dove trovarla)

Se coltivi e ti prendi cura del tuo talento, probabilmente il tuo obiettivo è ottenere il successo, qualsiasi sia il significato che tu attribuisci a questa parola. È facile a dirsi almeno quanto sfidante nella pratica.

Capita anche a te di pensare che per ottenerlo “servirebbe una marcia in più”, ossia un ingrediente magico che ti consenta di “riuscire”? Se ti vergogni un po’ sperando in una scorciatoia, in un “aiutino”, sappi che non c’è nulla di riprovevole in questo pensiero, anzi! Hai assolutamente ragione: chi ha successo può contare su una marcia in più.

Quale marcia in più serve al tuo progetto di talento? Dove puoi imparare a procurartela? C’è una scuola?

Purtroppo nelle scuole, anche in quelle di eccellenza, si insegna a sviluppare il talento “sulla materia” ma non si allena la capacità di attivare quella marcia in più che può fare la differenza. Per questo ad avere successo sono gli allievi che la marcia in più ce l’hanno innata. Gli altri, pur bravissimi, spesso si perdono dopo i primi tentativi, ripiegano su altro, lasciano perdere. A volte ci riprovano qualche anno più tardi quando l’esperienza li ha inevitabilmente resi più audaci.

Il quadretto che ho dipinto non è roseo, anzi se stai ricordando qualcosa che hai vissuto in prima persona può essere doloroso. Fa male pensare che, soprattutto quando eravamo giovani, avremmo dovuto trovare la forza di cercare quella marcia in più anziché aspettare che il nostro talento fosse accecante al punto di non poter essere ignorato.

Non c’è motivo di darti per spacciato. Ci sono almeno due buone notizie.

  • La prima è che “avere la marcia in più” è una materia che si può imparare;
  • La seconda buona notizia è che puoi riconoscerla e usarla anche prima di diventare vecchio!

Da dove puoi partire per capire quale può essere la tua speciale marcia in più?

Per prima cosa guardati intorno. Osserva e analizza la storia delle persone di successo che conosci, non solo i grandi esempi ma anche le persone più vicine a te. Steve Jobs è utilissimo per ispirarti, ma sicuramente il tuo compagno delle medie che ha vinto il premio che vorresti conquistare ha affrontato problemi più simili ai tuoi.

Questa osservazione necessita di un metodo che si riassume nella formula “guarda vicino con uno sguardo da lontano”. Devi analizzare qualcosa che è successo vicino a te con uno sguardo spogliato da pregiudizio, giudizio, affetto o emozioni. Si, hai capito bene! Devi tenerti lontano dall’invidia e dall’ammirazione per capire cosa ha funzionato senza cadere nel pensiero tipico del “è stato aiutato dallo zio” o, in positivo, “ha doti eccezionali”. A freddo devi stabilire cosa, al di là del talento, è stato il volano per realizzare l’obiettivo.

Dopo aver osservato, puoi concentrarti su te stesso e sul tuo progetto: quali fra quei punti potrebbero essere vantaggiosi per il tuo progetto? quali sono coerenti con i tuoi valori e con il tuo modo di essere?

A questo punto, avrai capito cosa serve al tuo progetto e devi lavorare per ottenerlo. Scoprirai che non è tanto complicato quanto avevi immaginato.

Sul tema del successo e delle leggi scientifiche che lo governano, Albert-László Barabási, direttore del Centre for Complex Network Research della Northeastern University di Boston ha scritto il saggio, La formula. Le leggi universali del successo. In questo testo interessantissimo troviamo un suggerimento: Invece di pregare che ci arrivi un colpo di fortuna, oggi abbiamo una scienza fondativa del successo che possiamo utilizzare per raggiungere obiettivi personali e collettivi. Anche se questa scienza è nuova, le leggi del successo non lo sono. Come tutte le leggi scientifiche, sono universali ed eterne.

Ecco alcuni spunti che arrivano direttamente dalla mia esperienza di talent coach e che voglio condividere con te.

  1. Non c’è vergogna e non c’è merito nella fatica, semplicemente è necessaria. Non ci crederai, ma questo è di solito il punto di caduta di moltissimi percorsi di realizzazione personale. Esiste nel nostro DNA un principio biologico di risparmio energetico che si riverbera nel nostro atteggiamento. Sono certa che in qualche occasione hai pensato che le persone che lavorano veramente tanto abbiano una propensione individuale alla fatica, insomma che gli venga naturale. Non è così. Semplicemente sono capaci di contrastare questa tendenza. Come possiamo contrastare l’istinto che ci porta ad evitare la fatica? Prova a lavorare duramente per un obiettivo piccolo e sfidante, magari non eccessivamente critico. L’impegno che metterai in questa attività sarà premiato dal risultato. Questo successo riscriverà almeno in parte il tuo codice emotivo e servirà a darti il segnale che impegnarsi a fondo è la strada per superare le difficoltà.
  2. Credi nelle tue idee e vai avanti per la tua strada Il contesto attuale in cui ci muoviamo è complesso, eppure hai la sensazione di aver trovato un’idea “che spacca”? Ho un solo suggerimento: seguila, fidati del tuo istinto. Le persone con cui ne hai parlato fanno mille obiezioni? Ti scoraggiano e ti mettono di fronte ai mille motivi per i quali la tua idea fallirà? Ringraziali, e ragiona attentamente su tutti gli spunti che ti offrono, ma non demordere. Potresti avere avuto l’idea che cambia il mondo o semplicemente una buona idea per il tuo livello di adesione e di motivazione. Questa convinzione sarà la marcia in più che è necessaria al tuo successo. Le storie di successo sono sempre storie di ostinazione.
  3. Ti serve un aiuto? Chiedi! La fortuna, quando si parla di successo, è la capacità di cogliere l’opportunità giusta al momento giusto. Esiste la sincronicità, ma non sempre ci puoi contare. Prova a individuare quale colpo di fortuna ti serve e vallo a cercare. Ti serve qualcuno che finanzi o dia visibilità al tuo progetto? Chiedi. Chiedere qualcosa è un atto di consapevolezza e assunzione di responsabilità. Una richiesta seria è rispettosa dell’interlocutore, esposta con chiarezza e perfettamente aderente al valore dell’obiettivo. La risposta è di solito più favorevole di quello che ti aspetti.

Pensi di non essere in grado di fare nessuna di queste cose? Non sei spacciato. Il Talent Coaching serve, tra le altre cose, proprio a ingranare la marcia in più o, come dice Barabási, a trovare “la vocazione in cui il vostro fattore Q si accorda ai vostri sogni” (Q sta per talento innato di ciascuno nel “trasformare un’idea in una scoperta” ndr).

Angela Salvatore

Autore: Angela Salvatore

La mia vita è un’entusiasmante camminata sul filo, alla ricerca dell’equilibrio tra la mia anima creativa e la mia parte più rigorosa, senza perdere mai di vista l’obiettivo dell’eccellenza. A sedici anni ho intrapreso il mio percorso nel teatro studiando e lavorando con artisti che hanno scritto la storia.
 Laureata in Storia del cinema, negli anni sono stata attrice, regista e autrice teatrale, ho condotto inoltre numerosi laboratori per adulti e bambini.
Qualche anno più tardi sono entrata in azienda, dove mi sono occupata a lungo di Communication e di HR, per approdare infine nel mondo dell’Information Technology. Attualmente sono responsabile di progetti internazionali in ambito di Intranet Business Application per una multinazionale.
 Dal 2015 sono PMP® (Project Management Professional) certificato presso il Project Management Institute. Nel 2016 ho frequentato il Master in Coaching di Accademia della Felicità: il coaching rappresenta il fil rouge della mia variegata esperienza, fatta di scrittura, teatro, conoscenza dei processi aziendali, il tutto all’insegna di un orientamento tenace e positivo ai risultati. Sono coach abilitato, ho 47 anni, vivo a Torino e la mia passione sono  le storie e l’arte del raccontarle. Amo i viaggi, la letteratura e il cinema.

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