Intelligenza Emotiva e Amore

“In amore vince chi fugge…”. Ma non è detto che chi fugge verrà rincorso all’infinito.

“Segui l’istinto, e troverai l’amore…”. Ma chi l’ha detto che l’istinto sia infallibile?

“In una coppia non servono le parole per capire cosa si prova…”. Allora perché abbiamo continuamente bisogno di conferme, di sentirci dire quanti siamo belli, gentili, amorevoli ecc?

Spesso ci ripetiamo queste frasi come veri e propri mantra, convinti che siano la bussola che ci condurrà a trovare l’eterno amore e l’anima gemella. In questo articolo cercherò invece di mostrarti che, contrariamente a quanto si crede, anche in amore (e nel sesso) ci si deve mettere la testa, oltre che il cuore.

Avevamo già parlato su questo blog di cosa significa essere emotivamente intelligenti: riconoscere le emozioni che si provano, individuare i sintomi che derivano da tali stati d’animo, interiorizzarne la conoscenza ed essere in grado di riconoscerli. Questo percorso di apprendimento è identico nell’ambito che stiamo trattando: si tratta di intraprendere un programma di educazione sentimentale, che invece della parola casualità ne preferisce un’altra che è un suo anagramma: la causalità.

In particolare, ci concentreremo sul rapporto tra l’amore idealizzato e l’amore nella vita di tutti i giorni, gli equivoci derivanti dal primo caso e il lavoro da mettere in pratica insieme nel secondo. Infine, ti proporremo alcuni suggerimenti per attuare una serie di riflessioni e azioni che possano risultare utili prima e dopo che avrai incontrato una persona che pensi possa essere un partner compatibile.

Un po’ di storia dell’amore

In passato i matrimoni erano fondati su tutto meno che sul legame sentimentale dei due coniugi: fra le famiglie aristocratiche era molto diffuso il matrimonio per convenienza, finalizzato a intessere alleanze e dinastie dal sangue nobile e purissimo. Anche col tramonto di questa classe sociale e l’avvento dello stile di vita borghese l’istituto del matrimonio non si modificò più di tanto: il rango contava sempre molto per i grandi industriali.

Con il Romanticismo tutto questo cambiò per sempre. L’amore era considerato il sentimento cardine della vita di un essere umano, la via maestra verso la felicità. Ispirandosi al mito di Platone, il Romanticismo professava l’esistenza di un’anima gemella (l’altra metà della mela) che avremmo incontrato se ci fossimo lasciati guidare dalla mano invisibile dell’amore, che ci invita a scegliere per compatibilità invece che per convenzione.

Ai nostri giorni siamo arrivati a una riconciliazione tra sentimento ed eros. Idealmente, pensiamo che il nostro partner debba essere un amante, un genitore e un amico impeccabile. In altre parole, perfetto. È stato proprio il paradigma della perfezione a mettere in luce i limiti e i problemi generati dal modo in cui il Romanticismo ha divinizzato l’amore, seppur con le migliori intenzioni.

Essere imperfetti è umano

Se il modello di partner che cerchiamo è colui che risponde pienamente alla nostra idea di compagno perfetto, come faremo ad accettare le sue imperfezioni? Siamo onesti: di persone che rispettano tutte le caratteristiche da noi desiderate non ne esistono!

Del resto, noi stessi siamo consapevoli di non essere perfetti, dunque perché pretendere che gli altri lo siano? La cosa migliore che si possa fare, mano a mano che il carattere del nostro partner emerge rivelandone anche i suoi difetti, è sforzarsi di accettarli, valutando opportunamente se si tratta di elementi disturbanti e che possono minare irreversibilmente il rapporto di coppia, oppure se siano comportamenti mediamente fastidiosi ma tollerabili.

Preso atto che bisogna accettare il proprio compagno a tutto tondo, non bisogna incorrere nell’errore di elevare al rango di qualità quelli che sono invece i suoi limiti. Questa distorsione emotiva è sempre causata dal volere a tutti i costi idealizzare la persona con cui stiamo insieme. Se dovessimo dividere la sua personalità in pregi e difetti, il meccanismo dell’idealizzazione ci farebbe arricchire la prima colonna lasciando vuota la seconda. Il risultato è che rimarremmo delusi.

Quante volte, all’inizio di una relazione, di fronte a una reazione eccessiva, abbiamo pensato del nostro partner che avesse carattere da vendere, e altrettante, dopo un po’ di tempo e a nostre spese, abbiamo pensato che fosse troppo aggressivo? Se non facciamo un discrimine fra i lati positivi e quelli negativi della persona amata, le ragioni che ci avevano portato a sceglierla saranno le stesse per cui decideremo di lasciarla.

Imparare ad amare

Giunti fin qui, abbiamo appreso che anche amare in modo sano è qualcosa che si impara e non è naturalmente dato. In particolare, riconoscere il lato oscuro, folle e burrascoso dell’altra persona è il primo passo verso la sua comprensione.

Inoltre, quella che generalmente viene chiamata critica al proprio carattere, può essere letta in un’ottica diversa: ad esempio, non percepirla come un’accusa gratuita, ma come la volontà di farci notare i nostri aspetti meno decorosi al fine di migliorarli, perché se è vero che coi difetti dell’altro bisogna conviverci, non significa che un passo in avanti verso il proprio miglioramento personale sia inaccettabile.

In conclusione, si può crescere come coppia lavorando sulle apparenti incompatibilità, laddove possibile. La compatibilità, infatti, potrebbe essere un risultato dell’amore, piuttosto che l’opera del fato.

Ecco alcuni esercizi che possono aiutarti a migliorare la consapevolezza in materia di relazioni amorose. Sono principalmente domande da porsi e azioni da compiere. Eccole:

  • Smetti di cercare l’anima gemella e occupati innanzitutto di trovare e comprendere te stesso.
  • Se sei attratto da certe qualità negli altri, cerca o sviluppa le stesse qualità in te stesso. Molto spesso esprimiamo solo una piccola parte di ciò che siamo veramente.
  • Accetta i doni che la vita ti offre. E ricordati che il partner ideale non arriverà a casa tua a bussarti alla porta senza che tu faccia nulla.
  • Non farti condizionare dal passato. Ogni relazione è unica, e il suo sviluppo andrà in una particolare direzione.
  • Accresci la tua autostima: sarà più facile attrarre un partner felice e sicuro di sé, se tu stesso sei felice e sicuro di te.
  • Dimenticati del tuo partner ideale. La perfezione non esiste, e non puoi ricercarla in un’altra persona. Devi aver chiaro cosa vuoi, ma non ti puoi precludere un’esperienza solo perché una persona non corrisponde all’immagine ideale che ti sei creato nella testa.
  • Accetta il conflitto. I litigi e le discussioni non sono per forza negativi o distruttivi. Se sai come affrontarli possono rivelarsi invece delle opportunità per far crescere la relazione.
  • Sii vulnerabile. A un certo punto dovrai prenderti dei rischi e aprirti agli altri per riuscire a trovare qualcuno abbastanza simile a te.
Marco Devastato

Autore: Marco Devastato

Classe 1992, aspirante diplomatico e cinefilo compulsivo, ho abbandonato la prima strada per intraprendere la seconda. Ho lavorato all'ufficio film del Milano Film Festival, ho vissuto l'esperienza di proiettare film per i cinema nella transizione da pellicola a digitale. Facendo Devastato di cognome, ho imparato presto una delle regole di sopravvivenza capitali: l'autoironia. Quantomeno mi ha fatto capire subito che siamo fatti di molte sfaccettature. Viaggio per legittima difesa, quando ciò non è possibile leggo, è il modo migliore per essere con la testa nella Terra del Fuoco quando fisicamente ti trovi sul balcone di casa tua che affaccia sull'autostrada.

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