Il talento è ladro, ma gentiluomo

Il talento è ladro. Stai alzando il sopracciglio? Ti vedo!

Anche io quando, ormai alcuni anni fa, ho sentito parlare dell’importanza di rubare, ho accolto questa affermazione con la stessa perplessità che in questo momento stai esprimendo tu.

Per spiegarti quello che intendo, quando dico che il talento è ladro, inizierò rubando qualche informazione alle moderne teorie evoluzionistiche da un libro che ho letto e amato questa estate.

Cosa distingue l’uomo dai suoi antenati? Il linguaggio. Attenzione: il linguaggio, non la capacità di comunicare. Infatti, chiunque abbia avuto un animale domestico, sa che gli animali sono perfettamente capaci di comunicare i loro bisogni e le loro emozioni.

Il linguaggio è molto di più della capacità di comunicare, è un sistema complesso che permette all’uomo di trasferire informazioni che vanno oltre il momento. Avere un linguaggio, ha dato all’uomo la possibilità del racconto, della memoria e della storia.

Così gli uomini hanno trasmesso informazioni riferite a luoghi diversi da quello in cui sono e a un momento non solo presente (ma passato o futuro, e così si è sviluppata la capacità di immaginare e prefigurare cose anche al di fuori di schemi per-definiti).

Informazioni strutturate sono state trasferite da una generazione all’altra. Ci siamo evoluti e abbiamo concepito una visione antropocentrica della realtà, tanto che ancora oggi studiamo la storia di uomini vissuti centinaia di anni fa.

Come è utile il linguaggio per il talento?

Avrai capito che, grazie al linguaggio, il talento umano è esploso in tutto il suo potenziale, perché si ciba di scambi e influenze. Ogni uomo ha trasferito le sue scoperte e le sue competenze ad un altro uomo. Ogni uomo non parte da zero ma dal punto in cui è arrivato l’uomo prima di lui.

Questa è evoluzione, scienza, arte, tecnologia. Non c’è nessun bisogno di scoprire ogni volta che la ruota gira se qualcuno prima di noi lo ha fatto!

Questo avviene con le abilità che applichi al talento ma anche con le idee.

Fino a qualche generazione fa, il talento era una caratteristica di famiglia. Il figlio del pittore era pittore, così il figlio del fabbro diventava fabbro e quello del notaio, notaio.

Per nostra fortuna viviamo in un periodo storico e a una latitudine che ci permette di sviluppare i nostri talenti individuali e di essere sempre meno condizionati dalle professioni della nostra famiglia di origine o dalla nostra storia precedente. Questo ci concede una grande libertà ma non è sempre facile capire quali siano e come spendere i nostri talenti in giovane età.

Così accade che molte persone scoprano solo in età adulta come veramente vogliono impiegare il loro talento e devono concedersi la chance di “cambiare”. Non c’è più tempo, non ne so abbastanza, sono in ritardo. Queste sono le scuse e le credenze limitanti più diffuse insieme alla domanda “cosa fare?”.

Rubare è un modo per ispirarsi

La prima persona che ho sentito parlare dell’importanza di rubare è stata Micaela Terzi. Creatività è rubare.

Solo osservando quello che fanno gli altri intorno a noi possiamo cogliere l’ispirazione e trovare lo stimolo per trovare la nostra forma di espressione del talento.

Questo non significa inseguire sempre l’ultimo trend ma porsi la domanda – posso in qualche modo contribuire a questo tema? Posso fare la differenza aggiungendo un tassello all’infinito puzzle della conoscenza e delle realizzazioni umane?

La risposta più sincera che puoi dare a queste domande è “sì”, senza dimenticare che il talento è generoso e gentiluomo.

Quindi ruba, certo ma non dimenticare mai di “ringraziare” e restituire quello che hai realizzato grazie a quello che hai rubato. Restituire in modo che qualcun altro possa a sua volta rubare e fare suo.

Come si ruba da gentiluomini?

Il plagio è un reato nel nostro ordinamento e in Europa. Per prima cosa ti consiglio quindi di non violare la legge (per esempio verificando se esistono diritti o licenze applicate alle informazioni e contenuti che utilizzi). Il secondo consiglio è quello di agire sempre seguendo il criterio della correttezza. Come?

  1. Cita l’origine, senza far credere che l’idea sia una tua invenzione
  2. Proponi una elaborazione tua, senza cadere nella comoda riproposizione.
  3. Quando è possibile, apri un confronto o un dialogo con chi ha dato avvio al processo.
  4. Se e quando capisci che il tuo contributo è piccolo o irrisorio, fai un passo indietro.

Questa è la sola via possibile per realizzare il talento in modo originale.

Questa è la via per realizzare un talento che dialoga con il contesto e cogliere il piacere di crescere, crescere, crescere per essere noi stessi, al massimo della nostra potenzialità.

Questa è la via per far crescere il tuo talento sfruttando e valorizzando i talenti che fioriscono intorno a te.

Angela Salvatore

Autore: Angela Salvatore

La mia vita è un’entusiasmante camminata sul filo, alla ricerca dell’equilibrio tra la mia anima creativa e la mia parte più rigorosa, senza perdere mai di vista l’obiettivo dell’eccellenza. A sedici anni ho intrapreso il mio percorso nel teatro studiando e lavorando con artisti che hanno scritto la storia.
 Laureata in Storia del cinema, negli anni sono stata attrice, regista e autrice teatrale, ho condotto inoltre numerosi laboratori per adulti e bambini.
Qualche anno più tardi sono entrata in azienda, dove mi sono occupata a lungo di Communication e di HR, per approdare infine nel mondo dell’Information Technology. Attualmente sono responsabile di progetti internazionali in ambito di Intranet Business Application per una multinazionale.
 Dal 2015 sono PMP® (Project Management Professional) certificato presso il Project Management Institute. Nel 2016 ho frequentato il Master in Coaching di Accademia della Felicità: il coaching rappresenta il fil rouge della mia variegata esperienza, fatta di scrittura, teatro, conoscenza dei processi aziendali, il tutto all’insegna di un orientamento tenace e positivo ai risultati. Sono coach abilitato, ho 47 anni, vivo a Torino e la mia passione sono  le storie e l’arte del raccontarle. Amo i viaggi, la letteratura e il cinema.

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