Il ruolo delle emozioni nelle nostre decisioni

Supponiamo che tu debba fare una scelta, una di quelle che ti cambiano letteralmente la vita. Cosa fai?

  • Butti giù una lista di pro e contro e scegli l’opzione che sulla carta sembra la più vantaggiosa sotto diversi punti di vista. Poi però ti chiedi se era veramente quello che desideravi.
  • Scegli di pancia, senza pensarci troppo. Poi però ti tormenti continuando a rimuginare: avrai fatto davvero la scelta giusta per la tua vita?

In entrambi i casi, le emozioni giocheranno un ruolo nella tua capacità di prendere decisioni. Ecco perché è importante capire in che modo le emozioni ci condizionano e come possiamo fare le scelte migliori per noi.

In che modo le emozioni influenzano le nostre decisioni

Quando si tratta di prendere delle decisioni, le emozioni giocano un ruolo fondamentale perché consentono di processare le informazioni in modo molto rapido. Nel processo decisionale, le emozioni funzionano come innesco. Una sollecitazione esterna provoca una risposta emotiva, che porta il cervello a produrre degli ormoni. Questi ormoni entrano in circolo nel sistema sanguigno creando in noi una sensazione molto forte, che possiamo percepire come positiva o negativa. Sarà proprio questa sensazione a determinare le nostre scelte. Non è un caso che esista il marketing emozionale, che fa leva proprio sulle emozioni da suscitare per condizionare le decisioni di acquisto delle persone. Che le emozioni sono importanti nelle nostre scelte lo sanno bene anche i politici, che impostano intere campagne elettorali facendo leva su emozioni potenti come rabbia, disgusto o senso di ingiustizia per indirizzare il voto dei cittadini. Le emozioni hanno un impatto sulle nostre decisioni innescando due processi: il processo di anticipazione e quello di immediatezza.

Il processo di anticipazione

L’anticipazione è il processo che si serve dell’immaginazione: ci proiettiamo nello scenario che ipotizziamo si verrà a creare una volta presa la nostra decisione. Immaginiamo come ci sentiremo, se proveremo gioia, senso di mancanza, sicurezza, pace interiore e così via. Per esempio, se stiamo valutando di accettare un lavoro, potremmo pregustare la nostra soddisfazione in un ruolo che desideriamo, oppure provare un senso di inadeguatezza perché non ci sentiamo all’altezza di quel ruolo. L’anticipazione è un processo molto utile, perché ci permette di immedesimarci nelle situazioni prima di viverle realmente. Ma può essere anche controproducente: se ci identifichiamo solo con le emozioni spiacevoli, le nostre decisioni potrebbero essere condizionate in modo negativo prevedendo uno scenario che potrebbe non avverarsi mai. Non dobbiamo mai dimenticare che l’anticipazione è solo una proiezione, un’ipotesi, non la realtà.

Il processo di immediatezza

L’immediatezza è il processo che si innesca quando facciamo delle scelte impulsive. Di solito ne siamo preda quando facciamo acquisti sulla base di un bisogno indotto, magari spinti da un’euforia momentanea. O quando facciamo scelte discutibili mentre siamo in preda a un attacco di malinconia struggente (se hai mai chiamato il tuo, o la tua, ex in un momento di sconforto, sai di cosa parlo). L’immediatezza è un processo pericoloso, nel bene e nel male. Quando siamo preda di emozioni piacevoli, infatti, potremmo non essere in grado di valutare i rischi delle situazioni o gli eventuali aspetti negativi. Quando proviamo emozioni spiacevoli, al contrario, potremmo compiere scelte dettate dalla paura o dall’auto-svalutazione. In un caso o nell’altro, le decisioni prese potrebbero essere poco avvedute, certamente non ponderate, con conseguenze che dovrebbero essere gestite a lungo termine a fronte di una scelta fatta sull’onda dell’impulso.

È meglio non affidarsi alle emozioni quando dobbiamo prendere decisioni?

Visto che le emozioni hanno implicazioni complesse quando si tratta di prendere decisioni, potremmo pensare di affidarci solo alla razionalità, trovando il modo di essere oggettivi e imparziali. Si prenderebbe, così, in esame il problema o il dilemma, si valuterebbero i vantaggi e gli svantaggi, si tirerebbero le somme et voilà: ecco la decisione perfetta. In realtà, conoscere come funzionano le emozioni nel condizionare le nostre scelte ci consente di prendere decisioni in modo più consapevole. Le emozioni sono indicatori molto forti e possono esserci d’aiuto. Ci sono diversi casi in cui prendere delle decisioni lasciandosi guidare dalle emozioni può essere un bene:

  • Quando siamo in una situazione potenzialmente pericolosa, le emozioni ci spingono a prendere la decisione giusta.
  • Le emozioni possono darci informazioni significative sui nostri reali desideri, quelli che facciamo fatica a confessare anche a noi stessi.
  • Le decisioni prese a tavolino, in modo razionale, possono aver bisogno delle emozioni per far pendere l’ago da una parte o dall’altra, soprattutto a parità di pro e contro.

Conoscere i processi con cui le emozioni influenzano le nostre scelte non dovrebbe scoraggiarci dall’includerle come elementi di valutazione. Va bene ragionare con la testa, prendere le distanze emotive dalla situazione in esame e lasciar decantare. Ma alla fine è importante chiederci anche come ci fa sentire una scelta piuttosto che un’altra.

Usare le emozioni a proprio vantaggio nel processo decisionale

Per quanto possa sembrare banale, la soluzione sta nella proverbiale via di mezzo. Per prendere le nostre decisioni in modo che siano davvero utili alla nostra vita, dovremmo applicare un criterio logico e usare le emozioni a nostro vantaggio. Questo vuol dire comprendere ciò che una certa emozione ci sta comunicando. Se si tratta di una paura, dovremmo imparare a scindere il pericolo concreto da un’insicurezza personale. In più, dovremmo imparare a individuare anche le emozioni che non sono direttamente legate a una situazione specifica ma costituiscono una sorta di mood generale del periodo che stiamo attraversando. In quest’ultimo caso, le emozioni potrebbero essere fuorvianti, per cui sarebbe meglio, quando possibile, aspettare prima di prendere una decisione, soprattutto se si tratta di una scelta difficile. In generale, però, sono le emozioni che proviamo a darci la spinta che ci serve. Se, ad esempio, stiamo valutando di acquistare un appartamento, terremo in considerazione una serie di variabili: il quartiere, la posizione, la vicinanza ai servizi, la presenza di verde in zona, il prezzo di mercato, le condizioni e persino il criterio estetico. Ma poi, fatte tutte le valutazioni razionali, sceglieremo il luogo in cui ci sentiamo di più “a casa”. L’ultima parola spetterà alle nostre emozioni.

Giovanna Martiniello

Autore: Giovanna Martiniello

Sono un’introversa ipersensibile con la passione per le storie. Ho l'inquietudine tipica di chi è vissuto a lungo su un suolo vulcanico. Vivo in collina ma non potrei stare senza la città. Nel 2017 ho frequentato il Master in Coaching di Accademia della Felicità, ho mollato il posto fisso e mi sono abilitata come coach. Mi occupo di scrittura autobiografica per la comunicazione, integrando la metodologia del coaching nelle mie competenze di scrittura.

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