Hai talento? Una bella responsabilità!

Quando si parla o si scrive di talento si fa sempre riferimento alla parabola dei talenti di Gesù (Vangelo secondo Matteo 25,14-30). Quando leggiamo o sentiamo raccontare questa parabola, siamo subito rapiti dall’efficacia della narrazione e automaticamente cerchiamo di riconoscere qualche nostro comportamento tipico nelle azioni dei tre servi ai quali il padrone affida i danari (i talenti) perché se ne prendano cura prima di partire per un viaggio.

Il finale scioglie l’enigma e offre un modello di comportamento virtuoso, in cui troviamo la regola per distinguere il bene (inteso come modello di azione) dal male (inteso come spreco). Insomma, il messaggio della parabola è chiaro: ogni uomo ha il dovere di coltivare e “far fruttare” i doni e le doti di cui dispone.

Se questo messaggio è così chiaro, perché è così difficile nella nostra cultura darsi il permesso di coltivare il nostro talento?

Ci lasciamo soffocare dalle troppe responsabilità

Nella pratica non è affatto semplice districarsi tra messaggi che sembrano conflittuali. La nostra civiltà adotta una scala di valori secondo la quale stabiliamo le priorità per le nostre azioni. In realtà assolviamo spesso in modo automatico a doveri prescrittivi, che spostano l’attenzione dall’individuo al contesto in cui si muove.

Ci comportiamo come se fosse scritto nel nostro DNA che vengono prima:

  • i figli (se ne hai);
  • poi il partner (se lo hai);
  • poi i genitori (se li hai);
  • poi il lavoro (se lo hai);
  • poi i parenti (se li hai);
  • poi gli amici (se li hai);
  • e poi i bisognosi (quelli se non sei cieco sarai in grado di vederli).

E tu? Dove sei finito? Sei scomparso dall’orizzonte delle cose di cui prenderti cura!

Il talento è egoista?

È convinzione diffusa che occuparsi di sé sia un’opzione per single, senza famiglia, senza lavoro e senza responsabilità verso altre persone. Oppure per egoisti, ego-centrati e ego-riferiti. Ovviamente sto estremizzando, ma l’idea che occuparsi del proprio talento per attivare il benessere e la felicità sia la più estrema espressione di egoismo è piuttosto diffusa.

Questa convinzione è responsabile dell’infelicità di molte persone nonché della decadenza culturale ed etica della nostra comunità.

So che l’obiezione più naturale è dire che una volta che ci si assume una responsabilità è necessario essere all’altezza di ciò per cui ci siamo impegnati. Lo capisco e sono d’accordo con questa idea. Mi piacerebbe però che tu considerassi l’idea di essere all’altezza dell’impegno che hai preso in un modo diverso.

Il talento è altruista

Per prima cosa ti propongo di cambiare prospettiva proprio partendo dalle persone che dipendono materialmente o emotivamente dalla tua cura. Ecco qualche domanda utile a fare chiarezza.

  • Quale tipo di esempio voglio essere per mio figlio?
  • Come posso mostrare a mia figlia una via per costruire la sua felicità?
  • Che tipo di partner voglio essere per la mia compagna/il mio compagno?
  • Quale idea desidero che i miei genitori abbiano della mia vita?

Non presumere le risposte dei figli, del partner o dei genitori, ma rispondi mettendoti al centro del ragionamento. Ti faccio un esempio: se sei madre di una bimba, molto probabilmente desidererai che abbia una vita piena e realizzata, allora chiediti come puoi avere tu per prima una vita piena e realizzata.

Se investi energia nella tua realizzazione, scoprirai di poter contare su incredibili doti organizzative e di essere più equilibrata nel rapporto con il prossimo.

Il talento aiuta le buone relazioni

Ti lascio un altro spunto di riflessione. Avrai sicuramente in qualche momento della tua vita incontrato qualcuno che è stato con te veramente gradevole, accogliente e che ti ha trasmesso l’idea che fosse una persona assolutamente ben disposta nei confronti del prossimo. Probabilmente hai incontrato più di una persona con queste caratteristiche.

Quante volte hai pensato che ti sarebbe piaciuto essere così? Quante volte hai pensato certo che è “facile, senza avere pensieri, preoccupazioni e responsabilità e dedicandosi del tempo”? Beh, è ora che sia tu a essere quella persona che si dedica attenzioni e che ha spazio per dare attenzioni agli altri.

Se coltivi il talento, hai la possibilità di conoscerti. Acquisisci consapevolezza del tuo potere realizzativo personale, con l’effetto che la qualità delle relazioni migliorerà perché sarai, allo stesso tempo, portatore di un nuovo valore, che è il tuo talento realizzato, e appagato nella tua intima esigenza di espressione.

Se trovi questo ragionamento sensato ma ti sembra veramente troppo complicato trovare il modo per occuparti del tuo talento, un coach ti può aiutare a organizzare il tuo programma di allenamento per realizzarti.

Angela Salvatore

Autore: Angela Salvatore

La mia vita è un’entusiasmante camminata sul filo, alla ricerca dell’equilibrio tra la mia anima creativa e la mia parte più rigorosa, senza perdere mai di vista l’obiettivo dell’eccellenza. A sedici anni ho intrapreso il mio percorso nel teatro studiando e lavorando con artisti che hanno scritto la storia.
 Laureata in Storia del cinema, negli anni sono stata attrice, regista e autrice teatrale, ho condotto inoltre numerosi laboratori per adulti e bambini.
Qualche anno più tardi sono entrata in azienda, dove mi sono occupata a lungo di Communication e di HR, per approdare infine nel mondo dell’Information Technology. Attualmente sono responsabile di progetti internazionali in ambito di Intranet Business Application per una multinazionale.
 Dal 2015 sono PMP® (Project Management Professional) certificato presso il Project Management Institute. Nel 2016 ho frequentato il Master in Coaching di Accademia della Felicità: il coaching rappresenta il fil rouge della mia variegata esperienza, fatta di scrittura, teatro, conoscenza dei processi aziendali, il tutto all’insegna di un orientamento tenace e positivo ai risultati. Sono coach abilitato, ho 47 anni, vivo a Torino e la mia passione sono  le storie e l’arte del raccontarle. Amo i viaggi, la letteratura e il cinema.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *