Fermarsi per rinascere: impara l’arte di fare una pausa

Da secoli la società occidentale in cui viviamo apprezza e promuove il fare, il conseguire successi, la velocità. Il risultato di questa cultura del “non-stop” è certamente molta produttività, ma poca vita. Ci sono tempi di semina, altri di raccolto, e poi ci sono i tempi di riflessione.

Fermarsi è una tappa fondamentale di qualsiasi percorso, sia esso un progetto di lavoro per l’azienda o il raggiungimento di un obiettivo personale. Fermarsi permette alla calma di bilanciare l’esplosione di energia che scaturisce dal fare, dall’agire. È proprio in un momento di stop che avvengono i grandi cambiamenti.

Quando ci fermiamo, abbiamo il tempo per riflettere ed elaborare ciò che è avvenuto fuori e dentro di noi. Le pause donano la giusta prospettiva e ci permettono di vedere le cose con occhi nuovi. È solo dopo che ci siamo fermati un attimo che riusciamo ad apprezzare ciò che abbiamo nel presente, ed è solo allora che abbiamo la lucidità di prendere una decisione importante.

Darsi il permesso di fare una pausa – nella giornata lavorativa, all’interno di una discussione, in una fase particolarmente faticosa della vita – ci consente di “tornare a funzionare” in modo sano. Proprio come dormire serve all’organismo per ricaricarsi. È la pausa fra le note musicali che dà significato alla melodia. È quando il pittore si ferma ad osservare il suo operato che realizza che cosa manca alla tela.

Prova a fermarti, guardati intorno, silenzia lo smartphone e, se puoi, entra in contatto con un ambiente naturale: scoprirai la saggezza racchiusa nel sapersi fermare. La tempesta non dura una settimana, il bambino non può piangere all’infinito. Tutto ha (e merita) una pausa. Attraverso i momenti di fermo riusciamo ad attingere a una serie di strumenti essenziali per vivere una vita appagante.

Costruire relazioni sane e rapporti soddisfacenti, pianificare strategie vincenti, regalare emozioni a chi amiamo, o semplicemente sostare nel presente con serenità: questi sono solo alcuni dei benefici del fermarsi.

C’è virtù nel lavoro e c’è la virtù nel riposo. Usa entrambi e non trascurare nessuno dei due.
Alan Cohen

Incontreremo sempre ostilità e critiche. Ci imbatteremo sempre in ostacoli e difficoltà. Ma non importa, perché quando sperimentiamo il valore del dire “stop”, impariamo davvero a costruire le solide basi per un’esistenza che ci appartiene, e non che sentiamo come un peso soffocante. Basta accogliere il piacere del non fare, non agire, e abbracciare il silenzio, il non-movimento, per osservare la realtà da un nuovo punto di vista. A volte è sufficiente fermarsi – un’ora, un giorno, un istante quanto basta – per ribaltare completamente una situazione. Una giornata piena di impegni lavorativi, che alterna riunioni e richieste su richieste, può rallentare e prendere una piega diversa, semplicemente fermandosi un attimo. Forse quel collega si è sentito attaccato, forse ha avuto una giornata faticosa tanto quanto la mia: ed ecco che un momento di distacco dalla situazione stressante ci permette di provare qualcosa di nuovo, un’emozione che prima non c’era. L’empatia, e improvvisamente capiamo quello che prima non vedevamo chiaramente.

Andiamo lenti, fermiamoci. E sapremo riprendere il cammino illuminati da una luce più grande.

Fermarsi è un impegno

Prendi un quaderno e scrivi queste domande:

  • Che cosa significa fermarsi per te? Fai degli esempi pratici.
  • Ti stai concedendo abbastanza pause nella tua vita, nel tuo lavoro, nelle tue relazioni? Descrivi i momenti di stop che ti sei dedicato nelle due ultime settimane.
  • Per quale aspetto della tua vita potresti beneficiare maggiormente di una pausa in questo momento?

Ora prenditi una decina di minuti per rispondere. Riguarda le tue risposte, rifletti. Poi fermati. E tornaci su l’indomani. Come ti senti?

Seconda parte dell’esercizio: ora scrivi nella tua agenda, o calendario, un momento quotidiano interamente dedicato alla pausa, al fermarsi, al non fare. Non dovrai fare niente, è proprio questo lo scopo. Un’ora, dieci minuti: decidilo tu, ma scrivilo come fosse un impegno vero e proprio che non puoi rimandare. Ha la stessa importanza della visita medica, della spesa, o di una commissione di routine.

Lontano da tutte le attività, gli schermi, le conversazioni, le informazioni, i conflitti, le preoccupazioni, le to-do list, gli impegni… Sarai in grado di dare un senso più ampio a tutto il resto.

Sara Noseda

Autore: Sara Noseda

Credo nel potere dell’arte, delle emozioni e della natura. Appassionata di storie, psicologia, gioielli vintage, prodotti di bellezza e yoga, mi chiedo sempre il perché delle cose. Adoro gli animali e le piante, anche se ho paura delle api; ho un gatto rosso di nome Vincent (Van Gogh) e una gatta nera, Artemisia (Gentileschi). Ballo Lindy Hop e sogno una vita segreta in cui sono un’attrice. Curiosa, emotiva, creativa, mi sono laureata in Comunicazione di Moda e sono Giornalista Pubblicista, ho scritto per diverse testate di lifestyle internazionali, ho vissuto a Londra. Scrivere è da sempre la mia forma d’espressione più sincera. Frequento il Master in Coaching di ADF, e con questo spero di poter cambiare la mia quotidianità e quella degli altri.

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