Emotional Eating: il pericolo di disconnettersi dal proprio corpo

Probabilmente ne hai già sentito parlare, ma sai davvero che cosa è l’Emotional Eating e perché può farci male?

Mangiare emotivamente vuol dire tentare di placare con il cibo bisogni o appetiti che arrivano dal cuore più che dalla pancia!

La fame emotiva è quel bisogno di mettere qualcosa sotto i denti che spesso ti coglie in momenti particolari della giornata, e che non ti lascia il tempo di scegliere né di capire se sia carenza di energia o di altro. È una sensazione in grado di distrarti dalle tue attività quotidiane, urgente, che non ti lascia in pace fino a quando non viene saziata.

Allora ti ritrovi a infilare monete nel distributore automatico dell’ufficio dopo una discussione con il tuo capo, o a mangiare biscotti dopo cena davanti alla credenza aperta. Senza che questo costituisca per te un reale piacere! Una momentanea consolazione, forse. Ma a che prezzo?

Potrei dirti che il prezzo da pagare sono i chili di troppo o gli inestetismi della cellulite, ma credo che il problema reale sia un altro.

Disconnetterti dal tuo corpo e dai suoi reali bisogni è un po’ allontanarti dai tuoi.

Usare il cibo come compensazione diventa un palliativo che ti allontana dalla presa in carico dei tuoi desideri reali. Il peso in eccesso diventa il tuo nemico più di quanto lo siano le tue insoddisfazioni.

La dieta è la speranza che le cose cambino, ma la percentuale d’insuccesso stimata è tra il 90 e il 95%. Sono programmate per fallire ma ti lasciano comunque con una sensazione di colpa e inadeguatezza.

Da quando ho deciso di studiare e approfondire la relazione che abbiamo con il cibo, ho frequentato corsi, studiato testi e letto biografie. Il cibo è per molti un amico, il porto sicuro a cui approdare dopo una giornata faticosa, l’amante narciso a cui ci ripromettiamo di resistere ma che seduce e abbandona dopo i primi tre morsi di sacher…

Ho scoperto che dietro il piacere di mangiare spesso si nasconde la paura di sentire le sensazioni e le emozioni che cuociono in noi e che potrebbero farci fare delle cose straordinarie.

Per questo la fame è un’urgenza.

Quando mangiare è un piacere lo si fa con rispetto, gli si dedica tempo. Quando piacere a se stessi non è un’aspirazione ma una base da cui partire ci si sofferma sulle sensazioni, sulla fame reale, sul gusto del cibo.

Per fare pace con il cibo non serve una dieta: serve fiducia, pazienza, tempo. Stare nel momento presente e godere di quello che c’è. Ritornare ad essere bambini che si stupiscono delle piccole cose e che mangiano quando hanno fame. Diventare mangiatori intuitivi e scegliere quello che ci fa stare bene. Davvero!

Come smascherare la fame emotiva

Quando senti di essere affamata prova a chiederti:

  •  Sono affamata di cibo o di qualcos’altro?
  • Cosa sto provando in questo momento? Noia, stress, ansia? Rabbia, solitudine, tristezza? Altro?
  • Ho forse bisogno di solitudine? Movimento? Di un contatto con qualcuno? Di un pisolino?
  • Quali ostacoli mi impediscono di incontrare i miei bisogni?
  • Mangiare ora può aiutarmi a soddisfare i motivi per cui sono affamata?

Questi esercizi sono un primo passo verso la consapevolezza e l’amore per te stessa. Se questo argomento ti interessa e vuoi approfondire il tema della fame emotiva e di quella intuitiva, ti invito a partecipare a un evento gratuito in Accademia della Felicità, il 12 marzo dalle 19 alle 21. Durante questa serata ti parlerò di Intuitive Eating e di come fare pace con il cibo. Ti aspetto!

Ilaria Mandolesi

Autore: Ilaria Mandolesi

Abito a Milano da molti anni ma sono nata sul mare, a Porto San Giorgio. Dove torno per ritrovare la mia amata famiglia di donne favolose e un po' di me stessa. Ho 42 anni, che scritti sembrano molti di più. Vivo con mio marito e le mie tre figlie, che mi aiutano a mettermi in discussione e accettare il caos e la mediazione. Coach specializzata nell’Emotional eating, aiuto le donne a raggiungere il giusto atteggiamento mentale per guardare alla vita, al cibo, al proprio corpo con rispetto, gusto e fiducia, a liberarsi dal peso di pensieri continui su quello che si dovrebbe o meno mangiare, per ritrovare il piacere del gusto del cibo. Prendersi cura della costruzione di un ideale di bellezza che sia espressione dell’individualità di ognuno è un aiuto alla prevenzione di disagi e disturbi legati all’alimentazione. Prima di diventare coach, una Laurea in Scienze dell’educazione, l’incontro con il Counseling e la successiva specializzazione in Counseling Cibo e Salute. Un Master presso l’università di Pavia su Trattamento integrato multidisciplinare dei disturbi dell’alimentazione e della nutrizione. Il Diploma di Wellness Eating Coach e quello di Istruttrice di Wellness Walking, per aiutare le persone a riscoprire la piacevolezza del movimento.

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