Di cosa parliamo quando parliamo di coaching?

Esiste ancora una grande confusione su cosa sia il coaching e su come si differenzia dalle altre discipline di aiuto. La maggior parte dei coachee si approcciano al coaching su “consiglio” di un amico, un parente o un collega che, con soddisfazione o successo, ha sperimentato gli effetti di un buon percorso, magari proprio con quel coach a cui si stanno ora rivolgendo, ma non è sempre chiara la differenza con un counselor.

Questa incertezza ha ripercussioni inevitabili nei rapporti tra le categorie di professionisti che si sentono spinti dalle esigenze dei loro clienti a rispondere a bisogni che non sono del loro ambito di azione. Il mercato si riempie così di coach che si avventurano in tentativi di diagnosi (aaah!), counselor che offrono servizi di coaching alle aziende e psicologi che offrono aiuto per migliorare le performance professionali.

Quali sono i confini del coaching e come capire se fa per te

Per prima cosa, ti ricordo che il perimetro entro il quale il coach agisce è un tema che si affronta nel corso del primo incontro di un percorso, ovvero quando si stabiliscono le basi del rapporto; il lavoro ancora non è iniziato e non è formalizzato alcun accordo economico.

Ti propongo 3 domande che dovresti porti prima di decidere se un percorso di coaching è quello che stai cercando:

  • Credi di dover essere guarito o “salvato”?
  • Ritieni di non essere in grado di fissare e raggiungere autonomamente i tuoi obiettivi?
  • Pensi che serva una bacchetta magica per risolvere i tuoi problemi?

Se almeno una delle risposte è affermativa, è necessario capire se è proprio un coach quello che ti serve.

Il coachee è perfettamente in grado di realizzare se stesso in modo autonomo. Il coach può però essere una guida. Quindi non pensare a questa figura professionale come a qualcuno che “ti salverà” o che ti dirà cosa fare (o ancora ti offrirà magiche soluzioni che ti porteranno risultati senza sforzo9. Il coach facilita il tuo cambiamento, ma tu devi lavorarci.

Perché dovresti cercare da un coach?

Il coaching è un confronto utilissimo che può essere prezioso soprattutto nei momenti critici. Un percorso con un coach ti aiuta a rendere il processo di cambiamento più fluido e limita i tempi per raggiungere il risultato.

Infatti il coach ti aiuta a esaminare le opportunità e a scegliere quali sono più idonee, evitando così di procedere per tentativi (sprecando tempo prezioso).

Insomma, se ti rivolgi a un coach è importante che tu desideri:

  • raggiungere i tuoi obiettivi in modo efficiente
  • raggiungere i tuoi obiettivi in modo veloce
  • ottenere risultati senza perderti in troppi tentativi

Un meraviglioso effetto collaterale del coaching

L’ambito del coaching è quello della realizzazione, non quello della cura. Questo è il motivo per il quale non esiste il fenomeno del “transfert emozionale”. Tra coach e coachee si instaura un clima di rispetto e collaborazione che promuove la produttività.

Un percorso di coaching migliora il livello di autostima attraverso il raggiungimento di un risultato. Non esiste una via più efficace per migliorare l’autostima che non il conseguire un risultato.

Ti hanno raccontato che fare coaching fa stare bene? Ti starai ora chiedendo come sia possibile. “Stare bene”, “essere appagati” e “provare la sensazione di essere capaci” sono solo alcuni dei risultati indiretti che si possono osservare. Il benessere, insomma, è un effetto collaterale.

Angela Salvatore

Autore: Angela Salvatore

La mia vita è un’entusiasmante camminata sul filo, alla ricerca dell’equilibrio tra la mia anima creativa e la mia parte più rigorosa, senza perdere mai di vista l’obiettivo dell’eccellenza. A sedici anni ho intrapreso il mio percorso nel teatro studiando e lavorando con artisti che hanno scritto la storia.
 Laureata in Storia del cinema, negli anni sono stata attrice, regista e autrice teatrale, ho condotto inoltre numerosi laboratori per adulti e bambini.
Qualche anno più tardi sono entrata in azienda, dove mi sono occupata a lungo di Communication e di HR, per approdare infine nel mondo dell’Information Technology. Attualmente sono responsabile di progetti internazionali in ambito di Intranet Business Application per una multinazionale.
 Dal 2015 sono PMP® (Project Management Professional) certificato presso il Project Management Institute. Nel 2016 ho frequentato il Master in Coaching di Accademia della Felicità: il coaching rappresenta il fil rouge della mia variegata esperienza, fatta di scrittura, teatro, conoscenza dei processi aziendali, il tutto all’insegna di un orientamento tenace e positivo ai risultati. Sono coach abilitato, ho 47 anni, vivo a Torino e la mia passione sono  le storie e l’arte del raccontarle. Amo i viaggi, la letteratura e il cinema.

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