Critical thinking, una soft skill per il talento

Il talento si identifica, si allena e si porta a compimento all’interno di un progetto realizzativo. Ma questo processo, pur essendo un percorso pieno di soddisfazione, non ci risparmia molte difficoltà. Imparare il Critical Thinking può aiutarci a sviluppare in modo più semplice il nostro talento.

Ti è mai capitato di dire o pensare – Mi piaceva fare questa attività, mi sentivo felice, mi riusciva anche piuttosto bene e avrei avuto ottimi risultati se avessi continuato, ma ho rinunciato: era tutto troppo faticoso?

La mia prima reazione è pensare -Che peccato! – la seconda è cercare di capire dove il meccanismo si è inceppato.

Spesso si lascia perdere proprio quando si “inizia a fare sul serio”. Dopo aver capito quale è o quali sono i talenti, averli allenati, sentiamo il bisogno di trasformarli in qualcosa di concreto e partiamo con un progetto. Questa è una fase piena di entusiasmo in cui le nostre aspettative sono ambiziose.

L’alibi dell’incostanza

Stai uscendo dall’area protetta della “palestra” e ti affacci al mondo. Pregusti la realizzazione ma ti blocchi alla prime difficoltà nascondendoti dietro un “sono incostante” che se da un lato non aiuta la nostra autostima, dall’altro almeno ti esonera dal perseverare.

Se ti riconosci in questa descrizione, pensa che è come se dicessi a te stesso che, pur avendo un grande talento, sei affetto da una irrisolvibile tara, l’incostanza appunto, e che non puoi agire in nessun modo per essere ciò che autenticamente sei.

Stai attribuendo la causa del fallimento alla tua mancanza di motivazione e questo è un pensiero pericoloso perché genera una spirale di sensi di colpa.

Se ti ritrovi in questa situazione, è utile cambiare prospettiva iniziando a pensare che il tuo progetto di realizzazione può fiorire, ma devi provvedere a semplificare i tuoi sforzi. Non pensare a te come alle prese con le fatiche di Ercole, ma costruisci un progetto che ha in sé il potenziale per essere realizzato. In questo modo potrai concentrarti di più sull’espressione del tuo talento e meno sul contorno.

Come? Applicando al progetto che vuoi intraprendere un processo in 4 fasi: il Critical thinking!

Processo di Critical thinking per la realizzazione del talento

  1. Ricerca – Questa prima fase serve a comprendere la natura del tuo progetto iniziando dalle domande:
    – Come immagino di realizzare l’intuizione che ho avuto?
    – Posso descrivere ogni sua parte?
    – Ci sono aspetti che fatico a “pesare” in termini di investimento economico, impegno e e tempo?
    Su questi aspetti ancora indefiniti raccogli informazioni, chiedi a chi ha già affrontato quel problema e scoprirai che le persone sono felici di offrirti il loro aiuto e il loro punto di vista. In questa fase devi focalizzare se il progetto è sostenibile o se stai tentando di raggiungere l’obiettivo con un approccio confuso e maldestro.
  2. Analisi – Affrontando ogni informazione singolarmente, cerca di individuare le cause, gli effetti, le implicazioni e le conseguenze di ogni soluzione che hai trovato o che ti è stata suggerita. Puoi fare riferimento a domande come:
    – Perché questo aspetto è per me così difficile da affrontare?
    – Quali tipi di abitudini presenti nella mia quotidianità rendono così difficile per me questa parte del lavoro?
    – Ci sono esperienze nel mio presente o nel mio passato che stanno condizionando il mio approccio?
    In questa fase l’obiettivo è comprendere quali vie potresti sperimentare e quali non sono opportune.
  3. Sintesi – Ricomponi tutte le informazioni in un quadro generale organizzato e coerente, che confronta le posizioni, cerca correlazioni e procede per analogie e perde di vista l’obiettivo principale.
  4. Valutazione – Il quadro del tuo progetto come risulta ora sta in piedi? Ti soddisfa? A questo punto sei in grado di elaborare un giudizio ponderato razionalmente fondato, ma non definitivo, che sarà la base per un confronto interlocutorio con il mondo.

Il Critical Thinking non funziona come una sfera di cristallo in grado di darti la sicurezza di imboccare la strada giusta e di non sbagliare. Ma affina la tua capacità di scelta e di decisione. Il pedagogista e psicologo cognitivo Robert H. Ennis descrive il pensiero critico come “un pensiero razionale e riflessivo focalizzato a decidere cosa pensare o fare”. Questo avviene aumentando il tuo livello di consapevolezza sulla materia della tua scelta ma anche sui meccanismi con cui attivi i processi decisionali; cosa che, da sola, è un potente antidoto alle paure e alle false credenze che affliggono le scelte emotive o d’impulso.

Se fatichi a individuare quale fra i tuoi talenti valorizzare, se ti innamori delle tue intuizioni ma fatichi a scegliere su quali puntare o sei stanco di vedere sfumare il risultato che ti prefiggi, e sei curioso di scoprire come il coaching potrebbe aiutarti, un percorso sul talento ti aiuta ad acquisire gli strumenti per scegliere!

Angela Salvatore

Autore: Angela Salvatore

La mia vita è un’entusiasmante camminata sul filo, alla ricerca dell’equilibrio tra la mia anima creativa e la mia parte più rigorosa, senza perdere mai di vista l’obiettivo dell’eccellenza. A sedici anni ho intrapreso il mio percorso nel teatro studiando e lavorando con artisti che hanno scritto la storia.
 Laureata in Storia del cinema, negli anni sono stata attrice, regista e autrice teatrale, ho condotto inoltre numerosi laboratori per adulti e bambini.
Qualche anno più tardi sono entrata in azienda, dove mi sono occupata a lungo di Communication e di HR, per approdare infine nel mondo dell’Information Technology. Attualmente sono responsabile di progetti internazionali in ambito di Intranet Business Application per una multinazionale.
 Dal 2015 sono PMP® (Project Management Professional) certificato presso il Project Management Institute. Nel 2016 ho frequentato il Master in Coaching di Accademia della Felicità: il coaching rappresenta il fil rouge della mia variegata esperienza, fatta di scrittura, teatro, conoscenza dei processi aziendali, il tutto all’insegna di un orientamento tenace e positivo ai risultati. Sono coach abilitato, ho 47 anni, vivo a Torino e la mia passione sono  le storie e l’arte del raccontarle. Amo i viaggi, la letteratura e il cinema.

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