Vuoi lasciare il tuo lavoro? Ecco una guida per farlo, in sei step! – Gli ultimi 3

Questo post è dedicato a chi sta attraversando un periodo difficile in ufficio, e non riesce a trovare una via di uscita. Sono persone che al mattino, al risveglio, e la sera, prima di andare a dormire, hanno un pensiero fisso: cambiare lavoro, colleghi, routine. In questi casi, forse la soluzione è davvero licenziarsi, ma prima di compiere un’azione così estrema, bisogna capire realmente quali sono i problemi, e provare a elaborare una strategia per risolverli. In questi casi, si corre il rischio  che un problema specifico venga generalizzato ed enfatizzato, e non siano prese in considerazione delle alternative che possono ripristinare un equilibrio, perché siamo resi ciechi dal malessere.

Eppure, se, dopo un’attenta analisi risulta che non ci sono soluzioni, non rimane che pianificare un piano di uscita dall’attuale attività. Perché il nostro obiettivo, vale la pena ripeterlo, è lavorare nel modo migliore, svolgere una professione adatta alla nostra personalità e svolgerla agevolmente, senza fatica e malessere. E allora, ecco step by step i passi da fare per individuare il problema e trovare la soluzione su misura per ciascuno di noi.

Link ai primi 3

 

Step #4: trovate il modello a cui ispirarvi

Nei momenti di transizione, scegliere delle persone come guida può agevolare il processo decisionale per dare inizio alla nostra nuova esistenza. Quindi: pensate a 5 persone che in questo momento stanno conducendo la vita professionale (e personale) a cui ambite. Scrivete i loro nomi su un foglio e indicate la motivazione. Sceglietene una ed elencate le caratteristiche che le hanno permesso di raggiungere il successo. Poi, annotate in cosa vi assomigliate, cosa potete imparare da lei e infine cosa farebbe lei al vostro posto. Ecco, potete cominciare a definire il vostro action plan .

 

Step #5: e se foste incompatibili?

Per alcune persone, il problema è la rigidità della struttura organizzata, e non l’attività svolta o il tipo di lavoro. Possono anche aver raggiunto il ruolo sognato, vivere la vita che desiderano, ma provare ugualmente una situazione di disagio. Non riescono ad accettare le regole dell’azienda: la gerarchia, sottostare ai capricci del capo, la mail in cc, i meeting, gli obiettivi da raggiungere… In questo caso, ci sono dei segnali molto evidenti che permettono di capire se la realtà organizzata vi sta stretta. Eccone alcuni:

  1. vi viene detto che volete fare sempre di testa vostra.
  2. Non vi pesa lavorare tanto, se quello che fate ha un senso.
  3. Vi demotivate se non vi sentite parte di un progetto e non ne percepite la complessità. Non volete essere dei meri esecutori.
  4. La vostra carriera è stata interrotta non per mancanza di merito, ma perché siete percepiti come elementi disturbanti.
  • Se vi riconoscete in alcuni di questi elementi, non siete caratteriali: c’è un’incompatibilità con la struttura organizzata.

 

Step #6: e ora, definite il vostro percorso di cambiamento

Dopo tutti questi passaggi, avete individuato il problema? Bene, ora potete adottare una serie di pratiche che vi porteranno alle novità professionali desiderate.

  • Se il problema non è il tipo di attività svolta, ma nel modo in cui la praticate, nel contesto, dovete solo portare degli aggiustamenti, come per esempio cambiare azienda, o pensare di mettervi in proprio. Come prima cosa, fatevi riscrivere il cv da un esperto; poi, aggiornate il vostro profilo di linkedin; createvi un account su twitter e cominciate a seguire e interagire con le persone con cui potrebbe crearsi delle connessioni interessanti. E non dimenticate, di fare networking e partecipare alle colazioni, pranzi e aperitivi con altri professionisti. Ne esistono di diversi tipi: da Letslunch a Breakfast at Linklaters.
  • Se invece è il tipo di lavoro, dovete intraprendere un percorso più complesso, che deve partire dalle vostre passioni. Intanto, valutate se è il caso di iscrivervi a un corso di specializzazione, per definire meglio la vostra formazione in un determinato settore. Attenzione: scegliete una buona scuola, non accontentatevi. State investendo dei soldi, ma anche sul vostro futuro. Infine, cercate un headhunter, anche più di uno, insistete per fissare un colloquio (non demordete!) per farvi dire cosa vi manca per fare quel mestiere.

 

 

Autore: Marco Bonora

Introverso, ingombrante, risvegliato a 40anni da coma lavorativo cerca disperatamente persone appassionate di qualsiasi cosa. Offro ironia caustica, soluzione problemi, creatività, cucina gourmande e musica indie/alternative. Astenersi perditempo

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