Scoprire il talento

Per qualcuno il talento è lampante sin dalla più tenera età.

Per qualcuno è complicato individuare il proprio talento.

Quali sono i motivi di queste differenze? Ci sono fattori quantitativi e qualitativi che determinano l’individuazione del proprio talento?

Il talento non viene distribuito equamente tra gli individui, questo è certo; ma è certo anche che ognuno di noi ne dispone, e solo attraverso lo sviluppo di alcuni fra i suoi talenti può realizzare se stesso e avere una vita ricca.

Il talento è innato?

Il talento è una predisposizione individuale che il contesto aiuta a emergere. Da tempo la scienza sta indagando sul DNA, la nostra mappa genetica, per scoprire se i nostri talenti fanno parte del patrimonio genetico.

Nel DNA sono “scritte” alcune nostre caratteristiche, conformazioni fisiche (collo del piede nelle ballerine), capacità percettive (orecchio assoluto per i musicisti), capacità analitiche (logico matematiche) o capacità motorie (coordinamento in velocità del movimento). Nessuna di queste caratteristiche da sole, però, è un talento. Ognuna di esse contribuisce allo sviluppo, all’allenamento e alla riuscita di un talento.

Le conoscenze sin qui acquisite ci liberano dalla costrizione del determinismo scientifico e ci permettono di costruire il progetto di sviluppo del talento come la sintesi vantaggiosa tra predisposizioni innate e libero arbitrio. Ovvero l’individuo è responsabile di trovare i propri talenti e di svilupparli.

Quale ruolo gioca il contesto nella ricerca del talento?

Quando le persone raccontano di come hanno scoperto il loro talento, descrivono sempre come è stato immediato riconoscerlo. “Lampante”, “evidente”, “senza dubbio” sono solo alcune delle espressioni che vengono utilizzate.

Se è così facile quando lo si incontra riconoscerlo, dove sta la difficoltà? Incontrarlo!

Con il talento succede esattamente la stessa cosa che succede in una storia d’amore: dobbiamo creare l’occasione che ci farà incontrare l’oggetto del nostro interesse. In fondo trovare il proprio talento è il modo per innamorarsi di se stessi. Non a caso sviluppare il talento è una chiave per lavorare sull’autostima.

Il contesto in questo senso è fondamentale. E proprio dal contesto dipende il precoce o tardivo riconoscimento del talento.

Ecco i tre fattori ambientali che concorrono nel riconoscimento del talento

  1. Famiglia – La famiglia di origine può avere un’influenza bloccante, facilitante o propulsiva. La famiglia indirizza i nostri interessi, ci educa ai valori e ci è garante del nostro percorso formativo. Da adulti possiamo analizzare l’eredità emotiva, liberarci dalle credenze limitanti e valorizzare le consapevolezze positive. Qualche volta è la famiglia a riconoscere e a supportare il talento del bambino: è il caso dei bambini prodigio, e dei talenti precoci con alterni risultati in termini di felicità ed equilibrio. Pensiamo ai figli d’arte, a giovanissimi atleti e a giovani artisti.
  2. Amici e relazioni – Soprattutto nell’adolescenza, il gruppo di amici è un ambiente fertile alle nuove conoscenze e alle sperimentazioni. Le relazioni umane supportano l’individuo, gli altri intorno a noi riconoscono il talento e ci spingono stimolandoci verso l’incontro. Frequentare ambienti che ci attraggono può metterci nelle condizioni di farci capire qual è il nostro talento e di sperimentarlo in una forma che non avevamo immaginato.
  3. Il mondo intero – Non è una provocazione, quello che intendo è che il caso, le occasioni e tutto quello che facciamo nella nostra vita ci porterà a scoprire e potenziare il nostro talento. Non mi riferisco solo alle leggende degli attori scoperti per caso mentre servono un caffè a un produttore o a un regista, ma anche a tutte quelle situazioni fuori dalla zona di confort che ci capita di affrontare, attraverso le quali scopriamo di essere capaci e felici nel fare qualcosa che mai avremmo fatto!

È nostra responsabilità creare le occasioni perché la sola ricetta valida per individuare il talento è “CERCA, CERCA, CERCA”.

  • CERCA – tieni gli occhi aperti e cerca nuove esperienze, sfrutta le situazioni e i loro limiti per provare nuove esperienze
  • CERCA – indaga a fondo nelle cose che suscitano il tuo interesse, approfondisci, segui i collegamenti tra un’attività e l’altra
  • CERCA – cerca il tuo modo e rispetta il tuo ritmo, ma se quello che fai diventa importante e urgente, trova gli spazi e i tempi perché hai di fronte un talento

Hai scoperto quali sono i tuoi talenti?

Se vuoi credi che sia più efficace intraprendere questo viaggio con un alleato che ti aiuti a orientarti e a impostare un piano per sviluppare il talento, il coaching può essere la risposta alla tua necessità.

Lavorare sul talento significa scommettere su se stessi, lavorare sul proprio benessere e sul proprio valore.

Angela Salvatore

Autore: Angela Salvatore

La mia vita è un’entusiasmante camminata sul filo, alla ricerca dell’equilibrio tra la mia anima creativa e la mia parte più rigorosa, senza perdere mai di vista l’obiettivo dell’eccellenza. A sedici anni ho intrapreso il mio percorso nel teatro studiando e lavorando con artisti che hanno scritto la storia.
 Laureata in Storia del cinema, negli anni sono stata attrice, regista e autrice teatrale, ho condotto inoltre numerosi laboratori per adulti e bambini.
Qualche anno più tardi sono entrata in azienda, dove mi sono occupata a lungo di Communication e di HR, per approdare infine nel mondo dell’Information Technology. Attualmente sono responsabile di progetti internazionali in ambito di Intranet Business Application per una multinazionale.
 Dal 2015 sono PMP® (Project Management Professional) certificato presso il Project Management Institute. Nel 2016 ho frequentato il Master in Coaching di Accademia della Felicità: il coaching rappresenta il fil rouge della mia variegata esperienza, fatta di scrittura, teatro, conoscenza dei processi aziendali, il tutto all’insegna di un orientamento tenace e positivo ai risultati. Sono coach abilitato, ho 47 anni, vivo a Torino e la mia passione sono  le storie e l’arte del raccontarle. Amo i viaggi, la letteratura e il cinema.

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