IL FATTORE FELICITA’

Quando l’economia va a rotoli, quando avere un posto di lavoro è una fortuna anche se non particolarmente gratificante sul piano finanziario e sul piano intellettuale, chiedersi se i dipendenti sono felici può apparire un tantino lontano.

Ma la ragione di preoccuparsi di questo risiede nel fatto che nel lungo termine i dipendenti felici sono più produttivi di quelli infelici. Si presentano con regolarità al lavoro, hanno meno probabilità di andarsene, fanno sempre più del minimo obbligatorio e attirano persone altrettanto serie e motivate.

Ma cosa significa essere felici nel nostro lavoro ?

Non stiamo parlando di soddisfazione, la parola più adeguata è coinvolgimento. Una forza lavoro coinvolta è soddisfatta e produttiva ma anche impegnata a creare il futuro, sia dell’azienda che il proprio. I dipendenti coinvolti hanno un’energia particolarmente intensa, ma sanno anche come evitare il logoramento.

La prima componente del coinvolgimento è la vitalità che si può declinare come esuberanza passione ed entusiasmo. Le aziende generano vitalità dando alle persone la sensazione che il loro lavoro quotidiano faccia la differenza.

La seconda componente è l’apprendimento, ossia la crescita che deriva dal fatto di imparare nuove conoscenze e competenze. L’apprendimento può anche mettere in moto un circolo virtuoso: coloro che sviluppano le proprie abilità tendono a credere nel proprio potenziale di crescita futura.

Le due componenti operano di concerto, l’una senza l’altra sono difficilmente sostenibili ed incidere negativamente. L’apprendimento, per esempio, se non è accompagnato dalla passione può portare al logoramento. Che cosa farò di ciò che ho appreso ? Perché dovrei continuare a svolgere questo lavoro ?

Quali sono i meccanismi per promuovere la realizzazione sul lavoro ?

Discrezionalità decisionale – I dipendenti di tutti i livelli vengono “caricati” dalla possibilità di prendere decisioni che incidono sul proprio lavoro. Responsabilizzandoli in questo modo si dà loro un maggior senso di controllo, più voce in capitolo nella gestione dei processi e maggiori opportunità di apprendimento. Il problema che si pone ai manager è di “tirare i freni” quando i dipendenti commettono errori.

Condivisione delle Informazioni – Svolgere il proprio lavoro in un vuoto informativo è tedioso e deprimente; non c’è motivo di cercare soluzioni innovative se non si è in grado di vederne l’impatto in un ambito più vasto. Dare un contributo più efficace è più facile se si ha un idea abbastanza precisa il proprio lavoro con la strategia dell’organizzazione.  La condivisione ovviamente mette in luce anche aspetti negativi, il che può essere demoralizzante. Ma complessivamente contribuisce a migliorare sia le performance che a trovare le soluzioni agli aspetti negativi.

Minimizzazione dei Comportamenti Incivili – I Costi dell’inciviltà sono molto alti. La metà dei dipendenti vittime di un comportamento incivile riduce deliberatamente il proprio impegno. Più di un terzo riduce la qualità del proprio lavoro. Due terzi dedica molto tempo ad evitare colui o colei che li aveva maltrattati e più o meno la stessa percentuale ha un decremento evidente di performance. L’inciviltà impedisce alle persone di coinvolgersi. Chi è stato oggetto di comportamento incivile diventa incivile a sua volta: si mette a sabotare i colleghi. Il numero di imprese che prendono in considerazione la buona educazione è bassissimo. La cultura aziendale è intrinsecamente contagiosa; i dipendenti si adeguano all’ambiente. Se si mantiene un’alta educazione nei comportamenti si produrrà un elemento strutturale per l’azienda.

Feedback sulle performance –  Togliendo di mezzo l’incertezza, il feedback mantiene le attività lavorative delle persone focalizzate sugli obiettivi personali, organizzativi, ambientali. Più è rapido e diretto è il feedback, più utile diventa. L’azienda deve però sforzarsi di trasformare il feedback da “oppressivo” a dinamico e promotore di crescita, dandole regole di civiltà rispetto e flessibilità.

 

Tratto da H.B.R. Gen/Feb 2012

 

 

Autore: Marco Bonora

Introverso, ingombrante, risvegliato a 40anni da coma lavorativo cerca disperatamente persone appassionate di qualsiasi cosa. Offro ironia caustica, soluzione problemi, creatività, cucina gourmande e musica indie/alternative. Astenersi perditempo

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