Contaminazioni

Quando si inizia a lavorare ad un business individuale, o si vuole definire “l’oggetto sociale” di un’azienda, è fondamentale essere precisi e specifici. Innanzitutto per se stessi, per aver chiaro dove si vuole “andare a parare”; e in secondo luogo per comunicare all’esterno che abbiamo le idee chiare.

Così, se una persona decide di scrivere un romanzo, inizialmente cercherà dei modelli all’esterno: scrivo un giallo, un noir, fantascienza, un romanzo rosa…? Non lasciatevi confondere dal fatto che le opere prime di alcuni autori siano già testi complessi sul piano del contenuto: quasi sicuramente nel cassetto hanno almeno un paio di raccontini scritti a quattordici anni, in cui si capisce perfettamente se amavano più Harry Potter o John Grisham.

La complessità cresce con noi

Un’azienda che nasce per occuparsi genericamente di crescita personale, a meno che non sia già l’unione di personalità affermate, avrà probabilmente vita breve perché non riesce a posizionarsi bene rispetto ai competitor.

Da questo punto di vista, uno degli aspetti di maggior forza di Accademia è proprio questo: grazie alle intuizioni di Francesca Zampone e di Marco Bonora, è nata con un approccio chiaro (“parliamo di felicità”) e un metodo altrettanto chiaro (“facendo coaching col metodo classico di Sir John Whitmore”).

Ora che Accademia ha una posizione indiscussa, è una sorta di “autorità” per quanto riguarda il tema della felicità, ha iniziato a guardarsi intorno. Può lasciarsi contaminare da altre esperienze, altre storie, altri percorsi, perché non ha più paura di perdere di vista la propria strada.

Contaminarsi è bello

La prima volta che ho sentito parlare di contaminazione in maniera slegata dal cibo e dalle malattie, è stato in ambito letterario. Negli anni Novanta frequentavo giri di scrittori milanesi e non solo, e la parola più utilizzata era proprio questa: la narrativa andava ibridata, contaminata con le arti figurative, con il rock, con il cinema. La letteratura di genere non esisteva più, o se esisteva veniva utilizzata per veicolare messaggi che tradizionalmente non erano di sua competenza.

Non mi addentro sul tema letterario, ma la parola “contaminazione” mi è rimasta appiccicata. Capita spesso per ciò che incontriamo nei periodi della nostra vita più intensi dal punto di vista emotivo e intellettuale, e a me è sicuramente successo. Ecco perché, se riguardo molte delle cose che ho fatto nella vita, non posso che leggervi questo spirito: mettere insieme le cose in modo nuovo, rimescolare le carte, per far uscire qualcosa di nuovo.

Metodi e contenuti

Una delle mie convinzioni è proprio quella che un buon coach ha appreso dei metodi, ma un ottimo coach “ci mette dentro” i propri contenuti. Questo è valido in tutti i settori, e lo è sicuramente se parliamo dell’area che seguo io per Accademia, ossia l’area professionale. I temi legati alla mappatura di talenti e potenzialità sono fondamentali e costituiscono la base di un percorso che cerca di individuare non il lavoro perfetto in astratto, ma il lavoro giusto per il singolo coachee. Si tratta di tematiche che un buon coach è in grado di trattare, se ha appreso gli strumenti da chi li conosce bene (e sui nostri coach certificati avrei pochi dubbi!).

Ad un certo punto, tuttavia, subentrano alcune domande: ora che ho capito qual è il lavoro giusto per me, come faccio a trovarlo? Ora che ho pensato al progetto giusto per mettermi in proprio, come lo realizzo? Ora che ho capito dove voglio arrivare, come faccio a spiegarlo al resto del mondo?

Per dare una risposta a queste domande non basta più un coach “qualsiasi”: serve qualcuno che conosca il mondo delle aziende, dell’autoimprenditorialità, della comunicazione. Certo, se fosse anche un coach sarebbe l’ideale.

Ma un coach contaminato.

Qualcuno che ci mette dentro quello che conosce bene, perché è il suo lavoro.

Rinnovamento

Potremmo dire, quindi, che i nuovi percorsi “Job Coaching & Advising”  e “Job Coaching & Telling” sono nati dalle necessità manifestate dai coachee, a cui Accademia dà una risposta basata sulla contaminazione virtuosa delle competenze.

(Potremmo anche dire che sono nate dalla Gioventù Cannibale, e sarebbe certamente uno storytelling più avvincente).

Dal mio punto di vista si tratta di offrire alle persone quello di cui hanno bisogno, ascoltandole con attenzione e cercando poi i professionisti che possano dare la migliore soluzione.

Siamo solo all’inizio: mi farebbe piacere se ci scriveste per raccontarci le vostre idee e proposte, quello che vi piacerebbe trovare in Accademia quando vi trovate alle prese con un problema o un desiderio di migliorare il vostro percorso professionale. Siamo aperti ad ogni… contaminazione.

Autore: Irene Facci

Nata dalle parti di Mantova quando a Mantova c'erano solo zucche e zanzare, ho da sempre una grande passione per la leggerezza e quindi per i gatti, massimi esperti della materia. Sono un'inguaribile ottimista e penso che autoironia e humour siano strumenti imprescindibili di resistenza umana. Cerco di trasmettere tutto questo ai miei figli che, come tutti i bambini, tendono a prendere le cose molto sul serio. Nel 2017 è uscito il mio primo romanzo, Alla rivoluzione in tram, sono diventata Life & Career Coach e ho iniziato a collaborare con Accademia della Felicità. Mi puoi trovare sul mio sito www.irenefacci.it

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