A che cosa assomiglia la tua vita? Mattoncini colorati o bacchette di Shangai?

Oggi partiamo da qui: a che cosa assomiglia la tua vita?

Un terzo delle ore che compongono la giornata le trascorriamo lavorando, se poi pensiamo al numero dei giorni in rapporto all’anno, la proporzione è ancor più incisiva. Il tempo dedicato al lavoro è tanto e, fosse anche solo per un dato puramente quantitativo, non possiamo permetterci che si tratti di tempo trascorso in maniera insoddisfacente.

Eppure succede.

Eppure il lavoro è una nota dolente sempre più diffusa.

Una specie di compagno di viaggio capriccioso, a volte un po’ ingrato, che toglie il sonno e causa problemi su diversi fronti.

Per quanto ci diciamo che non viviamo per lavorare, quando qualcosa in quell’ambito non funziona, rischiamo di mandare in crisi anche tutto il resto. E naturalmente vale anche il viceversa, quando qualcosa nella vita privata vacilla, molto spesso, si riversano le frustrazioni nel lavoro, senza neanche rendersene conto. Si diventa più ostili, scostanti e si perde lo slancio.

Prova a immaginare la tua vita composta di tanti mattoncini colorati sovrapposti e ben agganciati tra loro, se ti dicessi di togliere un singolo mattoncino dal centro o da un punto qualsiasi che cosa accadrebbe? Molto probabilmente nulla, o meglio quel che noterai è la presenza di un buco, ma la parete di mattoncini resterà in piedi.

Se invece la tua vita fosse un insieme di bacchette Shangai in equilibrio precario tra loro, e tu provassi a sfilarne un paio nel punto sbagliato o, nel muoverti causassi un semplice spostamento d’aria, è facile intuire che assisteremmo al crollo dell’intera costruzione.

Il punto è la tua vita è fatta di mattoncini colorati o di bacchette di Shangai?

5 domande per valutare il livello di equilibrio

Se la tua risposta è: bacchette di Shanghai, tocca capire come mai e che cosa si può fare per correre ai ripari prima che qualcosa la faccia crollare. Ed è qui che entra in scena il coaching.

Accettare che il mondo lì fuori è cambiato è solo il primo passo per essere felici. Ci tocca poi ritrovare un equilibrio e una collocazione che in quel contesto ci permettano di realizzarci.

Insomma… Anche se è vero che le storie dei coachee sono tutte uniche, alcuni elementi s’intrecciano e si ripetono.

La capacità di prendere decisioni giuste per noi e per la nostra vita professionale è uno di questi.

Ti lascio 5 domande per riflettere:

  1. Qual è la tua missione in questa vita?
  2. Che cosa stai facendo per realizzarla?
  3. Che cosa significa fare carriera e quanto conta per te?
  4. Se ti dico: Lunedì. A che cosa pensi?
  5. Quali sono i tuoi livelli di energia nei vari momenti della giornata?

Se queste domande ti colpiscono e ti rendi conto che stai vivendo un grande senso di smarrimento che ti ha tolto la lucidità per decidere che cosa è più giusto per te e come agire per realizzarlo, ritrova il tuo focus con un percorso di career coaching.

Ilenia La Leggia

Autore: Ilenia La Leggia

Piena di energia, estroversa (a tratti), intuitiva e sognatrice, sono appassionata di comportamento umano, comunicazione efficace, tecnologia e lettura. Le contraddizioni sono il mio humus, le domande la mia fissazione. La mia fase dei perché non si è ancora conclusa. Laureata in Sociologia e con un Master in eventi ho lavorato in comunicazione e nell’organizzazione degli eventi B2B per oltre 15 anni, ho fondato un magazine, ne ho diretto un altro e curato la promozione e il lancio di numerosi brand internazionali. Nel 2016 ho frequentato il Master in Coaching di Accademia della Felicità, oggi sono una Coach abilitata e studio costantemente per supportare le persone a superare i meccanismi auto-limitanti. I miei punti di forza? Capacità organizzativa, empatia e sintesi.  Il mio credo? Ci troviamo continuamente di fronte a una serie di grandi opportunità brillantemente travestite da problemi insolubili!

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